DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2020 – PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA (PNR)

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2020 – PROGRAMMA NAZIONALE DI RIFORMA (PNR)

Gruppo Parlamentare “Forza Italia Berlusconi Presidente” al Senato

UFFICIO LEGISLATIVO

Doc.

DOCUMENTO DI ECONOMIA E FINANZA 2020

Iniziativa

Governo Conte II

Commissione referente

Bilancio

Relatore

Sen.

Iter Parlamentare all’esame della Commissione

CONTENUTO DEF 2020

Sezione III – Programma nazionale di Riforma (PNR)

I. RISPOSTA ALL’EMERGENZA CORONAVIRUS E PIANO DI RILANCIO DEL PAESE

I.1 INTRODUZIONE

Di fronte all’emergenza causata dal COVID-19, il Governo ha deciso di concentrarsi prioritariamente sulle misure di sostegno a famiglie e imprese, e sulle conseguenti necessità finanziarie causando lo slittamento del Programma Nazionale di Riforma 2020 (PNR) che viene quindi presentato successivamente alla approvazione del Programma di Stabilità 2020. I programmi del Governo vengono aggiornati alla luce delle iniziative UE per rispondere alla crisi e rilanciare le economie dei Paesi Membri.

Le iniziative dell’UE in risposta alla pandemia sono così articolati:

  1. 100 miliardi per il contenimento dei rischi di disoccupazione (Fondo SURE);

  2. il potenziamento delle garanzie dei Paesi Membri, soprattutto a favore delle piccole e medie imprese, alla Banca Europea degli Investimenti (BEI) per incrementare il credito erogato da quest’ultima;

  3. la linea di credito Pandemic Crisis Support per finanziare le spese dirette ed indirette collegate all’emergenza sanitaria per un importo pari fino al 2 per cento del PIL dei Paesi richiedenti;

  4. fissare il bilancio UE per i prossimi sette anni all’1,1 per cento del Reddito Nazionale Lordo (RNL) della UE-27 (1.100 miliardi a valori 2018) e per creare un pacchetto di prestiti e contributi a fondo perduto per complessivi 750 miliardi denominato Next Generation EU (NGEU), per sostenere la ripresa dell’economia europea tramite investimenti e riforme, con erogazioni concentrate principalmente nei prossimi quattro anni e costituite per due terzi da sovvenzioni (grants) e per un terzo da prestiti a lunga scadenza.

I.2 IL PIANO DI RILANCIO DEL PAESE

Il 12 giugno il Comitato di Esperti in materia economica e sociale coordinato dall’Ingegner Vittorio Colao ha consegnato al Governo un ampio Rapporto intitolato “Iniziative per il Rilancio – Italia 2020-2022”. Successivamente, dal 13 al 20 giugno si è svolta un’ampia consultazione con tutti gli stakeholder nei cd. Stati Generali, che hanno apportato molteplici stimoli e contenuti all’elaborazione del Piano di Rilancio del Governo. Il Piano è costruito intorno a tre linee strategiche:

1. Modernizzazione del Paese (una Pubblica Amministrazione efficiente, digitalizzata, ben organizzata e sburocratizzata, veramente al servizio del cittadino. Modernizzazione e innovazione tecnologica);

2. Transizione ecologica (ridurre drasticamente le emissioni di gas clima-alteranti in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo, aumento delle aree verdi urbane e dalla riforestazione);

3. Inclusione sociale e territoriale, parità di genere (ridurre le disuguaglianze e la povertà, migliorare l’istruzione e la conoscenza degli strumenti digitali, ottenere una migliore qualità della vita nei centri urbani e nelle periferie. La realizzazione della parità di genere, richiede di intervenire sulle molteplici dimensioni della discriminazione in essere nei confronti delle donne, che riguardano, prioritariamente, la partecipazione al mondo del lavoro, la segregazione e la qualità del lavoro, l’accesso alle risorse finanziarie, le disuguaglianze tra donne e uomini nell’allocazione del tempo dedicato al lavoro di cura, al lavoro domestico e alle attività sociali, l’uguaglianza di genere nelle posizioni decisionali a livello politico, economico e sociale).

