Massimiliano Salini, perché mi (ri)candido

Massimiliano Salini, perché mi (ri)candido

Mi ricandido al Parlamento Europeo dopo cinque anni di lavoro intenso e bellissimo fra
Strasburgo e Bruxelles, perché l’Italia, da qui, si vede meglio e si può aiutare in modo efficace
almeno quanto da Roma. Cinque anni di esperienza, impegnativa ma straordinariamente bella,
mi hanno confermato di quante partite importanti per il nostro Paese si giochino qui e quanto
una presenza seria e costruttiva degli europarlamentari italiani possa influire su orientamenti e
decisioni positive per l’Italia, i suoi territori, le sue imprese.
Mi ricandido al Parlamento Europeo perché è vero, non sempre l’Unione Europea è stata
capace di essere vicina ai suoi cittadini, non sempre ha saputo essere più virtuosa dei nostri
parlamenti, non sempre ha saputo fare con equità gli interessi dei Paesi membri. Ma il saldo
“costi-benefici” dell’appartenere a questa Comunità continua ad essere ampiamente positivo,
anche se è diventato talmente “normale” che non ce ne rendiamo conto. La libera circolazione
di persone e merci, i fondi per la formazione dei giovani, gli incentivi all’agricoltura, gli aiuti
alle imprese, l’acquisto dei nostri titoli di Stato da parte della BCE… Chi ha “strappato”,
invece, come la Gran Bretagna, oggi si trova a fare i conti con tutto quello che rischia di
perdere e non sa già più come contenere i danni.
Mi ricandido al Parlamento Europeo, perché l’Italia deve poter contare sull’Europa. Solo
con l’Europa possiamo affrontare le complessità della globalizzazione, dando sicurezza ai
nostri cittadini, valore alle nostre identità, capacità competitiva alle nostre imprese.
Solo con l’Europa possiamo far evolvere in modo originale e sostenibile i nostri sistemi
economici, sociali, politici, senza rinunciare ai principi che stanno alla base della nostra
nozione di persona, di famiglia, di lavoro, di welfare, di democrazia. Solo con l’Europa
possiamo trovare risposte efficaci alle sfide planetarie a cui non possiamo sfuggire, dall’
emergenza demografica ai fenomeni immigratori.
Mi ricandido al Parlamento Europeo perché con il Partito Popolare Europeo, che
continuerà ad essere la prima forza politica dell’Unione, possiamo riportare l’Europa a
misurarsi con quelle dimensioni – identità e politica – che furono da subito nell’orizzonte dei
padri fondatori e rinunciando alle quali essa ha indebolito la propria capacità di coesione, la
credibilità interna, l’autorevolezza sullo scacchiere globale. L’identità e la cultura del “vecchio
continente”, dalla concezione di persona a quella di democrazia, riscoperte e vivificate nel
confronto con la modernità, sono il più importante contributo che l’Europa può dare al mondo,
insieme alla sua unità politica, oggi resa ancora più urgente dal protagonismo delle super
potenze, dall’instabilità politica di tante aree del mondo e dallo squilibrio fra Nord e Sud del
mondo.
Mi ricandido al Parlamento Europeo perché l’Europa fa bene all’Italia e al mondo e fare
meglio l’Europa si può. Perché il sogno dell’Europa ha i piedi per terra.

 

BIOGRAFIA

Parlamentare europeo dal 2014 con il Partito Popolare Europeo, Massimiliano Salini è membro delle commissioni “Trasporti e turismo” e “Industria, ricerca e energia”. Relatore del nuovo Programma Spaziale Europeo, ha partecipato alle commissioni speciali sullo scandalo Dieselgate e sui Crimini finanziari e paradisi fiscali, alla redazione di diversi dossier in materia di sostenibilità, trasparenza, agenda digitale, euro-pedaggio, alla preparazione della riforma in materia di copyright recentemente approvata dal Parlamento europeo. Primo firmatario della proposta di risoluzione UE per interventi straordinari a tutela dell’industria e europea, relatore del dossier sul telepedaggio europeo, ha promosso e sostenuto interventi a favore delle imprese italiane, come le nuove regole contro la concorrenza sleale dei Paesi asiatici, il finanziamento del 95% delle spese per la ricostruzione delle aziende distrutte dai recenti terremoti. Ha ottenuto il finanziamento di tre progetti pilota a favore della digitalizzazione delle imprese, l’internazionalizzazione delle Pmi e la sicurezza del trasporto ferroviario con il sistema satellitare Ertms.

Sedute plenarie dell’europarlamento: 99% di presenza

9.345 voti espressi

567 interventi

1.498 emendamenti

189 dichiarazioni di voto

Sedute di commissione: 97% di presenza

Nato a Soresina l’11 marzo 1973, liceo classico al Manin di Cremona e al Racchetti di Crema, si laurea in Giurisprudenza all’Università Statale di Milano, con una tesi sul diritto allo studio. L’impegno politico nella realtà studentesca aveva infatti cominciato ad appassionarlo già al liceo ed era proseguito nei diversi organismi universitari, fino al Comitato Regionale di Coordinamento delle Università lombarde. Intanto dà una mano nell’azienda di famiglia, una piccola impresa di dolciumi fondata dal papà, “laureato in arte bianca”. Nel 1998 entra nello staff di presidenza della Giunta regionale lombarda, occupandosi di politiche regionali per le attività economiche e produttive. Ma nel 2000 sceglie di andare in azienda ed entra come project manager nella società “Faber srl”. Nel 2006 torna ad occuparsi di cosa pubblica: nel 2006 è nominato vicepresidente della Società Cremasca Servizi SpA e nel 2007 consigliere d’amministrazione di Linea Group Holding e di Linea Ambiente SpA. Nel 2009 si candida alla presidenza della Provincia di Cremona, come indipendente appoggiato da una coalizione di centrodestra e vince al primo turno. Durante il suo mandato la Giunta provinciale di Cremona riduce le spese (dal compenso di presidente e assessori al taglio di auto blu e parco macchine, fino al taglio di più dell’80% delle spese di rappresentanza e comunicazione); avvia opere infrastrutturali, come il raddoppio della ex Statale Paullese da Crema a Spino d’Adda e l’autostrada Cremona-Mantova; dismette il patrimonio immobiliare, valorizzandolo attraverso la creazione di un Fondo; mette mano alla semplificazione amministrativa e alla riforma dei servizi pubblici locali (gas, acqua, rifiuti) consentendo ai Comuni di ridurre i costi grazie alla gestione in forma associata. Sposato con Giuditta, hanno tre figli, Carlo, Sofia e Riccardo, con cui vivono a Crema.

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