LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA PER LA FASE 3

LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA PER LA FASE 3

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LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA PER LA FASE 3

22 giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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IL METODO DI FORZA ITALIA

 Forza Italia, nel solco del senso di responsabilità che ha sempre ispirato l’azione politica del Presidente Silvio Berlusconi, ha offerto e messo a disposizione del Governo fin dall’inizio dell’emergenza Covid-19 il suo contributo di proposte per affrontare la crisi. Un contributo sempre basato sul costante ascolto e confronto con tutte le categorie produttive del Paese.

 L’attività di ascolto è stata riversata da Forza Italia in diversi, corposi dossier (aggiornati nel corso di questi mesi) presentatiall’esecutivo: a questa iniziale ed embrionale fase di «presentazione» non è mai seguita quella fattuale del confronto e del dialogo invocata in primis dal Presidente della Repubblica.

 Proprio in ossequio al principio di responsabilità riteniamo e ribadiamo che il Parlamento debba tornare centrale, per rendere manifesta quella coesione e quella condivisione invocate dal Presidente Mattarella.

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IL METODO DI FORZA ITALIA

  •   Su questa base diciamo di sì al pacchetto Ue, sul quale il presidente Berlusconi ha esercitato una fondamentale e incessante attività sia all’interno del Ppe sia con i rappresentanti dei governi dell’unione. La logica del pacchetto intercetta le necessità dell’Italia, compresa ovviamente la parte degli aiuti diretti e indiretti alla sanità (Mes) che ci trova convintamente a favore. Con quegli stanziamenti riteniamo tra l’altro fondamentale realizzare al più presto in ogni Regione strutture ospedaliere attrezzate per far fronte a emergenze mediche future.
  •   Il pacchetto europeo necessita però di una pre-condizione: un perimetro di riforme nel quale dovranno incanalarsi gli interventi Il primo e fondamentale passo è dunque che il governo presenti subito il «piano nazionale delle riforme» (PNR) condiviso con le opposizioni rispettando i tempi europei.
  •   Al PNR deve accompagnarsi la definizione e l’anticipazione della legge di Bilancio che dovrà essere discussa e approvata entro agosto con tutti i collegati e tutte le deleghe per la realizzazione delle riforme come individuate nel PNR condiviso.

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LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA

  •   I nostri pilastri programmatici per la crescita e lo sviluppo del Paese nella fase post Covid affrontano con coraggio tutti i campi: fisco, lavoro, imprese e semplificazione burocratica, filiera dell’acciaio con interventi a cascata su edilizia, infrastrutture, industria e automotive, giustizia, difesa del risparmio, scuola e ricerca.
  •   Intorno a questi punti ruota l’azione politica intorno alla quale si può e si deve costruire adesso il futuro dell’Italia. Ovviamente si tratta dei perni dai quali dipanano settori fondamentali come agricoltura e turismo che sono stati già oggetto di approfondimenti di riforma e di intervento particolareggiati negli scorsi mesi.

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LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA

  1. Sul FISCO chiediamo che venga intrapresa la strada di quella riforma coraggiosa da sempre portata avanti da Forza Italia che è la Flat Tax. Inoltre proponiamo un patto fiscale tra Stato e imprese e tra Stato e cittadini (Allegato 1).
  2. Sull’IMPRESA chiediamo con forza il pagamento immediato dei debiti della Pubblica amministrazione e liquidità immediata per rimettere in moto la produttività (vedi allegato 2).
  3. Sul LAVORO sottolineiamo l’urgenza di una sospensione del cosiddetto «decreto dignità» con la reintroduzione dei voucher in settori come turismo, agricoltura e servizi alla persona per approdare al superamento della stessa normativa.
  4. Sulla filiera dell’ACCIAIO, asset e driver fondamentale per il sistema produttivo del Paese, proponiamo 4 piani per la ripartenza: casa, edilizia, infrastrutture, automotive (vedi allegati 3, 4, 5, 6).
  5. Sulla GIUSTIZIA sosteniamo l’urgenza di una riforma seria, profonda e strutturata per avere processi veloci e tempi certi.
  6. Su SCUOLA E RICERCA crediamo fondamentale un’azione di innovazione profonda che sappia confrontarsi con le sfide della modernità (vedi allegato 7).
  7. ENTI LOCALI: Alleviare la crisi che li ha colpiti e agevolare cittadini e imprese con un aumento di 2 miliardi di euro del fondo di dotazione per l’anno 2020. Altri interventi vanno previsti per TARI, IMU, TOSAP e COSAP.
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LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA PER LA FASE 3

ALLEGATI

22 giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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LE PROPOSTE DI FORZA ITALIA

ALLEGATI

 ALLEGATO 1: FISCO
 ALLEGATO 2: IMPRESA E LAVORO
 ALLEGATO 3: ACCIAIO
 ALLEGATO 4: CASA
 ALLEGATO 5: EDILIZIA/INFRASTRUTTURE
 ALLEGATO 6: AUTOMOTIVE
 ALLEGATO 7: SCUOLA, UNIVERSITÀ E RICERCA

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LA RIFORMA DEL FISCO

ALLEGATO 1

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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LA RIFORMA DEL FISCO

  •   Il PATTO FISCALE che proponiamo da una parte mette alle spalle il sistema passato, da un altro mette in cantiere il sistema futuro. Per futuro intendiamo uno dei punti identitari contenuti nel programma di Forza Italia e cioè il passaggio dalle aliquote attuali a un’unica aliquota (la FLAT TAX) per rilanciare il Paese.
  •   Il PATTO FISCALE che proponiamo prevede inoltre:

     lo sconto fino al 40% delle cartelle esattoriali;

    versamento di una quota forfettaria per il recupero dei 200 miliardi non versati dal 2000.

  •   RIDUZIONE PRELIEVO sui redditi da lavoro
  •   SEMPLIFICAZIONE della dichiarazione dei redditi
  •   MORATORIA di tutti gli adempimenti fiscali almeno per tutto il 2020.

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LA RIFORMA DEL FISCO

 Accogliendo le proposte di Forza Italia il governo ha con il decreto fiscale rilanciato i PIR ORDINARI (piani individuali di risparmio) ed ora nel decreto Rilancio ha previsto, come da noi richiesto in un nostro ordine del giorno approvato al Cura Italia, l’introduzione di una nuova tipologia di PIR Alternativi, che saranno di ulteriore supporto alle piccole e medie imprese così violentemente colpite dalla crisi.

 Ora chiediamo al governo di valutare anche l’introduzione dei CIR (Conti Individuali di Risparmio) per riequilibrare il debito pubblico aumentando la quota detenuta dai risparmiatori italiani, creando contemporaneamente un terzo pilastro di welfare (completamente privato) a complemento della previdenza pubblica e della previdenza professionale.

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LA RIFORMA DEL FISCO

 Soprattutto chiediamo di approvare un nostro emendamento al decreto rilancio per la creazione di un FONDO SOVRANO ITALIANO, unendo alle risorse previste per il Patrimonio destinato, gestito da CDP, le risorse private, gestite dalle SGR italiane, raccolte detassando tutto il risparmio che viene investito nell’economia reale.

 Indirizzando i nostri risparmi nell’economia reale diventeremmo tutti azionisti del nostro futuro e sostenendo le nostre imprese creeremo ricchezza, benessere e posti di lavoro. Il fondo sovrano serve a mettere insieme le risorse pubbliche (partecipazioni azionarie, beni immobili, patrimonio architettonico e culturale) e le risorse finanziarie private, ossia i risparmi delle famiglie, per la ripartenza economica del Paese e per il futuro dei nostri figli.

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LA RIFORMA DEL FISCO

 Emersione del lavoro nero attraverso la VOLUNTARY DISCLOSURE per regolarizzare, con sanatorie e riduzioni della contribuzione del cuneo fiscale. Va fatto emergere anche il contante derivante da redditi non dichiarati, sempre con un meccanismo di Voluntary disclosure sul contante con il pagamento di un’imposta sostitutiva (alzare a 12.500 euro l’uso del contante).

 Forza Italia ha depositato una proposta di riforma costituzionale, per modificare l’art. 53 della Costituzione, al fine di inserire lo statuto del contribuente, cioè l’insieme delle garanzie inalienabili del cittadino contro il fisco: consiste, anzitutto, in una serie di principi fondamentali, che devono informare, come tratti fisionomici essenziali, il sistema tributario, vale a dire, la progressività, la semplicità e la chiarezza; a essi si aggiunge il divieto di retroattività delle disposizioni tributarie.

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LA RIFORMA DEL FISCO

 La riforma costituzionale introduce poi due limiti di tipo quantitativo, per porre al riparo un nucleo patrimoniale incomprimibile da ogni possibile “furor esattoriale”.

 Il primo limite è di carattere macro-economico: la pressione fiscale non può eccedere un terzo del prodotto interno lordo.

 Il secondo limite è di carattere micro-economico: la legge assicura che le imposte sui redditi non siano superiori a un terzo del reddito di impresa maturato nell’anno di riferimento.

 Questi due limiti operano congiuntamente, per creare un doppio cordone di sicurezza attorno al patrimonio del cittadino: il primo garantisce un livello sostenibile di pressione fiscale a livello sistemico, il secondo tutela direttamente le tasche del cittadino, permettendogli di conservare la quota più significativa dei frutti del suo lavoro.