SEMPLIFICAZIONE AMMINISTRATIVA E SBLOCCO DELLE OPERE PUBBLICHE

il Piano di Rilancio consisterà nel rimuovere gli ostacoli che negli ultimi anni hanno rallentato non solo gli appalti e gli investimenti pubblici, ma anche, più in generale, la crescita dell’economia. Le procedure e gli iter autorizzativi verranno snelliti, senza compromettere le esigenze di tutela dei beni culturali e del paesaggio.

RECOVERY PLAN E RIPRESA DEGLI INVESTIMENTI PUBBLICI

Il Governo redigerà il Programma di Ripresa e Resilienza (Recovery Plan) da presentare alla Commissione Europea ai fini del NGEU per incrementare fortemente gli investimenti pubblici. Un primo ambito di rafforzamento degli investimenti pubblici riguarderà le infrastrutture di comunicazione ed in particolare il rinnovamento e lo sviluppo delle infrastrutture di telecomunicazione e di trasporto (ferrovie, strade, ponti, aeroporti, porti e intermodalità) all’interno di un piano di smart mobility. Inoltre, si contribuirà alla riconversione del trasporto pubblico su gomma verso veicoli a basse emissioni.

Con riferimento alle telecomunicazioni, per l’attuazione del Piano Banda Ultralarga, si intende accelerare lo sviluppo dei cantieri nelle cd. aree bianche. Gli interventi della fase II del Piano saranno concentrati sul sostegno alla domanda per l’attivazione di servizi ultraveloci in tutte le aree del Paese e nella diffusione di infrastrutture a banda ultralarga nelle cd. aree grigie a fallimento tecnologico. Il Governo intende, inoltre, rafforzare le politiche di sostegno al rapido sviluppo della rete 5G e un sistema integrato e resiliente di infrastrutture e servizi di trasporto capace di rilanciare la competitività delle imprese, delle città e dei territori, aumentare la qualità della vita dei cittadini, ridurre il divario tra aree del Paese e categorie sociali, adattare le grandi infrastrutture alle esigenze del futuro ed ai cambiamenti climatici puntando su decarbonizzazione, economia circolare, efficienza e uso razionale ed equo delle risorse naturali, contenimento del consumo di suolo e tutela del paesaggio.

L’infrastruttura ferroviaria punterà ad una progressiva estensione del sistema secondo logiche di integrazione con la rete esistente. L’attuale sistema dei servizi ferroviari ad alta velocità (AV) evolverà verso l’Alta Velocità ‘di Rete’ (AVR). Una componente fondamentale sarà il rafforzamento dei servizi ferroviari regionali, per poi procedere in tempi rapidi al rinnovo dei treni intercity e all’aggiornamento del contratto di servizio di Trenitalia con lo Stato, nel rispetto, tra l’altro, dei requisiti che consentono l’accessibilità del servizio per gli utenti con disabilità. Per la mobilità cittadina il Governo stanzierà risorse pari complessivamente a 3,7 miliardi, per il completamento di linee metropolitane e per la realizzazione di nuove linee tramviarie e filoviarie in tutto il Paese, mentre 1,3 miliardi saranno assegnati nei prossimi mesi.

Le infrastrutture per l’energia e l’acqua saranno un altro ambito del piano di investimenti. Si attuerà la chiusura delle centrali alimentate a carbone e si incrementerà lo sviluppo dell’energia da fonti rinnovabili, in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni dell’UE per il 2030. Il sistema elettrico si baserà in misura via via maggiore sull’energia ‘blu’ (centrali a metano con decarbonizzazione delle emissioni) e sulle biomasse e altre forme di trattamento dei rifiuti.

Le reti di distribuzione dell’acqua saranno riparate e modernizzate. Saranno aumentati anche gli investimenti nel trattamento delle acque reflue, con l’obiettivo di migliorare sensibilmente la qualità dei corsi d’acqua, dei laghi e dei mari.

