IL PROGETTO DI RIFORMA DEL PROCESSO PENALE

IL PROGETTO DI RIFORMA DEL PROCESSO PENALE

Il progetto di riforma del processo penale

 

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E’all’esame della Commissione giustizia della Camera il progetto di legge delega per la riforma del processo penale.

La riforma immaginata dal Ministro Bonafede avrebbe lo scopo di rendere più veloce lo svolgimento del rito penale in modo da “riequilibrare” la tempistica processuale resa infinita dall’abolizione della prescrizione.

In realtà non si tratta di una riforma organica e ben ragionata, ma di interventi correttivi eterogenei disseminati tra le pagine del codice di procedura e del codice penale.

Talune di queste novità erano attese, come la possibilità di depositare atti processuali per via telematica, altre creeranno non poche difficoltà agli uffici giudiziari, come la mini- udienza preliminare da celebrarsi durante la prima udienza del processo dinanzi al tribunale in composizione monocratica (da parte di un diverso giudice), altre costituiscono gravissime limitazione del diritto alla difesa, come la nuova norma in tema di appello che sarà consentito esclusivamente al difensore munito di specifico mandato rilasciato dopo la sentenza di primo grado.

La norma proposta contiene anche disposizioni che modificano il codice penale nella parte che disciplina la sospensione della prescrizione, tale parte del progetto di legge delega verrà esaminato con separata nota breve.

Questi i punti che maggiormente caratterizzano la proposta novella:

Notificazioni e deposito atti (art. 2)

  • –  deposito di atti e documenti per via telematica, il deposito si riterrà perfezionato al momento della ricezione di un messaggio di conferma della trasmissione; notificazioni a persone diversedall’imputato mediante mezzi informatici anche diversi dalla pec;
  • –  notifiche all’imputato non detenuto successive alla prima verranno eseguite mediante consegna al difensore (la procedura è già in vigore, v. art. 157 c.p.p.) prevedendo deroghe a garanzia della effettiva conoscenza dell’atto;

    Indagini preliminari e udienza preliminare (art. 3)

  • –  il PM chiederà l’archiviazione della notitia criminis quando gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari risultino insufficienti o contraddittori, o comunque non consentano una ragionevole previsione di accoglimento della prospettazione accusatoria nel giudizio; attualmente il PM chiede l’archiviazione, ai sensi dell’art. 125 norme di attuazione del cpp, quando ritiene infondata la notizia di reato perché gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio. La nuova formulazione dovrebbe allargare la possibilità di richiedere l’archiviazione di notizie di reato “deboli”, ma le due formulazioni non sembrano differire in modo sostanziale;
  • –  saranno introdotti nuovi termini per la durata delle indagini preliminari variabili a seconda della gravità del reato ipotizzato;
  • –  il PM, che non abbia notificato entro i termini di legge l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, sarà tenuto a notificare all’indagato ed alla parte offesa l’avviso del deposito della documentazione contenuta nel proprio fascicolo;
  • –  le singole Procure individueranno criteri di priorità trasparenti e predeterminati al fine di selezionare le notizie di reato da trattare con precedenza rispetto alle altre;
  • –  all’esito dell’udienza preliminare il Gup pronuncerà sentenza di non luogo a procedere anche nei casi in cui gli elementi acquisiti risultino insufficienti o contraddittori o comunque non consentano una ragionevole previsione di accoglimento della prospettazione accusatoria nel giudizio; attualmente il giudice pronuncia sentenza di non luogo a procedere anche quando gli elementi acquisiti risultino insufficienti, contraddittori o comunque non idonei a sostenere l’accusa in giudizio (non si afferra la differenza sostanziale tra le due diverse formulazioni);

Procedimenti speciali (art. 4)

il patteggiamento ex art. 444 c.p.p. verrà esteso fino a pene della durata di 8 anni; aumenta il numero dei reati per i quali sarà esclusa l’ammissione all’accordo punitivo (art. 4);

il giudizio abbreviato, condizionato ad un’acquisizione probatoria (art. 438, co. 5, c.p.p.), verrà ammesso dal Gup se l’integrazione risulterà necessaria ai fini della decisione e se il procedimento speciale produrràun’economia processuale in rapporto ai tempi di svolgimento del giudizio dibattimentale; attualmente la norma prescrive che il giudice ammetta il rito “se l’integrazione probatoria richiesta risulta necessaria ai fini della decisione e compatibile con le finalità di economia processuale proprie del procedimento, tenuto conto degli atti già acquisiti ed utilizzabili.” Come appare evidente si tratta di due norme del tutto sovrapponibili (art. 4);

in sede di giudizio immediato (art. 453 e sgg. c.p.p) l’imputato che si vedrà respingere l’istanza di trasformazione del rito in giudizio abbreviato condizionato ad un’acquisizione probatoria, potrà richiedere, in subordine, il rito abbreviato “secco” o il patteggiamento (art. 4);

Giudizio (art. 5)

  • –  il Tribunale, qualora non fosse possibile definire il giudizio nel corso della prima udienza dovrà precisare il calendario delle udienze necessarie alla conclusione del giudizio (art. 5);
  • –  le parti dovranno tenere una relazione illustrativa sulla rilevanza delle prove delle quali chiederanno l’ammissione;
  • –  le parti potranno rinunziare alle prove già ammesse senza il consenso delle altre parti;
  • –  si prevedono nuove norme in tema di testimonianza di persone imputate in un procedimento connesso

