Misure economiche nel mondo contro il coronavirus

Misure economiche nel mondo contro il coronavirus

Nel mondo le varie misure economiche per contrastare la recessione e accompagnare la ripresa sono sono state sostenute oltre che dai Governi, dalle decisioni di politica monetaria delle rispettive banche centrali.

USA

La Federal Reserve si è impegnata a un maxi piano di acquisti senza limiti per titoli di stato (75 miliardi al giorno) e obbligazioni societarie garantite da mutui (50 miliardi al giorno). Per la prima volta la Banca centrale americana offre sostegno diretto alle aziende, alle famiglie, ai consumatori, alle città e agli stati. Il Presidente Trump – con il voto bipartisan del Congresso e del Senato – ha deliberato circa 2.000 miliardi di dollari di aiuti (il 9% del PIL).
Le misure:
– 500 miliardi di prestiti diretti ad industria, stati federali
e città,
– 367 miliardi di aiuti alla liquidità alle piccole e medie
imprese,
– 150 miliardi di dollari sussidi di disoccupazione e fondi
per la sanità per (0,7 per cento del Pil),
– assegni diretti fino a 2.000 dollari per gli adulti e 500
dollari per i minori.

L’effetto complessivo delle misure dovrebbe arrivare acirca 6.000 miliardi di dollari.

SVIZZERA

Il Consiglio federale svizzero ha stanziato oltre 40 miliardi di franchi (37,6 miliardi di euro), pari al 6% del PIL . Si ricorda che la Svizzera ha 8,5 milioni di abitanti. L’obiettivo delle nuove misure è evitare il più possibile i casi di precarietà e sostenere le persone e i settori colpiti
con un’azione tempestiva e mirata, senza lungaggini burocratiche.
Le misure:
– liquidità per aiutare le imprese. Programma di garanzie di 20 miliardi di franchi di aiuti immediati mediante crediti transitori con fideiussioni. Le imprese direttamente interessate riceveranno rapidamente e senza lungaggini burocratiche fino al 10 per cento del fatturato o 20 milioni di franchi al massimo. Gli importi fino a 0,5 milioni di franchi saranno pagati subito dalle banche e garantiti al 100% dalla Confederazione. Gli importi di entità superiore saranno garantiti all’85% dalla Confederazione e subordinati a una breve analisi bancaria,
– proroga per il pagamento delle assicurazioni sociali: alle aziende colpite dalla crisi potrà essere concessa una proroga temporanea, senza interessi, per il pagamento dei contributi dovuti alle assicurazioni sociali. Lo stesso vale per i lavoratori indipendenti che registrano un crollo delfatturato,
-apporto di liquidità in ambito fiscale e per i fornitori della Confederazione: le imprese hanno la possibilità di dilazionare i termini di pagamento, senza interessi di mora. Dal 20 marzo 2020 al 31 dicembre 2020 l’interesse è azzerato (0,0%) per l’imposta sul valore aggiunto, per i dazi doganali, per particolari tasse al consumo e per le tasse d’incentivazione. All’imposta federale diretta si applica la stessa regola,
-l’Amministrazione federale delle finanze ha esortato le unità amministrative della Confederazione ad esaminare con celerità le fatture dei creditori e a bonificarle prontamente, a prescindere dai termini di pagamento, rafforzando così le liquidità dei fornitori della Confederazione.
– estensione e semplificazione del lavoro ridotto. L’indennità per lavoro ridotto (ILR) è uno strumento che permette di compensare temporanei cali dell’attività, preservando i posti di lavoro, va ai dipendenti con un contratto a tempo determinato e a coloro che sono al servizio di un’agenzia di lavoro interinale, ma anche alle persone con un contratto di apprendistato. L’ILR è pari a un importo forfetario di 3.320 franchi per un posto a tempo
pieno.
– indennità di perdita di guadagno per i lavoratori indipendenti. I lavoratori indipendenti che subiscono una perdita di guadagno saranno indennizzati, a condizione che non ricevano già altre indennità o prestazioni assicurative. L’importo corrisposto è pari cioè all’80% del reddito e non può superare i 196 franchi al giorno.
– indennità di perdita di guadagno per i dipendenti. Hanno diritto all’indennità di perdita di guadagno i genitori che devono interrompere la propria attività lavorativa per accudire i figli a seguito della chiusura delle scuole e le persone in quarantena ordinata dal medico. L’importo corrisposto è pari cioè all’80% del reddito e non può superare i 196 franchi al giorno, al massimo 10 indennità giornaliere.
– settore culturale: 280 milioni di franchi sotto forma
di aiuti immediati e indennità
– sport: 100 milioni di franchi per le organizzazioni
sportive
– 530 milioni a titolo di prestiti attualmente investiti
per progetti regionali, 60% dei quali riguardano il settore
del turismo.

GIAPPONE

Il Giappone con tre distinti interventi ha messo in campo 150 miliardi di euro (17.000 miliardi di yen, il 3,4% del PIL).

Le misure:

-500 miliardi di yen di prestiti statali a favore di piccole e medie imprese del settore del turismo,
-1.600 miliardi di yen, prestiti statali aumentati ed estesi a un numero maggiore di imprese colpite dall’emergenza,
-430 miliardi di yen, per misure fiscali, spesa sanitaria e congedi parentali,
-15.000 miliardi di yen, misure di sostegno alle imprese, riduzioni di imposte e pagamenti cash in favore delle famiglie.

