LA RIFORMA DEI REATI AGRO-ALIMENTARI E L’INTRODUZIONE DEL REATO DI FRODE NEL COMMERCIO DI ALIMENTI

LA RIFORMA DEI REATI AGRO-ALIMENTARI E L’INTRODUZIONE DEL REATO DI FRODE NEL COMMERCIO DI ALIMENTI

 

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Il Governo ha presentato alla Camera un disegno di legge (AC 2427) a firma dei ministri Bonafede e Bellanova che novella l’intera materia dei reati in tema di prodotti alimentari, modificando norme incriminatrici già esistenti, introducendone di nuove e mettendo mano anche a disposizioni procedurali e a disposizioni relative alla responsabilità amministrativa degli enti (D.lgs. 231/2001).

La riforma, vasta, riprende il progetto elaborato dalla Commissione istituita, presso il Ministero della Giustizia nel 2015, e diretta dal dott. Giancarlo Caselli.

Sostanzialmente il Governo continua a seguire la linea della proliferazione delle norme incriminatrici e dell’inasprimento del trattamento sanzionatorio.

In gran parte le condotte di scorrettezza produttiva e commerciale, bersaglio della riforma, sono già punite dall’ordinamento vigente.

Il nucleo centrale della riforma punta principalmente ad una più incisiva repressione delle frodi, consistenti nella commercializzazione, importazione ed altre condotte che riguardino alimenti, comprese acque e bevande, che, per origine, provenienza, qualità o quantità, siano diversi da quelli dichiarati o pattuiti (v. nuovo art. 517-sexies c.p. introdotto dall’art. 2 del ddl in esame).

Il fenomeno in questione è preoccupante, tanto è vero che la Coldiretti è arrivata ad affermare che “almeno un prodotto su tre del settore agroalimentare importato in Italia” viene “trasformato nel nostro Paese e poi venduto sul nostro mercato interno e all’estero con il marchio Made in Italy”.

I casi più eclatanti riguardano i pomodori cinesi utilizzati dall’industria conserviera e la carne di maiale proveniente dal Cile (ma anche da Francia, Polonia e Danimarca), poi utilizzata nella produzione di salumi falsamente presentati come tipici.

Il fatto che, ora, si intende punire consiste nel far passare falsamente come italiano un prodotto che ha proprio nell’origine, oltre che nella lavorazione, la sua primaria caratteristica di qualità.

Queste condotte, oltre ad ingannare il consumatore, creano situazioni di concorrenza sleale che danneggiano i produttori onesti e distorcono il mercato.

Il nuovo strumento sanzionatorio è il proposto art. 517- sexies c.p. rubricato “Frode nel commercio di alimenti” che recita: “Fuori dei casi di cui all’articolo 517-septies, chiunque, nell’esercizio di un’attività agricola, commerciale, industriale o di intermediazione, importa, esporta, spedisce in transito, introduce in custodia temporanea o in deposito doganale, trasporta, detiene per vendere, offre o pone in vendita, somministra, distribuisce o mette altrimenti in circolazione alimenti, comprese acque e bevande, che, per origine, provenienza, qualità o quantità, sono diversi da quelli dichiarati o pattuiti è punito, se il fatto non è previsto come più grave reato da altra disposizione di legge, con la reclusione da quattro mesi a due anni e con la multa da euro 4.000 a euro 10.000.”

La nuova norma incriminatrice si interagirà, se approvata, con quella già prevista dall’art. 515 c.p. “Frode nell’esercizio del commercio” che recita “Chiunque, nell’esercizio di una attività commerciale, ovvero in uno spaccio aperto al pubblico, consegna all’acquirente una cosa mobile per un’altra, ovvero una cosa mobile, per origine, provenienza, qualità o quantità, diversa da quella dichiarata o pattuita, è punito, qualora il fatto non costituisca un più grave delitto, con la reclusione fino a due anni o con la multa fino a euro 2.065. Se si tratta di oggetti preziosi, la pena è della reclusione fino a tre anni o della multa non inferiore a euro 103”.

Come si può evincere dalla lettura delle due norme, la vecchia norma di cui al 515 (che sopravviverà alla novella) punisce la consegna, avvenuta in un contesto commerciale della cosa diversa da quella pattuita, cioè l’ultimo atto della progressione criminosa, mentre la norma approvanda punirà, principalmente tutte le possibili condotte antecedenti (importazione, trasporto detenzione, messa in vendita etc.).

La differenza fondamentale è che l’art. 515 tutela la correttezza commerciale in relazione ad ogni specie di cosa mobile, mentre il proposto art. 517-sexies si riferisce esclusivamente ad alimenti, acque e bevande.

E’ comunque da notarsi che le condotte incriminate dal proposto 517-sexies, secondo la giurisprudenza di legittimità, sono, attualmente, già punibili ai sensi dell’art. 515 sia pure a titolo di tentativo, quindi la norma proposta coprirà un campo di condotte illecite già presidiato dalla norma penale.

Visto che il trattamento sanzionatorio previsto dal nuovo 517-sexies è più severo di quello previsto dal 515, la novella porta con sé il paradosso che le condotte prodromiche ed antecedenti verranno sanzionate più gravemente della vera e propria cessione (consegna) dell’alimento difforme al pattuito. E’ da ritenersi che le due norme, riguardanti condotte diverse possano concorrere e cioè esporre il responsabile ad una doppia incriminazione.

Altra new entry sanzionatoria prevista dalla novella (tra le tante) è il reato di “agropirateria” (517-quater.1) il cui comma primo recita: “Chiunque, fuori dei casi di cui agli articoli 416 e 416-bis, al fine di trarne profitto, in modo sistematico e attraverso l’allestimento di mezzi o attività organizzate commette alcuno dei fatti di cui agli articoli 517-sexies e 517-septies è punito con la reclusione da due a sei anni e con la multa da euro 15.000 a euro 75.000; se commette alcuno dei fatti di cui all’articolo 517- quater, è punito con la reclusione da tre a sette anni e con la multa da euro 20.000 a euro 100.000”.

Come si evince dal testo del ddl, la norma dovrebbe punire chi metta su un’attività organizzata volta alla sistematica commissione dei reati di frode nel commercio di alimenti o di frode nel commercio di alimenti con segni mendaci (art 517-septies c.p. – altra novità inserita nel ddl), a patto però che tale condotta non sconfini nel reato di associazione per delinquere semplice o di stampo mafioso.

Ora, visto che la commissione del reato postula proprio la costituzione di un’attività organizzata, dotata di mezzi, volta in modo sistematico alla commissione di reati, non si vede in cosa tale organizzazione debba differenziarsi da una vera e propria associazione per delinquere, che, se riconosciuta, impedirebbel’applicazione della nuova norma in tema di agropirateria.

E’ vero che il sistema penale ha ciclicamente bisogno di adeguamenti che tengano conto di nuove categorie di illeciti, ma introdurre nuove fattispecie incriminatrici non strettamente necessarie rischia di complicare inutilmente il lavoro degli organi di polizia, dei giudici e degli avvocati senza rendere più efficiente la protezione dei beni giuridici tutelati. Entia non sunt multiplicanda praeter necessitate.

Il Testo del ddl AC 2427

https://servizi.senato.it/leg18/pdl/pdf/,DanaInfo=documenti.camera.it+leg.18.pdl.cam era.2427.18PDL0098690.pdf

Il Dossier a cura del Servizio Studi della Camera e del Senato

https://servizi.senato.it/Leg18/Dossier/Pdf/,DanaInfo=documenti.camera.it,SSL+GI0 130.Pdf

Ufficio Studi Gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-UDC Senato della Repubblica

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