La tua idea per Roma

Le idee dei romani che vivono in Europa.

“Per risvegliare Roma e sollevarla dal degrado”

17.160 romani vivono in Europa.

 

Quali sono le esperienze di successo realizzate nella città in Europa nella quale vivi e che vorresti veder realizzate nella Capitale d’Italia?

 

Proponi la tua idea per Roma:

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Alcune delle idee che ci sono pervenute dai Romani nel Mondo.

L’obiettivo di questa iniziativa è di raccogliere le proposte dei nostri connazionali residenti all’estero in Europa.
Le proposte più interessanti ed innovative saranno poi presentate nell’ambito di un evento che si terrà all’inizio di questa estate.

Ottavia: “21 Aprile – ROMA, TANTI AUGURI”.

La tua bellezza, la grandezza di quello che è stato il tuo Impero sono osannate in tutto il mondo, ma ho sempre pensato che il tuo valore aggiunto è ricordare da dove sei partita: un ammasso di pastori che hanno copiato un po’ dalla Grecia, un po’ da Alessandria, un po’ dalle grandi civiltà a oriente.
Le quali tra l’altro, giustamente ti snobbavano. I romani erano considerati volgari, barbari e guerrafondai e tu, città sporca e corrotta.
Eppure, quando la Grecia decadeva te diventavi grande, e quando il resto del mondo era diviso per lo più in tribù di selvaggi, te davi Natali a uomini grazie a cui noi oggi siamo fieri di essere italiani.
Quegli uomini producevano leggi di cui alcune ancora in uso più di 2000 anni dopo, pronunciavano arringhe in senato che sarebbero rimaste nella storia, scrivevano appunti e osservazioni su alcuni popoli europei che si possono applicare alla lettera ancora oggi.
Romani: popolo di politici, giuristi, architetti, guerrieri nel senso di fini strateghi – vincevamo perché avevamo strategia e tecnica, mica perché eravamo forti. Appena i barbari ci hanno iniziato a copiare testuggine, catapulte, tattiche d’assedio arrivederci e grazie all’Impero.
Dopo il Medioevo sei rinata, prima il Rinascimento, poi il Barocco e anche lì, la maggior parte delle mani e le menti che ti hanno resa bella come sei oggi sono arrivate da fuori città.
Quello che voglio dire, Roma è che la tua abilità migliore è sempre stata quella di potenziare e rifinire idee avute da altri. Guardavi in giro, copiavi e miglioravi: forse è il caso di ricominciare a farlo.
Perché sei di nuovo sporca, corrotta e decaduta, perché sei bella ma non cambi mai, perché non ci fai vedere dove sta il nostro futuro.
La bellezza in sé non è niente se non è animata da qualcos’altro.
Quando tutto questo sarà finito facci venire voglia di tornare da te, di viverti, di investire, di fare progetti di vita e di ricreare il prossimo mondo in cui vivremo – perché negli ultimi anni sono troppi i miei coetanei che si sono trovati davanti al bivio: Roma da una parte, vita dall’altra.
Se questo è un secondo medioevo, avremo un Rinascimento da cui ricominciare.

Riccardo da Stoccarda:

“Per noi romani che viviamo all’estero è ancor più evidente la condizione spaventosa dei servizi a noi cittadini. Per quanto mi riguarda, quando rientro a Roma la prima cosa che penso è quanto sia pericoloso essere un pedone dove i marciapiedi sono praticamente inesistenti o pieni di ostacoli e le strisce sostanzialmente invisibili. Ecco quella delle strisce invisibili secondo me è una vera e proria emergenza da risolvere come priorità e prendere spunto dalla Germania, dove gli attraversamenti pedonali sono circondati da luci per permettere ai pedoni di essere visibili e stanno implementando proprio delle strisce pedonali a led, che si accendono quando un pedone sta per attraversare la carreggiata. Quanti problemi potrebbe risolvere un’implementazione del genere a Roma?”

Giovanna da Londra:

“A Londra hanno avuto un’idea geniale: metro aperte e gratuite per tutta la notte nei giorni del weekend. Questo per evitare che la gente, soprattutto i giovani, si mettano alla guida dopo aver superato i limiti di assunzione di alcol. La mia proposta è quella, anche se la situazione dei trasporti romani è già quella che è, di imitare i nostri cugini inglesi e tenere aperta gratuitamente la metro le notti del venerdi e del sabato. Una idea semplice che potrebbe salvare tantissime vite.”

Benedetta da Parigi:

Le facciate dei palazzi, soprattutto nel centro storico, sono il bigliettino da visita di una città. Dunque non capisco perché le condizioni di molti palazzi di Roma sono oscene ed in un assoluto stato di degrado. Gli abitanti di Parigi hanno l’obbligo di ristrutturare la facciata dell’immobile quando si va oltre i limiti del decoro, usufruendo di importanti sgravi fiscali. Bene che nell’ultima legge di bilancio italiana si permette uno sgravo fiscale per il ripristino delle facciate fino al 90%, ma è necessario introdurre l’obbligo di ristrutturare.”