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  •   Le imprese grandi, e soprattutto quelle medie e piccole, stanno affrontando una chiusura forzata che ne comprime la reddittività e i flussi di cassa.
  •   Si raccolgono TUTTE le pendenze pregresse e si propone di sanarle con varie opzioni alternative («pace fiscale Stato-Imprese»): subito in una unica soluzione con uno sconto del 40%; in 5 anni a un tasso del 3% con uno sconto del 20%; in 20 anni a un tasso del 2% senza sconto.

     RISULTATO:
     ingenti flussi di cassa per lo Stato in questo momento di emergenza

    (viceversa sono denari che molto probabilmente non saranno riscossi)

    uscita da una situazione di debito per molte imprese che potrebbero così guardare al futuro con maggiori opportunità di ripresa e sviluppo.

LA NOSTRA PROPOSTA DI LEGGE

PER UN PATTO FISCALE FRA STATO E IMPRESE E FRA STATO E CITTADINI

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LA RIFORMA DEL FISCO

 II Dipartimento Bilancio/Finanze di Forza Italia si è posto il problema di come riformare il sistema fiscale, a partire dalle imposte dirette, e la necessita di ridurre, innanzitutto, le imposte sul lavoro.

  •   Una riduzione strutturale e ragionata del prelievo sui redditi da lavoro può consentire ai lavoratori di ottenere buste paga più pesanti.
  •   Liberando la disponibilità di maggiori risorse nette per chi lavora, si può valutare l’introduzione anche di differenti modelli di welfare a partire dalla sanita, dove i modelli di interazione tra il settore privato e quello pubblico hanno dimostrato di sapere convivere fornendo ai cittadini un servizio migliore a costi più contenuti.
  •   E ci sono altri esempi di servizi che, resi in concorrenza tra amministrazioni pubbliche e società private, possono migliorarne la qualità e rendere quelli pubblici meno costosi (Alta Velocita, Trasporto Pubblico Locale, Rifiuti urbani, ad esempio).

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LA RIFORMA DEL FISCO

 Vale la stessa riflessione sull’offerta scolastica e universitaria, a gestione pubblica o privata, che può essere di alta qualità e può fornire concorrenza e stimolo a quella pubblica.

  •   L’altro tema da affrontare e proprio quello di una revisione complessiva dell’intero sistema fiscale (imposte indirette) e quindi dell’eccessivo sistema di regolazione, che ormai soffoca letteralmente il Paese.
  •   Troppe riforme per la semplificazione della macchina pubblica hanno sinora mancato l’obiettivo, troppe manovre economiche negli ultimi anni hanno teso ad aumentare la stretta della pubblica amministrazione, incrementando oltre alle incombenze per cittadini e imprese, la spesa corrente e quella per consumi intermedi necessaria a sostenerla.
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IMPRESA E LAVORO

ALLEGATO 2

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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IMPRESA

  •   Pagamento dei 60 miliardi dei DEBITI DELLA PUBBLICA

    AMMINISTRAZIONE nei confronti delle imprese.

  •   400 miliardi di liquidità alle imprese con tempi serrati: una settimana per i piccoli, 2 settimane per le medie e 3/4 settimane al massimo per le grandi imprese.
  •   Semplificazione e DECERTIFICAZIONE delle procedure e dei controlli da effettuare ex post sulla liquidità erogata per tutti.
  •   Erogare i RISARCIMENTI per tutte le imprese e le attività costrette a fermarsi in ragione del periodo di chiusura e dei relativi mancati guadagni. Almeno il 25-30% del fatturato per i mesi di chiusura deve essere risarcito.
  •   Estensione al 100% della GARANZIA STATALE per i prestiti alle imprese con eliminazione dell’intermediazione della Sace.
  •   RESHORING per favorire il rientro delle imprese in Italia dall’estero.

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IMPRESA

 Proponiamo un vero e proprio PATTO CON LE IMPRESE: per assicurare la ripresa nel Paese occorre assicurare nuove condizioni di efficienza per le imprese che operano in Italia e-o hanno delocalizzato la produzione, attraverso l’introduzione di una Flat Tax, la riduzione dei costi dell’energia, la riduzione del costo del lavoro, in particolare per le nuove assunzioni di giovani, il rafforzamento dei rapporti con i grandi venture capitals internazionali, il rafforzamento della normativa sui Mini corporate bonds, lo sviluppo degli incubatori d’impresa, favorendo spazi a fiscalità zero e costi zero principalmente, ma non solo, a livello di Macroregioni del Sud.

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LAVORO

 SUPERAMENTO DEL DECRETO DIGNITÀ che ingessa il mercato del lavoro: lo stesso governo riconosce che, in uno scenario addirittura prudenziale, la disoccupazione toccherà l’11,6%.

 È fondamentale prevedere la massima flessibilità possibile nel mercato del lavoro, ovviamente nel rispetto dei diritti dei lavoratori, con l’introduzione dello strumento dei VOUCHER per i settori come il turismo, l’agricoltura, lo sport, i servizi alla persona per permettere ed assicurare così il lavoro stagionale fondamentale per tenere in piedi intere filiere produttive.

 Decontribuzione per 10 anni per le aziende che assumono lavoratori fino ai 35 anni.

 Sollecitazioni all’impiego, particolarmente in agricoltura, di chi percepisce il reddito di cittadinanza.

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ACCIAIO

ALLEGATO 3

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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FILIERA DELL’ACCIAIO

Vogliamo e dobbiamo rilanciare e ripensare il settore siderurgico con interventi mirati per tutte le filiere connesse.

 PROPONIAMO 4 PIANI PER LA RIPARTENZA: CASA, EDILIZIA, INFRASTRUTTURE, AUTOMOTIVE.

 Rilanciare un vero PIANO CASA. Il settore immobiliare impatta nei settori più disparati: si parte dall’acciaio ai materiali per le finiture delle abitazioni generando un moltiplicatore virtuoso per tutto l’indotto.

 1 miliardo investito nell’EDILIZIA e nelle ristrutturazioni genera 3 miliardi di ulteriore reddito, crea soprattutto 17.000 posti di lavoro, 11.000 nelle costruzioni e 6.000 nell’indotto.

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FILIERA DELL’ACCIAIO

 Proponiamo un PIANO NAZIONALE STRAORDINARIO DI EDILIZIA PUBBLICA attraverso la nascita di NEW TOWN nei grandi centri abitati: questa iniziativa supplirà alla storica carenza di case popolari e garantirà la tenuta sociale nelle città italiane oltre a compensare temporaneamente, la carenza di domanda nel comparto.

 INFRASTRUTTURE/LAVORI PUBBLICI: la nostra proposta prevede la semplificazione delle procedure di gara; la semplificazione dei livelli di progettazione; il rinvio dello split payment; la revisione del ruolo dell’Anac; il superamento del codice degli appalti; una legge speciale per le infrastrutture strategiche di primario interesse nazionale; la risoluzione dei contenziosi con le imprese entro 60 giorni; il pagamento entro un mese degli stati di avanzamento alle imprese; una nuova legge obbiettivo.

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FILIERA DELL’ACCIAIO

 La filiera industriale dell’AUTOMOTIVE (vedi allegato 6) occupa un ruolo di primo piano nell’economia del Paese: quota di investimenti fissi corrispondente al 13% di tutti quelli della manifattura; capacità di attivazione dell’occupazione con un moltiplicatore uguale a 3; capacità, per ogni Euro di valore aggiunto di generare 2,2 euro nel sistema economico.

 Il governo si è mosso lentamente e senza una strategia precisa per il settore. Occorre evitare il crollo di questo sistema attraverso:

  

un forte aumento dei fondi per la rottamazione dei veicoli, ben oltre alla modesta proposta contenuta nel Dl 34;

l’allineamento della fiscalità delle auto aziendali ai principali Paesi europei;

misure per favorire un percorso di sostituzione con appositi incentivi e strumenti di sostegno nei confronti dei soggetti economicamente più deboli, di tutto il parco automobilistico inquinante presente in Italia.

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FILIERA DELL’ACCIAIO

 Rispetto alla filiera dell’acciaio in senso macro la proposta di Forza Italia è quella di attivare un tavolo immediato per affrontare tutti i problemi di competitività che le imprese hanno per competere nella partita globale.

 Serve in sostanza un grande e strutturale piano strategico per la produzione di acciaio in Italia cercando di ridurre il più possibile la nostra dipendenza dall’estero.

 Il problema però sono i tempi e soprattutto la necessità di concretezza nell’attuazione delle misure che servono alle imprese per poter competere nel mercato globale a pari condizioni.

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FILIERA DELL’ACCIAIO

 Nell’economia reale di un paese a forte specializzazione industriale come l’Italia, caratterizzato da un comparto manifatturiero assai sviluppato (l’Italia ha la seconda industria manifatturiera dell’Unione Europea, inferiore solo a quella della Germania), la presenza di una solida produzione siderurgica è ancora essenziale per rifornire il mercato interno e contribuire a preservare la base produttiva.

  •   Il settore siderurgico in Italia e in Europa era in una condizione di sofferenza già antecedentemente al manifestarsi della crisi sanitaria Covid-19 a causa della riduzione della domanda di acciaio, degli alti costi della materia prima e a causa del persistere della concorrenza sleale dei produttori asiatici, in particolare della Cina che ormai ha assunto una posizione “predominante” nel mercato mondiale.
  •   Diverse aziende italiane avevano già provveduto nel corso del 2019 a ridurre la produzione ed utilizzare ammortizzatori sociali.