Per quanto riguarda le reti idriche, particolarmente carenti nel Sud, una società ad alta capacità industriale, appositamente costituita, potrà attivare gli investimenti necessari sulle grandi adduzioni fino alla rete di acquedotti che insistono nel bacino idrico dell’Appennino meridionale.

Il piano di investimenti punterà anche a sostenere la protezione dell’ambiente e lo sviluppo e la cura delle aree verdi urbane e della riforestazione nonchè per l’attenuazione dei rischi idrogeologici e sismici anche con riferimento agli edifici pubblici.

Il Governo punterà infine alla la digitalizzazione della Pubblica Amministrazione e dell’istruzione.

RICERCA E ISTRUZIONE

E’ intenzione del Governo utilizzare le risorse del NGEU per aumentare le spese per l’istruzione, la ricerca e lo sviluppo (R&S). Si punterà ad incrementare la spesa pubblica per la ricerca e per l’istruzione, in special modo terziaria, in misura pari complessivamente a 0,4 punti percentuali di PIL nei prossimi tre anni.

PROMOZIONE DEGLI INVESTIMENTI PRIVATI

Le rimanenti risorse del NGEU saranno utilizzate per stimolare livelli più elevati di investimenti del settore privato, facendo leva su componenti dello ‘strumento’ quali InvestEU, il Solvency Support Instrument e il Just Transition Fund. Con il D.L. n. 34/2020, decreto – c.d. Rilancio- il Governo ha introdotto misure a sostegno delle imprese tra cui i ristoro, le garanzie per favorirne l’accesso al credito e strumenti per incentivare la ricapitalizzazione. Sono stati inoltre fortemente aumentati gli incentivi agli investimenti privati per l’efficientamento energetico (ecobonus) e la riqualificazione antisismica (sismabonus) degli edifici residenziali, nonché per l’installazione di impianti fotovoltaici, di sistemi di accumulo dell’energia prodotta e delle colonnine per la ricarica di veicoli elettrici. Gli incentivi per Industria 4.0, ancora in vigore in forma di credito d’imposta, saranno potenziati e ulteriormente estesi. Diverse misure sono inoltre state introdotte per ridurre la dipendenza delle imprese dal finanziamento bancario e riequilibrare il rapporto tra capitale e debito.

POLITICHE MACRO-SETTORIALI NELL’AMBITO DEL RECOVERY PLAN

Il programma di rilancio avrà come obiettivo lo sviluppo di settori e filiere di particolare rilevanza in termini di valore aggiunto e occupazione. E prospettive di crescita. Il primo ambito è il settore sanitario. Il Governo intende dare seguito alle misure a sostegno del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) adottate con i recenti provvedimenti attraverso un piano di investimenti e misure organizzative e di politica industriale di medio-lungo termine. L’obiettivo per l’SSN sarà di:

  • migliorare la qualità dell’assistenza, la capacità ricettiva degli ospedali compresi i letti di terapia intensiva;

  • la tempestività di risposta alle patologie infettive emergenti gravate da alta morbilità e mortalità, nonché ad altre emergenze sanitarie;

  • incremento della dotazione del personale del SSN e garanire il necessario accesso alla formazione specialistica;

  • investire nella digitalizzazione dell’assistenza medica ai cittadini, promuovendo la diffusione del fascicolo sanitario elettronico e la telemedicina.;

  • avviare investimenti sulla cronicità e le cure a domicilio per superare le attuali carenze del sistema delle RSA.

Si investirà nel miglioramento delle infrastrutture sanitarie. La formazione riceverà maggiori risorse, favorendo, dove possibile, un approccio interdisciplinare ed intersettoriale. Sarà inoltre necessario adottare una visione One Health che comprenda medicina umana, veterinaria e protezione dell’ambiente. Si potenzierà il comparto veterinario e migliorerà l’interazione professionale tra medici e veterinari, ricordando che oltre il 75 per cento delle malattie infettive dell’uomo derivano dagli animali e, allo stato attuale, oltre il 90 per cento delle malattie infettive emergenti ha tale origine. Si interverrà, inoltre, per rafforzare tutta la filiera della salute, dall’industria farmaceutica ai dispositivi medici.