Mauro da Birmingham:

“Penso che una buona idea per Roma è chiudere a tutti la scuola il sabato e rendere obbligatoria la scuola a tempo pieno, fino alle 4 del pomeriggio dal Lunedi al Venerdi. Così i giovani hanno la possibilità di godersi del reale tempo libero durante il weekend e hanno le opportunità a scuola di crescere personalmente e culturalemente. Oltre che essere occasione di formazione aggiuntiva, tenere gli studenti a scuola il pomeriggio durante la settimana eliminerebbe delle preoccupazioni stressanti per i genitori, così come darebbe l’opportunità ai genitori di non dover lavorare solo mezza giornata per poi doversi occupare del figlio/a il pomeriggio dopo la scuola.”

Lorenzo da Helsinki.

“Mi piacerebbe vedere Roma essere un esempio di come digitalizzazione e tradizione possano andare a pari passo ed una non deve necessariamente escludere l’altra. C’è un accenno di digitalizzazione a Roma, ma i cittadini ancora non vivono e non hanno accesso al vantaggio dell’istantaneità delle informazioni e dei servizi. Modernizzare la città è sinonimo di semplificazione della vita per potersi dedicare ad altro durante le proprie giornate. Se il comune di Roma accelerasse lo sviluppo dei servizi digitalizzati, come fare la carta d’identità online con spedizione a casa, la città se vivrebbe in maniera molto diversa.”

Ludovica da Graz:

“Consapevole che la nostra città è la sede del cattolicesimo, sono dell’idea che bisognerebbe seriamente considerare la riapertura delle case chiuse, per questione di decoro, sicurezza, sanità e tutelare chi vende e chi consuma. Considerato che la prostituzione è uno dei mestieri pià antichi al mondo, quindi impossibile da sconfiggere, perché non capitalizzare e permettere a questi lavoratori di contribuire alle casse dello stato tramite sistemi fiscali e sanitari regolati e protetti. Roma trarrebbe beneficio dalla rimozione dell’ostentata nudità (di cattivo gusto per chiunque vive la città), così come dalle entrate aggiuntive da dedicare a diverse iniziative sociali”.

Sofia da Londra:

Mi sono trasferita qui a Londra due anni fa per studiare International Relations. Una delle cose che mi piace più fare quando devo studiare è andare nei musei. Ci sono tantissimi musei per la città in cui ci sono enormi spazi dove si può prendere un caffè, ma anche studiare e/o lavorare. Solitamente i musei sono gratuiti per tutti, con solo alcuni spazi specifici in cui è richiesto invece di comprare un biglietto. Infatti, quando c’è bel tempo mi piace andare nel cortile interno del Victoria and Albert Hall, oppure durante le giornate di pioggia mi piace studiare nella biblioteca del British Museum. Roma straborda di musei bellissimi e sarebbe pazzesco se si creassero degli spazi ampi che i romani e non possano frequentare per studiare, anche chiedendo una minima spesa di entrata. Roma deve aprire il musei, assicurando anche servizi digitali come il wi-fi, creando spazi co-working e facendo vivere questi spazi.

Fabio da Amsterdam:

Mi chiamo Fabio, faccio il consulente d’impresa e vivo ad Amsterdam da cinque anni. Una delle cose che mi ha subito colpito quando sono arrivato è l’ordine, così come la pulizia. La gestione dei rifiuti romana è indietro anni luce paragonata a qui, dove i bidoni della spazzatura sono interrati nel manto stradale, ben siggillati ma soprattutto frequentemente puliti ed igenizzati. Inoltre, i controlli sulla raccolta differenziata sono rigidissimi con pene per i trasgressori. Roma ha anche bisogno di imparare dagli altri esempi europei, paragonandosi a dove vengono per primi il rispetto per ed il benessere della comunità.

Dario da Berlino:

La mia idea per Roma è semplice e riguarda le fermate degli autobus. Dovrebbero essere tutte, in ogni zona di Roma, coperte e offrire un posto a sedere per gli anziani, le donne incinta ed i disabili. A Berlino ancora non ho visto una fermata di mezzi pubblici non offrire una minima pensilina. Se vogliamo anche fare un passo in avanti, prendiamo due piccioni con una fava rendendo ogni fermata un’isola di connessione open. Le fermate così si trasformerebbero anche in hot-spot cosi che i cittadini possano rimanere connessi ad internet. Perché no, il comune potrebbe regalare la prima ora e poi offrire dei pacchetti di connessione a prezzi bassi, connettendo così la città e digitalizzandola.