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FILIERA DELL’ACCIAIO

 Nell’anno 2019 nel mondo sono state prodotte 1.870 milioni di tonnellate di acciaio. Tutti i più grandi produttori hanno registrato un risultato negativo rispetto all’anno precedente ad eccezione di quelli asiatici; la Cina, con 996 milioni di tonnellate (+ 8.3% su 2018) conferma il suo posizionamento di primo produttore di acciaio nel mondo (53,3% della produzione globale).

  •   In Europa nel 2019 sono state prodotte 159,4 milioni di tonnellate di acciaio segnando un -4,9%; i primi mesi del 2020 hanno confermato un trend negativo registrando un risultato produttivo pari a – 9,1%.
  •   L’Italia che si posiziona all’undicesimo posto nella classifica mondiale ed al secondo posto in Europa, lo scorso anno ha prodotto 23,2 milioni di tonnellate di acciaio rispetto alle 24,5 del 2018 segnando un – 5,3%; i primi mesi del 2020 hanno confermato il trend negativo registrando un risultato produttivo pari a -2,9%.

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FILIERA DELL’ACCIAIO

 Nonostante i dati evidenziati, la siderurgia primaria italiana, con circa 33 mila addetti diretti e 70 mila indiretti, un fatturato complessivo pari a circa 40 miliardi di euro, continua a rappresentare un asset strategico per la manifattura italiana.

  •   Con lo spegnimento dell’altoforno della ex Lucchini di Piombino nel 2014 e quello recentissimo di Trieste (Acciaierie Arvedi), l’ex Ilva di Taranto, con una potenziale capacità produttiva di 8 milioni di tonnellate, resta il più grande centro di produzione di acciaio a ciclo integrale in Italia; la restante produzione viene effettuata con forni elettrici.
  •   Secondo il Fondo Monetario Internazionale l’Italia sarà uno dei paesi più colpiti dalla recessione con una previsione di decremento del PIL di 9,1 punti percentuali. Le previsioni per il settore siderurgico saranno quindi coerenti con questi dati macroeconomici e con la domanda dei principali settori utilizzatori di acciaio: automotive, costruzioni e petrolifero.

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FILIERA DELL’ACCIAIO
PIANO DI AZIONE PER UNA SIDERURGIA COMPETITIVA E SOSTENIBILE

 L’acciaio è destinato a rimanere uno dei materiali di elezione fondamentali nel settore delle costruzioni e per l’industria dell’auto. Una serie di tendenze riguardanti la tecnologia di produzione dell’acciaio e il suo utilizzo potrebbe, tuttavia, incidere positivamente sulla domanda di acciaio. È prevedibile che l’innovazione dei processi possa essere fattore chiave in rapporto a tali tendenze. In questo ambito l’Europa può assumere un ruolo di leadership.

 Aumentare il valore aggiunto dei prodotti siderurgici, tubi compresi, è uno strumento attraverso il quale i produttori di acciaio possono distinguersi dai concorrenti e accrescere la loro competitività. Tuttavia, come emerge da un recente studio dell’OCSE, i prodotti siderurgici ad alto valore aggiunto continuano a rappresentare una quota limitata della domanda di acciaio, in un segmento di mercato in cui è forte la concorrenza.

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FILIERA DELL’ACCIAIO
PIANO DI AZIONE PER UNA SIDERURGIA COMPETITIVA E SOSTENIBILE

 Inoltre, questo tipo di produzione di acciaio richiede l’impiego di costosi processi di laminazione e pesanti investimenti in ricerca e sviluppo.

 Sul versante della produzione, per quanto l’innovazione resti essenziale per lo sviluppo di nuovi prodotti e mercati e per una maggiore efficienza, le tendenze future saranno determinate, tra l’altro, dall’accesso alle materie prime e all’energia e dai rispettivi prezzi. Per quanto concerne le materie prime necessarie alla produzione di acciaio, la sostituzione del minerale vergine di ferro con rottami riciclati (con un incremento del ricorso al forno elettrico ad arco – FEA) e la sostituzione del carbone da coke con il gas potrebbero rappresentare, in futuro, tendenze decisive dal punto di vista tecnologico.

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FILIERA DELL’ACCIAIO
PIANO DI AZIONE PER UNA SIDERURGIA COMPETITIVA E SOSTENIBILE

  •   Le politiche in materia di tutela ambientale e di riduzione delle emissioni connesse con l’efficienza nell’impiego delle risorse saranno un altro fattore determinante nel futuro. Nel breve periodo, un aumento dell’impiego dei rottami riciclati e la diffusione delle migliori tecnologie disponibili (BAT) potrebbero dare un contributo importante al raggiungimento degli obiettivi della politica del clima e rafforzare l’utilizzo sostenibile delle risorse scarse.
  •   Le tecnologie attualmente in uso hanno già subito miglioramenti significativi e gli impianti che utilizzano le migliori tecnologie operano già a livelli prossimi ai rispettivi limiti termodinamici. Detto questo, esistono ancora alcuni ambiti in cui sarebbero possibili miglioramenti in grado di accrescere la resilienza dell’industria.

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FILIERA DELL’ACCIAIO
PIANO DI AZIONE PER UNA SIDERURGIA COMPETITIVA E SOSTENIBILE

 UNA MIGLIORE EFFICIENZA ENERGETICA, che si traduce in una riduzione dei costi dei fattori produttivi, può richiedere maggiori investimenti iniziali e occorre quindi che le politiche siano attuate in modo da tenere conto dell’impatto sulla competitività.

 CONDIZIONI DI PARITÀ A LIVELLO INTERNAZIONALE: le misure restrittive che incidono sulla competitività dei produttori di acciaio dell’UE richiedono che quest’ultima raddoppi gli sforzi nella applicazione della propria strategia di accesso al mercato globale per garantire una concorrenza internazionale leale e condizioni di parità per l’industria europea.

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FILIERA DELL’ACCIAIO ACCESSO ALLE MATERIE PRIME

  •   L’acciaio può essere ripetutamente riciclato senza con ciò perdere caratteristiche fondamentali quali la resistenza, la duttilità o la formabilità. Ogni tonnellata di rottami non contaminati di acciaio riciclati equivale a un risparmio di oltre 1200 kg di minerale di ferro, 7 kg di carbone e 51 kg di calcare.
  •   Produrre acciaio da rottami di acciaio invece che da minerale vergine significa ridurre l’input energetico di circa il 75% e risparmiare circa il 90% dell’input di materie prime. Da un punto di vista economico è del tutto logico massimizzare la produzione di acciaio da rottami, date le difficoltà dell’Europa di avere accesso a energia e materie prime a basso costo. Anche le motivazioni ambientali sono rilevanti, giacché la produzione da rottami determina una netta riduzione dell’inquinamento atmosferico (86% circa), del consumo di acqua (40%) dell’inquinamento delle acque (76%) e dei rifiuti da attività estrattiva (97%).

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FILIERA DELL’ACCIAIO ACCESSO ALLE MATERIE PRIME

 Una tonnellata di acciaio prodotta da rottami determina un risparmio di 231 tonnellate di CO2 rispetto all’uso di minerale vergine.

 L’aumento della quantità di rottami riciclati in Europa è in primo luogo subordinato a un migliore funzionamento dei mercati dei metalli secondari. Ciò dipenderà dal costo di recupero dei metalli contenuti in strutture dismesse, in prodotti scartati e in altri flussi di rifiuti e dal rapporto di questo costo con il prezzo dei metalli primari. Ai fini di un reimpiego e di un riciclaggio più agevoli, la progettazione ecocompatibile dei prodotti dovrebbe prevedere la facilità di smaltimento e la separazione di tutti i componenti in acciaio. Se si massimizza il riciclaggio aumenta la quantità di acciaio che può restare in circolazione.

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FILIERA DELL’ACCIAIO ACCESSO ALLE MATERIE PRIME

  •   Nell’esaminare i metodi di produzione un’attenzione particolare dovrebbe essere riservata anche all’efficienza nell’impiego delle risorse e all’impatto sul clima. Il 40% circa della produzione di acciaio dell’UE avviene nei forni elettrici ad arco nei quali la materia prima metallica può essere, al 100%, costituita da rottami riciclati.
  •   Benché questo tipo di produzione sia ad alta intensità energetica, l’utilizzo di rottami come materia prima primaria lo rende efficiente sotto il profilo dell’impiego delle risorse. Dato inoltre che le relative emissioni di carbonio sono inferiori a quelle della produzione siderurgica primaria, questo tipo di produzione andrebbe promosso. Per questo, occorre però disporre di rottami di buona qualità, ottenuti in condizioni accettabili dal punto di vista ambientale.

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FILIERA DELL’ACCIAIOAPPROVVIGIONAMENTI E PREZZI DELL’ENERGIA ACCESSIBILI

  •   Analogamente a quanto avviene per altre industrie ad alta intensità energetica, i costi dell’energia sono uno dei principali fattori determinanti della competitività del settore siderurgico europeo. Secondo le stime dell’industria siderurgica, i costi energetici rappresentano, a seconda del segmento della catena del valore, fino al 40% del totale dei costi operativi. L’industria europea deve far fronte a costi energetici più elevati rispetto a quelli sostenuti dalla maggior parte dei suoi concorrenti internazionali – una tendenza accentuatasi negli ultimi anni a causa della dinamica dell’andamento dei prezzi.
  •   I prezzi dell’energia elettrica per i consumatori finali industriali dell’UE sono il doppio rispetto a quelli statunitensi e di gran lunga superiori a quelli della maggior parte degli altri paesi OCSE (escluso il Giappone) e di molte grandi economie in via di sviluppo.