REGNO UNITO

 

Complessivamente più di 405 miliardi di euro (362 mld pounds).
Il primo pacchetto 30 miliardi di sterline, circa l’1,4% del PIL cento del PIL, di spesa:
-5 miliardi per il sistema sanitario nazionale,
-7 a supporto di imprese e lavoratori,
-18 miliardi distribuiti al bisogno

Il secondo pacchetto, dopo il diffondersi del virus, di 350 miliardi di sterline:

-330 miliardi, garanzie sui debiti delle imprese che
necessitano liquidità,
-20 miliardi, taglio delle tasse e a sussidi per le imprese
e i lavoratori.

Un terzo pacchetto di misure pari a 78 miliardi di sterline (3,5 per cento del PIL) è in via di attivazione.

EUROZONA

Va ricordato innanzitutto che la Banca Centrale Europea ha deliberato misure importanti di cui possono beneficiare tutti i Paesi dell’area euro.

Come ha ricordato Mario Draghi la parola d’ordine è liquidità. L’iniezione di liquidità, a costo zero, per una istituzione che stampa moneta è quindi la chiave per sostenere l’economia ed fare uscire dall’emergenza economica l’intera eurozona, una volta che l’emergenza sanitaria sarà superata. A disposizione delle banche europee ci sono complessivamente 3.000 miliardi di euro di liquidità per favorire il credito alle imprese.

Per acquisire questa liquidità sono stati resi meno stringenti i requisiti patrimoniali con i quali le banche accedono ai prestiti della Banca centrale.
Il tasso sui depositi presso la Banca centrale rimane negativo, al -0,5% e potrà ulteriormente essere abbassato, essendo un forte disincentivo per le banche a lasciare fermi i propri depositi e un incentivo a fare moltiplicare i propri crediti all’economia. La Banca centrale inoltre è arrivata a complessivi 1.100 miliardi di Quantitative Easing, attraverso il quale può acquistare o riacquistare titoli di Stato o del settore privato, fino alla fine del 2020. 120 miliardi gli acquisti di titoli di stato, più i 240 già decisi all’epoca Draghi, più i 750 miliardi del Pandemic Emergency Purchase Programme, operativo per tutto il 2020. L’acquisto di titoli di Stato è fondamentale a tenere sotto controllo gli oneri sui debiti degli stati sovrani (in particolare l’Italia, ma di tutta l’eurozona), limitando le speculazioni sui titoli di stato. Il crescere degli oneri sul debito (interessi passivi), al contrario, vanificherebbe persino l’accesso ad ulteriore indebitamento, attraverso il quale gli stati erogano i propri piani di aiuti.

GERMANIA

Innanzitutto il tasso negativo al -0,50% dei depositi BCE fa in modo che le Banche tedesche, pur di non tenere fermi propri soldi, stiano acquistando Bund al tasso medio negativo del -0,33%. Quindi la Germania ripagherà il suo debito a un prezzo inferiore a quello di emissione (senza calcolare l’aiuto ulteriore dell’inflazione, seppur bassa). Il Governo e il Parlamento tedesco hanno approvato un aumento del deficit per 156 miliardi di euro (il 4,7 per cento del PIL) rispetto a quanto previsto in precedenza. Al quale possono essere aggiunti altri 200 miliardi di
debito pubblico:
-100 miliardi per interventi temporanei nel capitale di aziende in difficoltà;
– 100 miliardi per acquisti di obbligazioni della banca pubblica tedesca KfW, se aumenta i propri prestiti alle imprese.

Le risorse sono destinate principalmente a queste misure:
-60 miliardi, assegni familiari e ai sostegni al reddito,
-50 miliardi, aiuti una tantum a piccole imprese e lavoratori autonomi,
-7 miliardi, spese aggiuntive per la sanità.
Inoltre vengono offerte garanzie pubbliche illimitate suiprestiti alle imprese.

Finora sono state messe in campo garanzie pari a oltre 1.200 miliardi:
-400 miliardi di garanzie sui prestiti alle grandi imprese da parte del nuovo Fondo per la stabilizzazione economica,
-822 miliardi sui prestiti alle piccole e medie imprese da parte della KfW.

FRANCIA

La Francia ha già deliberato misure per 45 miliardi di euro, l’1,9% del PIL:

-32 miliardi per il differimento delle imposte delle imprese e dei contributi sociali per un mese;
-8,5 miliardi per il pagamento di due mesi di stipendio dei lavoratori temporaneamente lasciati fuori dai datori
di lavoro;
-2 miliardi per un fondo di solidarietà a supporto dellepiccole imprese;
-2,5 miliardi per altre misure minori.
Le garanzie dello Stato per un importo di 300 miliardi, fornite attraverso Bpifrance, la banca di investimento pubblica, sui prestiti bancari alle imprese, pari al 12,4 per cento del PIL. Sono inoltre previsti interventi diretti sul capitale delle imprese francesi strategiche in difficoltà.

Quindi, un totale di 345 miliardi.

SPAGNA

La Spagna ha approvato un piano da 31 miliardi, il 2,5 per cento del proprio PIL.

Le principali misure:

-4 miliardi, spese di emergenza per la crisi sanitaria,
-aiuti al settore delle imprese per andare incontro alle necessità di liquidità,
-misure di sostegno al reddito di lavoratori autonomi edipendenti.

Sono annunciate ulteriori misure di sostegno all’economia. Garanzie pubbliche sui prestiti alle imprese per 100 miliardi di euro (8% del PIL) tramite l’ICO, Instituto de Credito Oficial, che corrisponde alla nostra CDP. Complessivamente sinora messi in campo 131 miliardi.

PAESI BASSI

Le misure fiscali messe già in campo dai Paesi bassi a sostegno dei lavoratori e delle imprese ammontano a circa 20 miliardi di euro, il 2,5 per cento del PIL.

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