IL CONSIGLIO EUROPEO DEL 19 GIUGNO 2020

IL CONSIGLIO EUROPEO DEL 19 GIUGNO 2020

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Il 19 giugno i membri del Consiglio europeo si riuniranno in videoconferenza.

Il Consiglio europeo è un organo che definisce le priorità e gli indirizzi politici generali dell’Unione europea ed esamina i problemi del processo di integrazione. E’ composto dai capi di stato o di governo degli Stati membri dell’UE; al Consiglio partecipa, di diritto, il Presidente del Consiglio europeo stesso e il Presidente della Commissione europea, (il Consiglio europeo non deve essere confuso con il Consiglio dell’Unione Europea, che detiene, insieme al Parlamento europeo, il potere legislativo nell’Unione europea).

Nella maggior parte dei casi, il Consiglio europeo decide per consenso (cioè senza votare, salvo poi riportare quanto deliberato nel comunicato finale). Tuttavia, in alcuni casi specifici previsti dai trattati UE, adotta decisioni all’unanimità o a maggioranza qualificata. Alla votazione non partecipano né il Presidente del Consiglio europeo né il Presidente della Commissione.

La riunione del 19 giugno avrà funzione preparatoria rispetto ad un successivo vertice effettivamente deliberante (fonte Consiglio europeo).

L’attenzione dei leader europei sarà focalizzata sulla proposta presentata dalla Commissione europea il 27 maggio 2020, relativa a un nuovo strumento finanziario per la ripresa, il Next Generation EU, e al quadro finanziario pluriennale (QFP, il bilancio dell’Unione) per il periodo 2021-2027.

La proposta resa nota dal Presidente della Commissione, sig.ra von der Leyen, denominata Next Generation EU, si basa su un originario progetto franco-tedesco che prevedeva un fondo di 500 miliardi di euro da raccogliere sui mercati finanziari per distribuire sussidi garantiti dal bilancio dell’Unione Europea.

La Commissione ha meglio definito la destinazione dei fondi, e ha aggiunto alla somma ulteriori risorse da concedere a tasso agevolato: in totale l’intero pacchetto proposto è di circa 750 miliardi.

La Commissione ha anche presentato un piano per il bilancio pluriennale (QFP) dell’Unione Europea valido per gli anni 2021- 2027, che sarà negoziato nei prossimi mesi (per i dettagli del piano della Commissione vedi: https://ec.europa.eu/info/sites/info/files/2020.2136_it_ 02.pdf).

Il piano Next Generation EU da 750 miliardi di euro è, negli intenti della Commissione, integrato dal SURE, fondo a sostegno temporaneo per attenuare i rischi di disoccupazione, dal MES, il fondo salva-stati, e dal fondo di garanzia BEI per i lavoratori e le imprese, che complessivamente valgono ulteriori 540 miliardi, ed è sostenuto dalla politica monetaria della Banca Centrale Europea, con un piano straordinario di acquisto di titoli (Pepp) per 1.850 miliardi che si dovrebbe concludere a metà del prossimo anno.

Il pacchetto Next Generation EU per l’Italia, secondo una stima, ammonterebbe in quattro anni, a partire dal gennaio 2021, a 172,7 miliardi di euro (lordi); 81,807 miliardi sarebbero versati come aiuti a fondo perduto e 90,938 miliardi come prestiti.

La Commissione, inoltre, ha proposto di portare il bilancio pluriennale dell’Unione a 1.100 miliardi per il periodo 2021-2027; bisognerà valutare con quale quota l’Italia dovrà contribuire, al momento le prime stime parlano di 4,4 miliardi.

A tutti i Paesi che usufruiranno delle risorse straordinarie, l’Unione Europea chiederà che i fondi vengano spesi con iniziative in linea con gli obiettivi comunitari, che la Commissione indica nel Semestre Europeo e articola nelle raccomandazioni specifiche per Paese. All’Italia le più recenti chiedevano una maggiore efficienza nel sistema giudiziario e nel funzionamento della pubblica amministrazione. Bruxelles suggerisce anche investimenti a sostegno dell’economia reale, della liquidità, dell’occupazione,della crescita; una salda rete sociale, politiche di bilancio lungimiranti e sostenibili, ma anche tese al rafforzamento del sistema sanitario e della crescita economica nei settori strategici.

Appare quindi urgente che il Governo presenti alla Camere tale piano e che anticipi i tempi della programmazione finanziaria.

Lo scopo dichiarato del piano von der Leyen è sostenere la ripresa degli stati membri, rilanciare l’economia e incentivare gli investimenti dei privati e preparare nuovi strumenti per affrontare eventuali crisi future.