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FILIERA DELL’ACCIAIOAPPROVVIGIONAMENTI E PREZZI DELL’ENERGIA ACCESSIBILI

  •   Dato che queste differenze incidono sulla struttura dei costi delle imprese siderurgiche delle diverse parti del mondo e producono un effetto diretto sulla competitività e sulla concorrenza a livello globale, prezzi dell’energia competitivi a livello internazionale e la sicurezza degli approvvigionamenti energetici sono essenziali per il futuro della siderurgia europea, se non altro in quanto importanti ai fini delle scelte di localizzazione e delle decisioni di investimento di questa industria.
  •   Nel definire le future politiche nel settore dell’energia è quindi particolarmente importante individuare le modalità per ridurre o controbilanciare gli effetti negativi sulla competitività delle industrie ad alta intensità energetica.

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FILIERA DELL’ACCIAIOAPPROVVIGIONAMENTI E PREZZI DELL’ENERGIA ACCESSIBILI

  •   Le variazioni dei prezzi dell’energia elettrica applicati ai consumatori finali e le differenze tra paesi (anche all’interno dell’Unione) sono dovute alla complessa interazione di una serie di fattori, quali costo dei combustibili, politica fiscale, struttura del mercato, mutati approcci nella regolamentazione dei prezzi, differenze tra le politiche in materia di clima e di energie rinnovabili ed evoluzione delle forme di generazione di energia elettrica.
  •   La quota delle energie rinnovabili nel mix energetico incide sul prezzo dell’energia elettrica stessa. Anche se una quota elevata di energie rinnovabili con costi marginali bassi può esercitare una pressione al ribasso sui prezzi all’ingrosso, l’impatto derivante dall’espansione di queste fonti energetiche sui prezzi applicati al consumatore finale può essere negativo nel breve-medio termine in conseguenza dei prelievi a favore delle fonti rinnovabili imposti dagli Stati membri.

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FILIERA DELL’ACCIAIOAPPROVVIGIONAMENTI E PREZZI DELL’ENERGIA ACCESSIBILI

  •   È importante quindi che il costo delle energie rinnovabili cali e che i regimi nazionali di sostegno siano efficaci sotto il profilo dei costi. Imposte, tariffe e prelievi stabiliti dagli Stati membri rappresentano una quota considerevole e, in molti casi, crescente dei prezzi applicati ai consumatori finali. Ad oggi, in alcuni Stati membri l’industria siderurgica e altre industrie ad alta intensità energetica usufruiscono di riduzioni o esenzioni in rapporto a tali imposte, diritti e prelievi.
  •   Un altro problema sono gli aumenti dei prezzi dell’energia elettrica legati al sistema di scambio di quote di emissione (ETS). Il contenimento di questi costi è tuttavia possibile: in presenza di determinate condizioni, gli orientamenti UE relativi all’applicazione delle norme in materia di aiuti di Stato ne consentono la compensazione per impedire la rilocalizzazione delle emissioni di CO2.

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FILIERA DELL’ACCIAIOAPPROVVIGIONAMENTI E PREZZI DELL’ENERGIA ACCESSIBILI

 È fondamentale prevedere le necessità di RISTRUTTURAZIONE DELL’INDUSTRIA SIDERURGICA DELL’UE PER ATTENUARNE GLI EFFETTI SOCIALI NEGATIVI. Al fine di ridurre al minimo l’impatto sociale, è opportuno diffondere e promuovere le buone pratiche in materia di formazione e di riqualificazione a livello aziendale.

  •   Per questo è ancora più importante che tutte le parti interessate affrontino le difficoltà cicliche adottando misure temporanee intese a salvaguardare la produzione e l’occupazione nel lungo periodo.
  •   Contestualmente si assiste a una trasformazione senza precedenti della forza lavoro del settore dell’acciaio: nella maggior parte delle aziende siderurgiche europee la struttura per età dei lavoratori è tale che più del 20% della forza lavoro effettiva è uscita dal settore nel periodo 2005-2015 e quasi il 30% uscirà entro il 2025. Occorre quindi che il comparto sia in grado di attrarre talenti giovani e creativi.

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FILIERA DELL’ACCIAIOAPPROVVIGIONAMENTI E PREZZI DELL’ENERGIA ACCESSIBILI

  •   L’industria siderurgica Italiana ed Europea hanno bisogno di crescita ma anche di essere salvaguardate dalle dinamiche distorsive della concorrenza sleale che rischiano di rendere il nostro continente il punto di scarico della sovraccapacità produttiva esistente nel mondo.
  •   Quello di cui l’industria siderurgica Italiana ha bisogno in questa fase è un piano per le infrastrutture per rilanciare il settore e che servirebbe anche al Paese come piano di sviluppo per un miglioramento complessivo della mobilità di persone e merci. Bisognerebbe completare le grandi opere, ma anche avviare un piano straordinario di medie e piccole opere, non trascurando il consolidamento e miglioramento delle strutture esistenti.
  •   Un grande piano infrastrutturale sarebbe la giusta medicina per l’economia italiana e l’occupazione ma anche per i produttori siderurgici che, con i loro prodotti, potrebbero fornire tutti i materiali per le soluzioni infrastrutturali più moderne e sicure, durature e con bassi costi di manutenzione.
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CASA

ALLEGATO 4

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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CASA

La casa è per Forza Italia un bene primario, volano della ripresa economica. Nell’emergenza che stiamo vivendo si vede l’occasione di favorire il settore affinché gli italiani possano investire nelle loro abitazioni: un grande PIANO CASA che faccia della lotta alla burocrazia il tema centrale su cui puntare.

Dobbiamo assolutamente evitare che ci sia un groviglio di burocrazia e lentezza che disincentivi chiunque ad investire in questo comparto. La precondizione è quella di superare il sistema delle autorizzazioni attraverso l’INVERSIONE DELL’ONERE DEI PERMESSI: silenzio-assenso, semplificazione, decertificazione delle procedure e dei controlli da effettuare ex post.

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CASA

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CASA

 Infatti il mercato potenziale per le riqualificazioni è a dir poco interessante: nel nostro Paese circa 2 milioni di edifici, su un totale di 12 milioni, sono in uno stato conservativo pessimo o mediocre. Inoltre gli edifici residenziali in classe energetica G sono circa 9 11 milioni, su uno stock complessivo di circa 12 milioni (rappresentano quindi il 75%). Si tratta di 6.911.180 edifici costruiti prima degli anni 70 a cui vanno aggiunti tra i 2 e i 4 milioni di edifici realizzati successivamente.

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46

CASA

 Devono essere resi strutturali ed applicabili per tutte le tipologie di edificio gli incentivi oggi in essere tipo ECOBONUS, SISMABONUS, BONUS RISTRUTTURAZIONE EDILIZIA etc… in modo da garantire una ripartenza sostenuta anche nei lavori di Edilizia Privata.

 MUTUI A TASSO ZERO A FAVORE DI PERSONE FISICHE per l’acquisto di immobili di nuova costruzione/integralmente ristrutturati o da ristrutturare La proposta andrebbe integrata con il supporto del Fondo di Garanzia Prima Casa. Per queste tipologie di mutuo la durata deve essere trentennale, mentre per gli under 35 anni la durata dovrà essere quarantennale.

 MUTUI A TASSO ZERO PER I LAVORI CONDOMINIALI (Manutenzione ordinaria e straordinaria, ecosismabonus ecc…). Il mutuo può riguardare l’intera spesa sostenuta o la quota parte di spesa non coperta da agevolazioni statali. Il mutuo potrà essere richiesto dai condomini o dai singoli condomini per la quota di spettanza. Anche in questo caso la garanzia sarà a carico del Fondo di Garanzia Prima Casa.

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CASA

  •   Estendere le DETRAZIONI FISCALI AL 100% per seconde case e

    società prorogando la scadenza almeno fino al 31 dicembre 2022.

  •   Iniziative regionali/comunali per FAVORIRE L’AUMENTO DEI VOLUMI per la propria abitazione sul modello di quanto fatto in alcune regioni, per esempio la legge sui sottotetti.
  •   Promozione di un PIANO NAZIONALE DI RIGENERAZIONE URBANA attraverso la semplificazione e sburocratizzazione, favorendo nelle Città il partenariato tra pubblico e privato.
  •   Favorire l’approccio della “demolizione/ricostruzione”.
  •   MORATORIA FISCALE per mutui e affitti con creazione di un apposito

    fondo per il ristoro dei proprietari di immobili.

  •   Pensare una RIFORMA DEL CATASTO.
  •   CONDONI: definizioni rispetto al sospeso del pregresso.
  •   Miglioramenti rispetto la LEGGE SUL CONDOMINIO.
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SEMPLIFICAZIONE

IN MATERIA DI LAVORI PUBBLICI Per un rilancio del comparto dell’edilizia

ALLEGATO 5

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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PAGAMENTI
 Fondamentale per la Fase 3 è il rinvio dello split payment che di

fatto sottrae oltre 2 miliardi di liquidità alle Imprese.