    Procedimento dinanzi al Tribunale in composizione monocratica (art. 6)

– la norma proposta prevede che nei procedimenti a citazione diretta (sono procedimenti per reati meno gravi nei quali viene omessa la fase dell’udienza preliminare), la prima udienza sia celebrata da un giudice soggettivamente diverso che, munito dei poteri del Giudice per l’udienza preliminare, possa dichiarare il non luogo a procedere (formula riservata al Gup). In pratica si intende anteporre al giudizio monocratico un simulacro di udienza preliminare, non considerando cheil giudice del dibattimento, ai sensi dell’art. 129 c.p.p. già dispone del potere di “tagliare” il processo, e di prosciogliere immediatamente l’imputato, in presenza delle stesse circostanze rilevabili dal giudice “diverso”.

  • –  la novella prevede che il difensore potrà proporre appello solamente se munito di specifico mandato a impugnare, rilasciato successivamente alla pronuncia della sentenza medesima. Si tratta di una norma che viola gravemente i diritti della difesa di imputati irreperibili o stranieri che non siano in grado di rilasciare lo “specifico mandato” al difensore. Si tratta di soggetti assistiti, come tutti gli altri, dalla presunzione di non colpevolezza che vedrebbero svanire la possibilità di un secondo giudizio di merito;
  • –  verràabolitalapossibilitàdidepositareleimpugnazioni non presso il giudice che ha emesso il provvedimento, ma presso il Tribunale ove l’appellante si trovi (cd. impugnazioni fuori sede), sarà consentito il deposito degli atti di impugnazione per via telematica;
  • –  sono previste nuove norme in tema di inappellabilità delle sentenze;
  • –  verrà istituita la Corte d’appello in composizione monocratica per i reati “a citazione diretta” (la Corte d’appello monocratica sarebbe una novità assoluta che comporterebbe minori garanzie per l’imputato e per le

parti civili);

  • –  verrà introdotta la possibilità di un rito camerale

    d’appello non partecipato (cioè senza la presenza delle parti) qualora ne faccia richiesta il difensore dell’imputato;

    Condizioni di procedibilità (art. 8)

  • –  la novella prevede l’introduzione della procedibilità a querela del reato di lesioni personali stradali gravi, ora perseguibile ex officio (in effetti le numerose denunce per il nuovo reato, introdotto nel 2008, appesantiscono i ruoli delle Procure ed il reato, trattandosi di un’ipotesi colposa, potrebbe ben essere ricondotto tra quelli procedibili a querela);
  • –  si introdurrà il principio che la mancata comparizione del querelante, citato come teste, equivarrà a tacita remissione della querela (principio già presente nella prassi processuale);

    Ragguaglio tra pene pecuniarie e pene detentive (art 9)

– verranno introdotti nuovi criteri per il ragguaglio;

  • –  la novella prevede, per talune contravvenzioni, da definirsi, una nuova causa di non punibilità costituita dal tempestivo adempimento di apposite prescrizioni impartite dall’organo accertatore e dal pagamento di una somma di denaro determinata in una frazione delmassimo dell’ammenda stabilita per la contravvenzione commessa; prevede altresì la possibilità della prestazione di lavoro di pubblica utilità in alternativa al pagamento della somma di denaro; prevede, inoltre, la possibilità di attenuazione della pena nel caso di adempimento tardivo; fondamentale sarà la definizione delle contravvenzioni definibili con la procedura proposta;

    Disciplina delle perquisizioni (art. 11)

  • –  si prevede l’introduzione di una forma di impugnazione del decreto di perquisizione o di convalida della stessa anche in assenza di sequestro;

    Termini di durata del processo (art. 12)

  • –  la novella prevede un complesso sistema volto a contenere la durata dei processi: si stabiliscono termini di durata massima del processo specificati per grado di giudizio. Non vengono previsti rimedi processuali o sostanziali dinanzi al mancato rispetto dei tempi stabiliti (il rimedio tradizionale rispetto al ritardo del giudicare,

la prescrizione del reato, è stata sostanzialmente espulsadall’ordinamento). In realtà si tratterà di un sistema di termini meramente ordinatori che non influirà sulla reale tempistica processuale.

Disposizioni per la trattazione dei giudizi di impugnazione delle sentenze di condanna (art. 13)

– lanovella prevedec he le parti o iloro difensori possano presentare istanza di immediata definizione del processo quando siano decorsi i termini di durata dei giudizi in grado di appello e in cassazione.

Misure straordinarie per la definizione dell’arretrato penale presso le Corti d’appello (art. 15)

– la legge delega proposta prevede l’utilizzo di giudici onorari ad integrazione dei giudici delle Corti d’appello. Difficilmente può essere compreso come giudici, pur eccellenti, ma privi della necessaria esperienza, possano svolgere le funzioni di giudice d’appello che è votato alla delicatissima opera di controllo sulle decisioni dei colleghi di Tribunale. La norma proposta, sempre ai fini dello smaltimento dell’arretrato, al suo art. 16, prevede l’assunzione, a tempo determinato, per 24 mesi, di 1000 unità di personale amministrativo.

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