L’ammodernamento delle infrastrutture del Paese sosterrà inoltre il rilancio del turismo, un settore chiave per l’economia italiana e che è stato duramente colpito dalla pandemia. Trasporti veloci ed affidabili, basati su infrastrutture moderne, rafforzando in particolare l’alta velocità nel Sud del Paese, funzionali e attraenti dal punto di vista architettonico; telecomunicazioni avanzate; facilità di accesso alle informazioni; qualità dell’ambiente e pulizia dei mari. Infine riqualificazione delle strutture ricettive del Paese e la crescita degli operatori turistici e delle imprese del settore alberghiero.

Si punterà a valorizzare il patrimonio culturale, il paesaggio e i borghi, e ad attrarre i turisti verso aree meno conosciute ma ugualmente interessanti del Paese. Il Governo sosterrà la ristrutturazione e la riorganizzazione dei musei; la valorizzazione dei monumenti e dei siti archeologici; la tutela e il restauro del patrimonio culturale pubblico e privato.

Altri settori chiave per il rilancio del Paese sono la cultura e lo spettacolo. Le industrie culturali sono di grande rilevanza economica, occupazionale e sociale.

Incentivi a seguito della fase recessiva che ha aggravato gli effetti dei cambiamenti tecnologici e normativi in settori chiave dell’industria quali l’auto, la componentistica, la meccanica strumentale, la siderurgia e la produzione di energia, accelerandone la necessaria trasformazione. Incentivi esistenti per i veicoli a basse e a zero emissioni nonché per la rottamazione del parco automobilistico più vecchio e inquinante. Si rafforzerà il sostegno alla ricerca e alla prima industrializzazione nei campi dei sistemi alternativi di propulsione, delle batterie ed altri componenti per veicoli a bassa emissione ed elettrici.

Per quanto riguarda la siderurgia, la Commissione Europea nel Rapporto Paese sull’Italia di quest’anno ha individuato nell’ILVA di Taranto il principale candidato a livello nazionale per utilizzare il Just Transition Mechanism previsto dal Green Deal e ora incrementato in termini di risorse dallo Strumento per la Ripresa. Il rilancio produttivo e la riconversione in chiave più sostenibile e decarbonizzata del complesso siderurgico di Taranto, anche attraverso l’utilizzo di fonti rinnovabili e sistemi produttivi meno inquinanti, è uno dei progetti chiave su cui il Governo lavorerà in coordinamento con le imprese coinvolte.

L’edilizia è un altro settore per il rilancio dell’economia. La valorizzazione del patrimonio immobiliare della Pubblica Amministrazione potrà giocare un importante ruolo propulsivo per il settore delle costruzioni, incrementandone la produzione e l’occupazione e, quindi, la crescita complessiva dell’economia. In questo senso, anche gli edifici utilizzati dallo Stato Centrale saranno oggetto di un ampio piano di efficientemente energetico oltre che di revisione da un punto di vista sismico, contribuendo al riavvio del settore edile. La valorizzazione delle aree e degli edifici sottoutilizzati o abbandonati e l’utilizzo più efficiente degli spazi lavorativi potranno dare luogo a progetti di sviluppo sociale locale e alla liberazione di risorse per investimenti nel rispetto dell’equilibrio finanziario.

RIFORME FINALIZZATE AD ACCOMPAGNARE LA STRATEGIA DI RILANCIO.