 Devono essere risolti in tempi assolutamente certi (entro 60 gg) tutti i contenziosi con le imprese (le cosiddette riserve) con il relativo certificato di pagamento.

 Devono essere pagati (entro 30 gg) tutti gli stati di avanzamento contrattuali ad oggi definiti nella contabilità dei Lavori Pubblici.

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SUPERARE IL NODO DELLE PROCEDURE

 Devono essere snellite le procedure di gara: ci si riferisce all’introduzioneprevista dall’attuale Codice, di una nuova disciplina incentrata sull’adozionedel Documento Pluriennale di Pianificazione (DPP).

  •   A tale riguardo, si osserva che tale strumento programmatico (DPP), viaggia con un ritardo assolutamente non compatibile con la necessità di una celere ed efficace programmazione degli investimenti.
  •   Peraltro, la fase del “dibattito pubblico”, sul modello francese (art. 22, comma 2, del citato Codice Contratti), prevede che i progetti debbano essere sottoposti alle valutazioni di tale specifico organismo, per il cui confronto, tra tutti i soggetti a vario titolo interessati, è previsto un tempo di quattro mesi, prorogabile a sei. A ciò si aggiungano i trenta giorni previsti per elaborare lo specifico dossier da parte della Commissione appositamente prevista per la gestione della predetta procedura amministrativa e gli ulteriori tre mesi affinché il soggetto aggiudicatore possa recepire gli esiti conclusivi.

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SUPERARE IL NODO DELLE PROCEDURE

 Totale: Dieci mesi , solo per decidere se un’opera potrà o meno essere realizzata. Senza considerare la prevista, successiva, procedura autorizzativa, per i progetti che hanno superato la suddetta fase di consultazione pubblica, da acquisirsi, così come previsto dal vigente Codice, attraverso l’indizione di apposita conferenza di servizi ai sensi della legge 241/90, per lo svolgimento della quale sono previsti ulteriori tre mesi.

 Infine se il progetto è soggetto a procedura di Via o con. Una necessità di bonifica i tempi debbono essere contratti in una data certa con l’istituto del «Silenzio assenso».

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SUPERARE IL NODO DELLE PROCEDURE

 Una prima proposta concreta di Forza Italia, in ambito di semplificazione, riguarda i livelli di progettazione.

 Se è vero, come è vero, che il fine è quello di disporre di un progetto il più ampiamente condiviso dalle comunità attraverso i loro Organi Istituzionali, è essenziale e sicuramente sufficiente, ai fini della qualità ultima realizzativa, disporre di due soli livelli di progettazione:

 Il progetto di fattibilità tecnica ed economica ; Il progetto esecutivo/costruttivo.

 In tal modo verrebbero superati gli ulteriori due livelli previsti dal Codice vigente:

  1. Lo studio di fattibilità, che precede il progetto di fattibilità tecnica ed economica ed il progetto definitivo.
  2. Promuovere una proposta in tal senso, significherebbe assumere in capo ad un unico progettista, e solo a lui, il compito/responsabilità della redazione dei due livelli progettuali.

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SUPERARE IL NODO DELLE PROCEDURE

 Sicché, il compito dell’impresa dovrà essere solo quello di formulare un’offerta di gara economicamente più vantaggiosa, avendo come riferimento a base di gara un progetto di dettaglio esecutivo/costruttivo, i cui tratti generali e di massimo dettaglio devono avere come unico riferimento il progettista incaricato.

 Non è ammissibile che ad una impresa, al fine di partecipare ad un bando di gara sulla base di un progetto di fattibilità tecnica ed economica ( vedil’attuale regolamento attuavo ), gli venga chiesto in fase di presentazione di offerta, di presentare un progetto definitivo per il tramite di altro progettista a scelta dell’impresa medesima.

 Ciò risulta rischioso e dannoso per i tempi e per la qualità realizzativa finale dell’opera, in quanto nessun operatore economico del settore sarà mai disposto a riconoscere la prevista parcella dovuta al progettista per lo sviluppo di un progetto definitivo completo ed esaustivo di tutti i criteri progettuali propri di questa fase, con il rischio di non vedersi aggiudicata la gara cui ha partecipato.

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SUPERARE IL NODO DELLE PROCEDURE

 Deve essere rivisto in maniera sostanziale il ruolo dell’Anac che non può essere attivo (vedi groviglio Linee Guida)

  •   Il Codice vigente è composto da un quadro normativo tanto complesso, quanto articolato, tale da mettere a dura prova interpretativa anche i più appassionati giuristi. Al contrario, dovrebbe rappresentare uno strumento di facile interpretazione ed attuazione a beneficio delle imprese, le quali, allo stato attuale, si vedono costrette sistematicamente a ricorrere alle valutazioni interpretative dell’ANAC.
  •   Nè, dalla bozza del nuovo Regolamento attuativo, emergono elementi che possano tranquillizzare l’intero comparto delle costruzioni, circa un reale cambio di passo nella direzione di una significativa semplificazione.

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UN PO’ DI STORIA

 Incomprensibile l’attacco della “Legge Obiettivo” (Legge n. 443/2001), quale“prima” imputata e madre di tutti i ritardi realizzativi delle grandi opere, appare oltremodo strumentale, demagogico e privo di ogni cognizione analitica e critico- costruttiva.

  •   I dati circa i risultati ottenuti grazie all’attuazione della Legge Obiettivo sono ufficiali ed incontrovertibili: Dal 2002 al 2012, a fronte di un programma di opere pari a 235, 329 miliardi di euro, sono state realizzate opere per un volume di investimenti pari a 96,646 miliardi di euro di risorse effettivamente disponibili (ben circa 8 miliardi annui ).
  •   Peraltro, giova osservare come tutte le opere, oggi ancora in corso, siano state programmate, progettate ed approvate dal CIPE, proprio nel predetto passato decennio ( vedi AV/AC Napoli – Bari, Terzo Valico dei Giovi, l’asse AV/AC Milano – Venezia e molte altre ). Ciò sta a dimostrare che, rispetto a tale passata programmazione, nessuna opera nuova è stata fino ad oggi avviata.

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UN PO’ DI STORIA

 Dalle ultime Note di Aggiornamento ai DEF, emergono dati circa la previsione di risorse aggiuntive pari ad oltre 0,2 punti di PIL nel 2019 e 0,3 punti di PIL nel 2021, innalzando così la quota di investimenti pubblici in rapporto al PIL dall’1,9 per il 2018 al 2,3 per cento nel 2021.

  •   Per il raggiungimento di tale obiettivo fu prevista nella precedente legge di bilancio all’art. 1, commi 95-98 e 105-106, l’istituzione di un Fondo con una dotazione complessiva di risorse finanziarie pari a 50,2 miliardi di euro per gli anni dal 2019 al 2033.
  •   Nel triennio 2019-2021, il profilo finanziario prevederebbe una dotazione finanziaria di 2,9 miliardi per il 2019, 3,1 miliardi per il 2020 e 3,4 miliardi per ciascuno degli anni dal 2021 al 2033.
  •   Su tali ottimistiche previsioni tendenziali, si osserva che il Governo non fornisce alcuna garanzia sulle disponibilità future, posto che l’orizzonte temporale programmato di 15 anni ( 2019-2033) risulta essere, nella realtà, un arco temporale lungo e, come tale, indefinito per l’attuazione di un programma certo.

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COMMISSARI E MODELLO GENOVA

 Il dibattito sui commissari e sul modello Genova dimostra solo una cosa : la assoluta necessità di semplificazione.

  •   Non deve essere però il sistema di cui disporre nella Fase 2, infatti l’istituto del Commissariamento va bene solo esclusivamente nelle procedure di evidente emergenza (terremoti, crolli o dissesti di particolare dimensione ed importanza) ma non sulla attività ordinaria dove la semplificazione deve essere recuperata al più presto.
  •   Quindi la parola d’ordine è semplificare con una sterilizzazione del «Codice dei Contratti».

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SOSPENSIONE D.L. 50/2016

Proposta di legge
ART. 1 – Oggetto e ambito di applicazione

  •   I contratti d’appalto di lavori, forniture e servizi sono disciplinati dalle Direttive CEE nn. 23/2014, 24/2014, 25/2014.
  •   Con effetto dalla data di entrata in vigore della presente legge viene disposta l’abrogazione del d.Lgs. N. 50/2016 e s.m.i e di tutte le linee guida ed i decreti previsti in tali disposizioni.
  •   Nelle more dell’entrata in vigore del nuovo codice, per i contratti sottosoglia comunitaria resta in vigore l’articolo 36 del DLg 50/2016, così come restano in vigore le norme sulla qualificazione delle imprese.
  •   Per la scelta del Contraente si applicano le disposizioni contenute nel D.L.gs. 163/2006 e s.m.i. per quanto compatibili con le direttive comunitarie.
  •   Resta in vigore, altresì, il D.P.R. n. 207/2010 per tutte le disposizioni compatibili con le Direttive di cui al comma 1.

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ACCORDI QUADRO

 Annullamento dello strumento di aggiudicazione dei lavori tramite Accordi Quadro (caso ANAS ed altre stazioni appaltanti)

 Questi strumenti di selezione e aggiudicazione di lavori consente alle imprese partecipanti di presentare offerte pur non in presenza di progetti di dettaglio da eseguire secondo le procedure del Codice, lasciando alla stazione appaltante, nella fase attuativa dell’Accordo stesso, ampia discrezionalità nell’orientare quantità di lavori e priorità, diverse da quelle indicate nel bando. Ne consegue che, anche le migliorie offerte in sede di presentazione dell’offerta di gara, rischiano di non vedere la loro piena attuazione.