Sui temi della prevista riunione il Presidente del Consiglio europeo, il belga Charles Michel, ha rilasciato una dichiarazione in cui descrive la proposta come un passo importante volto a orientare il sostegno a favore dei settori e delle regioni maggiormente colpiti dalla pandemia.

Ha inoltre dichiarato il Presidente Michel:

“Solleveremo poi la questione al Consiglio europeo ordinario del 19 giugno 2020. Occorre fare tutto il possibile per raggiungere un accordo prima della pausa estiva. I nostri cittadini e le nostre imprese hanno risentito pesantemente della pandemia e hannobisogno di un sostegno mirato in tempi rapidi”.

Tuttavia, lo stesso Presidente Michel ha dichiarato, quasi a preambolo della riunione del Consiglio prevista per il 19 giugno, nell’ambito degli Stati Generali, convocati dal Presidente del Consiglio italiano: “Ora più che mai, questi negoziati sono irti di difficoltà, poiché costringono tutti gli Stati membri a riconsiderare determinati principi cui sono fedeli da così lungo tempo. Per il buon esito di simili negoziati, tutti i partecipanti dovranno sforzarsi di guardare e comprendere le cose dal punto di vista degli altri, e quindi accettare di mettere in discussione i propri preconcetti. Non tutti condividono la stessa interpretazione di cosa sia nel concreto la solidarietà. Così come non tutti sono istintivamente d’accordo sulle implicazioni pratiche che derivano necessariamente dal principio di responsabilità. Potremo riuscire solo se sia gli uni che gli altri faranno lo sforzo di mettersi nei panni dei rispettivi interlocutori”.

Il problema fondamentale dell’intervento europeo risiede nei lunghi tempi di realizzazione; secondo la previsione della Commissione, l’attuazione dei piani connessi al nuovo quadro pluriennale dovrebbe iniziare da gennaio 2021, una data non compatibile con la gravità della crisi che potrebbe diventare sempre più bruciante, e non solo per l’Italia.

Secondo quanto comunicato dalla Commissione europea, questo dovrebbe essere il cronoprogramma per l’effettiva erogazione dei finanziamenti:

Maggio 2020

Proposta della Commissione per la revisione del quadro finanziario pluriennale per i periodi 2014- 2020 e 2021-2027, decisione sulle risorse proprie e normativa settoriale

Entro luglio 2020

Consiglio europeo: accordo politico sul quadro finanziario pluriennale per i periodi 2014-2020 e 2021-2027 e decisione sulle risorse proprie

Entro l’estate 2020

Consultazione del Parlamento europeo in merito alla decisione sulle risorse proprie

Inizio autunno 2020

Adozione del quadro finanziario pluriennale rivisto per il periodo 2014-2020 e della corrispondente normativa settoriale

Ottobre 2020

Consiglio europeo

Dicembre 2020

Adozione del quadro finanziario pluriennale rivisto per il periodo 2021-2027
(accordo del Parlamento europeo)
Adozione della decisione sulle risorse proprie
(ratifica da parte di tutti gli Stati membri conformemente ai loro obblighi costituzionali) Gennaio 2021

Inizio dell’attuazione del quadro finanziario pluriennale 2021-2027

La crisi del commercio, il crollo del settore automobilistico e delle esportazioni europee avrebbero bisogno di risposte ad horas, purtroppo incompatibili con le defatiganti trattative tra gruppi di paesi portatori di esigenze diverse.

Ottimista però, a tale proposito, è il ministro delle finanze tedesco Olaf Scholz: «Anche se le differenze di posizioni tra gli Stati non sono piccole, ho l’impressione che ognuno abbia la volontà di raggiungere un accordo in un breve lasso di tempo».

Dato il tenore delle dichiarazioni del Ministro tedesco, è probabile che anche la Germania abbia un pressante interesse all’aiuto comunitario.

Per una migliore comprensione del programma Next Generation UE vedi il Comunicato ufficiale della Commissione europea: Il momento dell’Europa: riparare e preparare per la prossima generazione

https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/it/ip_20_940

“Rafforzare l’Italia significa rafforzare anche l’Europa” – Intervento integrale del presidente Charles Michel agli “Stati generali dell’economia”

https://www.consilium.europa.eu/it/press/press-releases/2020/06/13/strengthening- italy-strengthens-europe-too-remarks-by-president-charles-michel-to-the-stati- generali-dell-economia/

L’articolo dell’On. Brunetta sulle misure straordinarie per l’economia europea

https://www.ilriformista.it/no-agli-stati-generali-se-conte-vuole- dialogare-siamo-in-aula-115285/

 

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