L’amministrazione della giustizia più moderna e più efficiente. La durata dei procedimenti civili e penali è ancora eccessiva. Deve essere dunque ridotta mediante l’adozione di interventi di riforma processuale ed ordinamentale, potenziamento ed adeguamento delle risorse di personale, delle dotazioni strumentali e tecnologiche. Il miglioramento della qualità del servizio giustizia dovrà riguardare necessariamente il sistema penitenziario e dell’esecuzione della pena, con l’adozione di interventi di innovazione e modernizzazione delle strutture penitenziarie rispondenti ai più elevati standard di sicurezza, richiesti dall’attuale contesto. Il Codice civile deve essere aggiornato. Il diritto commerciale dovrà essere riformato e razionalizzato al fine di allineare le norme in materia di governo societario ai migliori standard internazionali.

Il sistema dell’istruzione ha bisogno di essere migliorato per innalzare i livelli di conseguimento educativo alla media dell’UE. L’istruzione di base abbisogna di un migliore allineamento alle esigenze dell’economia, in particolare in termini di educazione digitale e finanziaria, capacità di comunicazione e conoscenza dell’inglese e di altre lingue straniere. È inoltre necessario dotare le nuove generazioni di una maggiore conoscenza della Costituzione e del sistema politico e istituzionale nazionale e dell’Unione Europea.

La riforma fiscale sarà un altro importante capitolo del programma di rilancio. Il cuneo fiscale sul lavoro è troppo elevato e nel tempo si sono accumulate disparità di trattamento delle diverse fonti di reddito. Inoltre, il sistema fiscale è eccessivamente complesso e rappresenta un significativo onere burocratico per i privati e le imprese. Si punterà ad una riforma tributaria che migliori l’equità e l’efficienza e sia coerente con il principio di progressività sancito dalla Costituzione, riducendo le aliquote effettive sui redditi da lavoro e aumentando al contempo la propensione delle imprese ad investire e a creare reddito e occupazione.

Anche il sistema fiscale dovrà anche essere rivisto al fine di essere più coerente con gli obiettivi ambientali e sociali a livello nazionale e comunitario. Verrà rafforzato il contrasto all’evasione fiscale, promuovendo l’uso dei pagamenti digitali e migliorando ulteriormente le risorse tecnologiche, organizzative e umane delle agenzie fiscali e delle autorità di controllo.

Il trattamento dei dati personali. Il rispetto della privacy è un principio di grande rilevanza, anche costituzionale. Un principio fondamentale da difendere e il suo utilizzo ha finalità di interesse pubblico, quali la protezione della salute o il contrasto all’evasione fiscale e alla criminalità. La rimozione di ostacoli che attualmente impediscono il pieno utilizzo delle banche dati e delle capacità di calcolo disponibili all’interno della Pubblica Amministrazione è di importanza cruciale per migliorare l’efficacia e l’equità delle politiche pubbliche.

LA STRATEGIA DI RIENTRO DALL’ELEVATO DEBITO PUBBLICO

Al fine della crescita economica occorre un aggiornamento del Programma di stabilità al fine di un rientro del rapporto debito pubblico/PIL. La politica di bilancio punterà in primis al rilancio della crescita e poi ad una gestione della finanza pubblica che preservi il miglioramento ciclico dei saldi di bilancio e li rafforzi con opportune misure, guidandoli verso l’Obiettivo di Medio Termine. Il miglioramento del saldo primario deriverà dalla razionalizzazione della spesa pubblica, dal contrasto all’evasione fiscale, dalla revisione delle imposte ambientali e dall’abolizione dei sussidi ambientalmente dannosi, al netto delle risorse destinate a ridurre la pressione fiscale sui redditi da lavoro. Si prevede un rafforzamento delle agenzie fiscali e investimenti tecnologia. L’utilizzo dei pagamenti digitali verrà promosso e incentivato.

I.3 LE MISURE ADOTTATE PER L’EMERGENZA COVID-19

Con il D.L. n. 6/2020 sono state adottate misure mirate a contenere i focolai iniziali, la cd. ‘zona rossa’. Successivamente, con il perdurare dello stato di emergenza, si è resa necessaria e urgente l’adozione di provvedimenti di contenimento ancora più restrittivi e di misure straordinarie finalizzate a rafforzare le strutture del Servizio Sanitario.