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FUNZIONARI PUBBLICI

 Deve essere rivisto il concetto di responsabilità e/o danno erariale dei dipendenti pubblici (RUP) che in quanto con le norme in essere hanno tutto l’interesse ad allungare i tempi od ad evitare interventi nei contenziosi per non incorrere in qualsiasi errore che possa compromette la propria incolumità.

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COSTI PER LA RIPARTENZA

Nel settore dell’edilizia appare assai problematico il cosiddetto «lavoro in sicurezza» nel quale sono previste le distanze, le dotazioni di sicurezza antivirus, me modalità operative in cantiere.

 Ciò comporta costi ed aggravi aggiuntivi per le Imprese che debbono esser considerati aggiornando i costi per la sicurezza nei quadri economici dei LL.PP.

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PROPOSTE PER LA RIPARTENZA

 Riduzione dei livelli progettuali a soli due fasi: progetto di fattibilità tecnica ed economica e progetto esecutivo /costruttivo, quest’ultimo da porre a base di gara. In tal modo verrebbero superati gli ulteriori due livelli previsti dal Codice vigente: Lo studio di fattibilità, che precede il progetto di fattibilità tecnica ed economica ed il progetto definitivo (PDL On. Mazzetti da incardinare con urgenza).

 Promuovere una nuova legge speciale per le infrastrutture strategiche di preminente interesse nazionale , ritenute essenziali per lo sviluppo del Paese.

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PROPOSTE PER LA RIPARTENZA

  •   Una legge chiara, in grado di dettare tempi certi per l’istruttoria e l’approvazione dei progetti, pur coinvolgendo in tale processo tutti i soggetti a vario titolo interessati, nonché i cittadini che, attraverso i Comuni e le Regioni, potranno esprimere le loro osservazioni per il migliore inserimento e funzionalità dell’opera nel contesto territoriale.
  •   In tal senso, ricorrere, come strumento di programmazione, alle Intese generali quadro tra singole Regioni e Stato.
  •   Annullamento dello strumento di aggiudicazione dei lavori tramite Accordi Quadro.

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NON SI VIVE DI BUGIE

  •   Nella conferenza stampa sulla fase 3 il Presidente Conte ha annunciato interventi di AV/AC sulla linea ferroviaria adriatica Bologna-Pescara -Bari-Lecce, in Sicilia sulla linea Palermo -Catania ed infine sulla linea Roma-Pescara.
  •   Nel proclamare tali annunci, Conte dichiara altresì di voler procedere con il raddoppio della linea Pescara-Bari-Lecce, a suo dire, attualmente a singolo binario. Segnaliamo che sulle linee ferroviarie richiamate sono in corso interventi di velocizzazione che sono ben altra cosa rispetto all’Alta Velocità. Peraltro, Conte non sa che la linea adriatica è già infrastrutturata a doppio binario e solo un tratto, il c.d. “collo di bottiglia” da Termoli a Lesina è, tutt’ora, ad unico binario, sul quale è già previsto un intervento di raddoppio nel Contratto di Programma RFI.

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PER UNA NUOVA ‘LEGGE OBBIETTIVO’

 Il CIPE deve tornare a programmare con risorse certe (per cassa e non per competenza, così come più volte raccomandato dalla Corte dei Conti) ed in base priorità definite.

 Deve essere recuperato l’impianto generale approvativo per le infrastrutture strategiche previsto dal D.Lgs. n. 163/2006, attraverso una profonda analisi in chiave critico/costruttiva, in grado di recuperare i molteplici aspetti positivi che hanno determinato uno dei più significativi livelli di investimento nelle opere pubbliche degli ultimi decenni.

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PROPOSTE PER UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE E FISCALE
PER IL SETTORE AUTOMOTIVE

ALLEGATO 6

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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PROPOSTE PER UNA NUOVA POLITICA INDUSTRIALE E FISCALE PER IL SETTORE AUTOMOTIVE

 In queste settimane a più riprese, le associazioni che rappresentano il modo articolato e complesso dell’automotive, da Anfia a Federauto, per arrivare ad Unrae, hanno manifestato apertamente il loro dissenso sulle misure contenute nel decreto Rilancio, ridicole in un momento in cui rischiamo le deindustrializzazione, e spiegato ancora una volta che gli interventi in esso contenuti sono “poco significativi per una ripartenza e inesistenti per una strategia pluriennale per riconquistare una leadership ormai persa da anni.

 E’ davvero incomprensibile che nel nostro Paese nulla si faccia per salvaguardare la strategicità e la competitività di un comparto che esporta oltre il 50% dei suoi prodotti e che da sempre è il traino per la ripresa produttiva di larga parte del sistema manifatturiero.

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SCENARI POST COVID-19
“UN PATTO TRA IMPRESA E DECISORI POLITICI”

 La filiera industriale dell’automotive occupa un ruolo di primo piano nell’economia del Paese:

 quota di investimenti fissi corrispondente al 13% di tutti quelli della manifattura.

  •   Asset strategico anche nella ripresa post Covid-19.
  •   Capacità di attivazione dell’occupazione con un

    moltiplicatore uguale a 3.

  •   Capacità, per ogni Euro di valore aggiunto di generare 2,2 euro nel sistema economico.

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SCENARI POST COVID-19
“UN PATTO TRA IMPRESA E DECISORI POLITICI”

Già prima dello scoppio della pandemia il settoredell’automotive stava attraversando un periodo di profondo cambio di paradigma, legato all’evoluzione della domanda, alla rivoluzione tecnologica e alla pressione regolatoria verso la riduzione dell’impatto ambientale.

 Il governo, pur prendendo atto dei cambiamenti nel settore dell’automotive e delle istanze di trasformazione che attraversano l’intera filiera, si è mosso lentamente e senza una strategia precisa per il settore: i tre tavoli tecnici sul futuro dell’automotive insediati lo scorso 2019 si sono riuniti solo una volta, lo scorso autunno senza produrre risultati apprezzabili.

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SCENARI POST COVID-19
“UN PATTO TRA IMPRESA E DECISORI POLITICI”

 A maggior ragione nella ripresa post Covid-19, con la forte accelerazione che stanno dando i nostri partner e competitor europei sulle politiche di sviluppo e tutela del loro automotive nazionale, il posizionamento tecnologico della nostra filiera rischia di perdere di competitività. Per questo è indispensabile affrontare con urgenza e rapidità il tema della transizione tecnologica in termini di sistema, mettendo in essere strategie condivise tra filiera industriale e decisori politici.

 La lentezza che caratterizzava i mesi scorsi, prima che il virus sconvolgesse il mondo, rischia di farci perdere l’ultimo treno disponibile.

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EFFETTO COVID-19

 L’impatto dell’emergenza Covid-19 sul settore automotive è stato drammatico sia a livello italiano che europeo.

 Secondo i dati diffusi dall’ European Automobile Manufacturers’ Association (ACEA), ad aprile, il primo mese interessato per intero dalle misure emergenziali di lockdown, nel complesso dei Paesi dell’Unione europea allargata all’EFTA e al Regno Unito le immatricolazioni di auto hanno registrato un calo del 78,3% rispetto ad aprile 2019. Nel primo quadrimestre 2020 i volumi immatricolati sono in flessione del 39,1% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Si è trattato del peggior dato in termini di caduta dei volumi da quando ACEA ha iniziato la rilevazione dei dati di mercato.

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EFFETTO COVID-19

 É stata l’Italia, con un -97,6% a segnare la peggior performance tra i major market per il secondo mese consecutivo, provocato da un di fatto azzeramento del mercato auto italiano (-85,4% a marzo e – 97,6% ad aprile).

 L’effetto del lockdown si è trascinato anche a maggio, in cui il mercato italiano nell’automotive, pur con le riaperture da inizio mese, ha registrato un -49, 6% di immatricolazioni rispetto allo stesso mese del 2019. Un dato che fa perdere oltre il 50% di vendite nei primi cinque mesi del 2020 e si prevede che anche a giugno proseguirà tale tendenza.

 É evidente che, da sola, la riapertura dei concessionari, non sarà in grado di riavviare un mercato, e, con esso, una filiera produttiva che già stava vivendo un periodo di difficoltà.

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EFFETTO COVID-19

 Secondo una recente indagine, la crisi pandemica sembra aver portato gli italiani a essere più dubbiosi e incerti rispetto a un probabile acquisto di un’autovettura, con il 95% del campione che prevede di spostare in avanti nel tempo la decisione. Sul mancato acquisto pesano la preoccupazione per la propria situazione economica (45%) e l’instabilità generale del Paese (42%).

 Il 63% degli utenti intervistati, però, sostiene che l’incertezza potrebbe essere superata grazie agli incentivi statali, mentre per il 50% ad aiutare potrebbero essere anche delle nuove soluzioni di pagamento, ad esempio con rate variabili oppure con possibilità di sospensione.

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CONTESTO EUROPEO “L’EUROPA NON CI ASPETTA”

 Il settore dell’automotive europeo ha bisogno di forti iniezioni di risorse per superare l’impatto del lockdown.

  •   Alcuni Paesi europei stanno mettendo al centro dei loro Piani di supporto la filiera dell’automotive, così da rilanciare i consumi e la transizione verso un modello di mobilità più sostenibile: paesi, come Francia e Germania, con i quali la nostra filiera è profondamente interconnessa e che, inevitabilmente non potrà non subirne le ricadute hanno lanciato la sfida sulla mobilità del futuro puntando tuttosull’elettrico e sull’idrogeno.
  •   Quello che si osserva ad oggi è un procedere ad ordine sparso dei maggiori Paesi produttori continentali, che affrontano con ricette diverse la ripresa post pandemia.

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CONTESTO EUROPEO “L’EUROPA NON CI ASPETTA”

 Sarebbe stato certamente più lungimirante sfruttare positivamente la fine della pandemia per mettere in campo a livello continentale una strategia comune europea, per costruire catene del valore meno soggette al mutare degli scenari internazionali.

 La Commissione europea dovrebbe spingere verso un allineamento dei maggiori Paesi sulla priorità di un robusto piano di rilancio coordinato del settore automotive, agendo con interventi di sostegno al fine di utilizzate un settore storicamente fondamentale per il continente nella ripresa dell’economia.

 Se Berlino e Parigi spingono fortemente sull’acceleratore, l’Italia – se si eccettuano i pochi incentivi previsti nel Dl 34/2020 in fase di conversione – ha completamente dimenticato l’automotive.

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CONTESTO EUROPEO GERMANIA

 La chiusura degli stabilimenti a causa del lockdown, l’interruzione delle forniture nelle catene di approvvigionamento e il calo della domanda interna ed estera hanno quasi completamente bloccato la produzione ad aprile. Nel mercato tedesco sono state immatricolate ad aprile 120.840 unità (-61,1%); nei primi quattro mesi del 2020, le immatricolazioni hanno registrato un ribasso del 31%.

 Già prima della pandemia la Germania aveva posto in essere grandi investimenti nella produzione di batterie, nella sperimentazione di veicoli connessi ed autonomi (forte anche dal possedere la prima legge europea in tema di auto connesse), nella sostituzione del parco circolante più datato e nell’implementazionedella rete infrastrutturale per la ricarica dei veicoli elettrici.

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CONTESTO EUROPEO GERMANIA

 Cardine in questa transizione verso auto meno inquinanti sono, da un lato, il sostegno alla filiera produttiva e, dall’altro, il sostegno alla domanda interna.

 La pandemia non ha rallentato l’implementazione degli obiettivi di sviluppo sostenibili fissati dal governo di Berlino, anzi, il governo della cancelliera Merkel punta diritto verso un automotive più sostenibile e più verde.

 Il piano da 130 miliardi di euro presentato ad inizio giugno non è semplicemente una risposta tradizionale alla crisi, ma è stato presentato come un’opportunità da cogliere guardando al futuro.

 Come la Francia, la Germania utilizza un consistente piano di aiuti per stimolare l’industria dell’auto elettrica.

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CONTESTO EUROPEO GERMANIA

CONTENUTI DEL PIANO:

  •   Duplicazione dei sussidi per le auto elettriche: da 3 a 6mila euro di contributo per i veicoli elettrici puri (BEV) o ibridi plug-in (PHEV) con prezzo di listino fino a 40mila euro (a cui vanno aggiunti 3mila euro dalle case automobilistiche, per un totale di 9mila euro di contributo). I modelli premium fino a 65mila euro godono di un contributo ridotto di 5mila euro fra parte statale e dei costruttori.
  •   Vengono escluse dalle sovvenzioni i motori a combustione interna (questo ha suscitato la forte contrarietà della VDA – Verband der Automobilindustrie – che ha criticato il piano considerato nocivo per il settore tradizionale, duramente colpito dal lockdown).

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CONTESTO EUROPEO GERMANIA

CONTENUTI DEL PIANO:

  •   Estensione degli sgravi fiscali per le flotte aziendali (portato a 60mila euro).
  •   Riduzione dell’IVA dal 19 al 16% fino a fine anno e per tutti i veicoli.
  •   Da gennaio 2021 cambio della tassazione sulle emissioni che viene

    modulata in maniera crescente a partire dai 95 gr/Km di CO2.

  •   Investimenti per 2,5 miliardi di euro per l’espansione della rete di centraline di ricarica e nella produzione di batterie; le 14 mila pompe di benzina dovranno offrire anche punti di ricarica elettrica.
  •   1 miliardo di investimenti nella R&S di nuove tecnologie di mobilità sostenibile.

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CONTESTO EUROPEO FRANCIA

 Anche la Francia era già fortemente impegnata verso la transizione a nuove tipologie di alimentazione. Impegno che si traduce da un lato nella predisposizione di un “ecosistema” favorevole (leggi, regolamenti, linee guida) e nell’investimento di cospicue risorse a vantaggio della filiera e del mercato. Obiettivo fissato per il 2020 erano 1milione di PHEV circolanti.

 Per il raggiungimento di tale obiettivo erano previsti incentiviall’acquisto; lo sviluppo della rete infrastrutturale delle colonnine con fondi pubblici, fondi per la produzione di batterie per veicoli elettrici.

 In aprile la pandemia ha causato una flessione delle immatricolazioni dell’88,8% rispetto ad aprile 2019; nel primo quadrimestre 2020, la flessione si attesta al 48%.

 Nelle prime settimane della fase post-lockdown si è registra una ripresa debole, con un volume di attività al 25% nella rete dei concessionari di auto.

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CONTESTO EUROPEO FRANCIA

CONTENUTI DEL PIANO:

 Il governo francese è pronto ad investire 8 miliardi per fare della Francia il primo Paese europeo per auto elettriche e guardando al futuro anche alla tecnologia dell’auto a idrogeno; Macronnell’annunciare il pianto strategico, ha anche comunicato l’intenzione di partecipare il capitale del secondo costruttore francese la Renault, con un ingresso pari a 5 mld di euro.

  •   Viene portato da 6 a 7mila euro l’incentivo per chi compra auto elettriche; il bonus può inoltre salire di ulteriori 5mila euro in caso di rottamazione.
  •   Viene previsto un incentivo di 2mila euro per chi acquista una vettura plug-in con autonomia elettrica superiore ai 50 Km.

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CONTESTO EUROPEO FRANCIA

CONTENUTI DEL PIANO:

 É previsto un cosiddetto “piano svuota piazzali” per smaltire le 400mila auto termiche rimaste invendute in questi mesi, che prevede la concessione di un bonus da 3mila euro per l’acquisto di modelli con motore termico euro 6.

  •   Forte moral suasion verso le case produttrici francesi per non delocalizzare gli stabilimenti (previsto un fondo di 600 milioni per la transizione delle filiere), e con l’impegno dei due costruttori francesi Psa e Renault a rilocalizzare in Francia alcune produzioni a valore aggiunto e ad aumentare la produzione di veicoli elettrici in Francia.
  •   Forte sviluppo infrastrutturale con creazione di 100 punti di ricarica entro il 2021.

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L’ITALIA STA ALLA FINESTRA

  •   Le importanti misure messe in campo da Francia e Germania non possono lasciare indifferente e immobile il nostro Governo. Se a queste aggiungiamo il rafforzamento della storica cooperazione tra i due nostri vicini, l’automotive italiano rischia di subire un danno incalcolabile e di vedersi confinato in un ruolo di subalternità.
  •   Non dimentichiamo che nel corso del 2019 i nostri due vicini- concorrenti, Francia e Germania appunto, hanno sottoscritto “ A franco-german manifesto for european industrial policy fit for the 21st century”, un rafforzamento della cooperazione tra i due Paesi, con lo scopo di modificare le norme europee in materia di concorrenza e aiuti di stato e creare nuovi player europei in grado di competere con i giganti industriali cinesi e americani.

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L’ITALIA STA ALLA FINESTRA

  •   All’orizzonte si prospetta anche la conclusione dell’operazione avviata nel corso nel 2019, della fusione PSA-FCA; a tal proposito occorre ricordare che nel piano post fusione solo tre modelli verrebbero prodotti in Italia su piattaforme modulari PSA, che ricordo detiene architetture modernissime, come la CMP per le vetture compatte, tipo l’Opel corsa o la Peugeot 208, ma anche quelle per auto medio grandi e Suv e proprio quest’ultima spetterebbe agli stabilimenti italiani, ma oltre a questo poco di più.
  •   Pertanto è chiaro che sono proprio gli stabilimenti produttivi italiani a rischiare maggiormente e oggi ancor di più nel post Covid. Inoltre in Francia, come in Germania, i Governi stanno finanziando e sostenendo attraverso gli IPCEI, la messa a punto di almeno due impianti per la produzione di batterie elettriche, uno vicino a Berlino con l’accordo con Tesla, l’altro in Francia con tecnologia Solvay Italia, ma in favore di PSA.

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L’ITALIA STA ALLA FINESTRA

 Vanno, pertanto, messe in campo misure che affrontino da un alto la contingenza di un mercato dell’auto, di fatto, bloccato da alcuni mesi spingendo su interventi che stimolino la domanda e, dall’altro, affrontare con determinazione il prossimo futuro supportando la transizione tecnologica della filiera e tutelando la produzione in Italia.

 Occorre salvaguardare la strategicità e la competitività di un comparto come l’automotive, che esporta oltre il 50% dei suoi prodotti e che ha già dimostrato in passato di fungere da traino per la ripresa produttiva di larga parte del sistema manifatturiero, tenendo in conto che, a differenza di Francia e Germania, noi non possiamo più contare su un costruttore italiano come invece loro possono contare su almeno un paio di costruttori ancora fortemente legati al Paese d’origine.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 In assenza di interventi mirati, vi è il serio rischio che il mercato auto 2020 si chiuda con 500.000/600.000 unità in meno rispetto all’anno precedente, lasciando sul campo quasi 1 punto percentuale di PIL, senza parlare del mancato rinnovo del parco circolante costituito per il 32,5% da auto ante-Euro 4 e per il 57% da vetture con oltre 10 anni di anzianità.

 Occorre evitare il crollo di questo sistema attraverso:
un forte aumento dei fondi per la rottamazione dei veicoli,

ben oltre alla modesta proposta contenuta nel Dl 34;

 l’allineamento della fiscalità delle auto aziendali ai principali Paesi europei;

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 misure per favorire un percorso di sostituzione, con appositi incentivi e strumenti di sostegno nei confronti dei soggetti economicamente più deboli, di tutto il parco automobilistico inquinante presente in Italia, simile a quanto si fece nel 1997, che ricordo, determinò un incremento delle immatricolazioni del 38,8% e non costò nulla all’Erario in quanto la spesa dell’erogazione degli incentivi venne ampiamente coperta dal maggior gettito Iva derivante appunto dagli effetti degli incentivi.

 Si tratta di incentivi volti ad allargare la platea dei beneficiari, pur nel rispetto degli obiettivi di decarbonizzazione e sostenibilità ambientale, per rilanciare davvero il mercato e la produzione.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 Di particolare importanza risulta lo smaltimento dei veicoli in stock presso case automobilistiche e concessionari. Questo consentirà alla filiera industriale di ripartire a ritmi sostenibili, limitando un ulteriore danno per molte imprese, già provate da due mesi di azzeramento del fatturato.

  •   Modifiche sostanziali al cosiddetto Ecobonus, con l’introduzione di una terza fascia comprendente le emissioni 61-95 gr/Km di CO2; l’aumento degli importi dei bonus della seconda fascia di emissione (21-60 gr/Km di CO2); l’aumento della disponibilità complessiva del fondo.
  •   Sospensione fino a fine 2021 dell’ecomalus.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

  •   Intervento “svuota piazzali” con un ulteriore bonus per l’acquisto di autovetture che risultino in stock – ossia già fatturate al concessionario – a partire dal 1° settembre 2019 e che vengano immatricolate entro e non oltre il 31/12/2020.
  •   Allineamento del trattamento fiscale agli standard europei per i veicoli aziendali: portando la detraibilità Iva al 100% per l’acquisto di auto da parte di aziende e professionisti e aumentando il tetto del costo deducibile a 50.000 euro;
  •   prorogare quantomeno di 12 mesi il termine per gli investimenti con il superammortamento;
  •   intervento sul credito d’imposta per i veicoli commerciali e industriali, incrementando l’aliquota del 6% al 12%, innalzando le soglie dei costi ammissibili ed estendendo la misura pe un congruo numero di anni (ad esempio fino al 2025).

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 UN AUTO PER LA FAMIGLIA – UN NUOVO POSTO DI LAVORO IN ITALIA Un nuovo pacchetto performante dedicato alle famiglie, che introduca il concetto di “auto principale” da trattare fiscalmente come l’abitazione principale degli italiani e con detraibilità degli interessi passivi sostenuti nel caso di acquisto tramite un finanziamento.

 La vera partita per l’automotive italiano sarà giocata sulla velocità con cui saremo in grado di recuperare il terreno perso in questi ultimi anni; una sfida resa ancora più difficile dall’accelerazione verso un automotive più sostenibile messa in campo da Francia e Germania e la forte volontà della Commissione europea di puntare sul Green Deal, smentendo qualsiasi previsione che vedeva collegata ad una crisi economica generata dalla pandemia uno spostamento delle priorità nel breve periodo, per affrontare la ripresa e il rilancio della produzione industriale con strumenti “classici”.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 Ma per far ciò occorre una politica industriale in grado di dare risposte tempestive, predisponendo un “ecosistema” favorevoleall’innovazione richiesta dalle tendenze in essere. individuando gli snodi e/o i colli di bottiglia tecnologici, organizzativi e regolamentari e intervenendo su questi con strumenti efficaci in grado di agire positivamente sull’intera catena del valore.

 In tale contesto centrali devono essere R&S&I; per questo fondamentale è incentivare l’innovazione tecnologica delle imprese potenziando le misure originariamente previste da Impresa 4.0 ed estendendone la durata. Ma varrebbe anche la pena ipotizzare un sistema di agevolazioni fiscali per le spese di R&D e innovazione sul modello del “research tax credit” francese, in cui è previsto un credito di imposta “strutturale” premiante verso le aziende che investono in maniera sistematica in R&D, abbandonando il sistema “incrementale” italiano.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 Vanno rapidamente avviati i progetti europei (IPCEI autumn and summer) dove l’Italia è autorizzata ad investire un miliardo sulle nuove tecnologie di mobilità.

 In tema di interventi diretti sul comparto, vanno sfruttate le deroghe temporanee alla regolamentazione Ue in materia di aiuti di Stato, impostando, prima che lo spiraglio si richiuda, interventi specificamente dedicati all’automotive (investimenti, R&S&I e capitale umano) su progetti di transizione industriale.

Non meno importanti sono gli interventi sul tessuto imprenditoriale e sul sistema produttivo.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

  •   Fra questi vanno menzionati quelli volti a favorire la diffusione e l’ulteriore sviluppo delle intellectual property, i processi di consolidamento tra operatori della filiera, i processi di convergenza tra operatori appartenenti a supply chain diverse ma che, all’interno del complessivo cambio di paradigma settoriale, troveranno reciproco beneficio in una “contaminazione”, la partecipazione a quelle iniziative internazionali volte allo sviluppo delle competenze necessarie per operare nel settore in futuro e che ci consentano di rimanere in rete con le altre filiere automotive europee.
  •   Parallelamente va superato il gap infrastrutturale, stimolando e supportando la filiera dei combustibili alternativi e delle relative infrastrutture, essenziale per stimolare la domanda di veicoli green.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 Favorire il RESHORING. Come già proposto da Forza Italia diventa fondamentale – anche nell’automotive – mettere in campo misure in grado di incentivare il rientro in Italia di attività ad alto valore aggiunto e/o produttive.

 Si tratta di un processo nato in modo naturale all’epoca della crisi finanziaria del 2008 che ha imposto alle imprese un severo controllo sul fronte dei costi e che nell’epoca post-pandemia subirà sicuramente una forte accelerazione spinto dalla necessità di avere filiere più corte per evitare, in un futuro, la completa paralisi di intere filiere in una situazione analoga.

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INTERVENTI NEL BREVE PERIODO

 Un reshoring ben gestito e incentivato, può portare diversi benefici al sistema economico nazionale: la riallocazione in Italia di produzioni industriali potrebbe contribuire alla crescita del Pil; verosimilmente, le produzioni rientrate non saranno destinate al solo mercato nazionale, ma potranno essere vendute anche su mercati esteri facendo aumentare il valore delle nostre esportazioni; riguardando spesso il reshoring linee di produzione di ‘fascia alta’ trascina con sè investimenti in R&I; vi può essere un impatto positivo sull’occupazione e sull’attivazione (o riattivazione) di filiere produttive, oltre che sulla valorizzazione dei distretti produttivi ad alta specializzazione, con positive ricadute sui territori.

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SCUOLA E RICERCA:
IL PIANO DI FORZA ITALIA

ALLEGATO 7

22 Giugno 2020

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a cura dei Dipartimenti di Forza Italia

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SCUOLA

 SCUOLA SICURA: 1 miliardo all’anno dal 2021 al 2023 per interventi straordinari di edilizia scolastica per adeguare gli ambienti di apprendimento alle disposizioni di sicurezza e per interventi di sanificazione e fornitura quotidiana di dispositivi di protezione individuale.

  •   SCUOLA DIGITALE: 1 miliardo per la dotazione di device.
  •   SCUOLA COMPETENTE: 1 miliardo per il superamento del digital divide attraverso la formazione dei docenti alla didattica digitale e per introdurre la didattica per competenze e l’abrogazione del valore legale del titolo.

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SCUOLA

A questo vanno aggiunti:

  •   Altri 800 milioni per interventi ordinari nell’edilizia scolastica.
  •   Preciso piano per la didattica personalizzata per il recupero e consolidamento delle attività didattiche.
  •   Un fondo da 500 milioni per le esigenze emergenziali delle scuole paritarie, la detraibilità delle rette e l’introduzione del costo standard di sostenibilità.
  •   Riapertura dei locali scolastici per attività ludiche e di recupero.

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UNIVERSITÀ E RICERCA

 Revisione dei settori scientifico-disciplinari dei corsi universitari

Incremento dei posti per l’accesso alle scuole di specializzazioni di area sanitaria per rafforzare il sistema sanitario nazionale

 Reindirizzare almeno una parte delle attività del Cnr e di altri enti di ricerca verso obiettivi a medio termine (3-5 anni) nelle aree strategiche del paese (sanità, ambiente, agricoltura, informatica, energetica) in collaborazione con le industrie.

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