Con il D.L. “Cura Italia” l’emergenza sanitaria è stata affrontata con una serie di interventi riguardanti in particolare il lavoro e il fisco, aumentando l’obiettivo di indebitamento netto fino a 20 miliardi.

Il decreto legge “Liquidità” ha introdotto misure di sostegno alle attività produttive salvaguardando la continuità aziendale. Si è prevista un’erogazione di credito all’economia per 400 miliardi (questi si sommano ai 350 già attivati).

Con il decreto “Rilancio”, con il quale si utilizzano tutte le risorse autorizzate dal Parlamento con l’approvazione del Documento di Economia e Finanza 2020. Si conferma l’attenzione per le misure a sostegno delle famiglie e delle imprese. Nuove risorse per circa 17 miliardi vengono destinate alla Cassa Integrazione e agli strumenti per l’integrazione salariale. Sono inoltre confermate ed estese le indennità per i lavoratori autonomi e viene introdotto il Reddito di Emergenza destinato alle famiglie più in difficoltà. Il termine per la sospensione dei licenziamenti viene spostato al 18 agosto.

Con riferimento alle tutele sociali, sono rafforzati i congedi parentali e il contributo economico straordinario per il pagamento di servizi di cura dei figli a domicilio (il cosiddetto Bonus baby-sitting); aumentano i giorni per l’assistenza a familiari disabili; vengono stanziati fondi per l’assistenza e i servizi per la disabilità.

In sintesi le principali misure introdotte dai decreti emergenziali e di sostegno:

Sistema Sanitario Nazionale, della Protezione civile e degli altri soggetti pubblici

  • Circa 8 miliardi per rafforzare il Sistema Sanitario e la Protezione Civile.

  • Finanziamento dell’aumento dei posti letto in terapia intensiva e nelle unità di pneumologia e malattie infettive per 3.500 unità aggiuntive nonché la riqualificazione di 4.225 posti letto di area semi-intensiva.

  • L’adozione da parte delle Regioni e le Province autonome di piani di potenziamento e riorganizzazione della rete assistenziale e di potenziamento dell’attività di sorveglianza attiva.

  • Possibilità delle Regioni, in caso si debba ricorrere temporaneamente a beni immobili per la gestione dell’isolamento dei contagiati dal virus, a stipulare contratti di locazione anche con strutture alberghiere.

  • Incremento delle risorse destinate alla remunerazione delle prestazioni correlate alle particolari condizioni di lavoro del personale dipendente delle aziende e degli enti del SSN impegnato all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

  • Adozione del Fascicolo Sanitario Elettronico su tutto il territorio nazionale per permettere un accesso diretto ai dati dei pazienti da parte degli esercenti delle professioni sanitarie.

  • Potenziamento della Sanità militare (risorse e incremento del personal).

Tutela del lavoro e dell’occupazione attraverso misure di sostegno a tutte le tipologie lavorative. Si è intervenuti con uno stanziamento di bilancio di circa 36,4 miliardi e con impatto sull’indebitamento netto per circa 27,9 miliardi per l’anno 2020.

Sostegno all’occupazione e ai lavoratori (31,1 miliardi con impatto sull’indebitamento netto per circa 23,4 miliardi per l’anno 2020):

  • integrazione salariale in costanza di rapporto di lavoro per uno stanziamento complessivo di circa 21,5 miliardi con impatto sull’indebitamento netto per circa 14,1 miliardi. (Cassa Integrazione (CIG) in deroga con causale specifica COVID-19);

  • trattamenti di disoccupazione ordinaria (NASpI) e per i collaboratori (DisColl), i trattamenti in essere tra il 1° marzo ed il 30 aprile sono prorogati per ulteriori due mesi, per un onere stimato in circa 0,6 miliardi e un impatto sull’indebitamento netto per circa 0,4 miliardi;

  • finanziamento al Fondo di solidarietà del settore del trasporto aereo pari a 0,2 miliardi per l’anno 2020 e pari a circa 0,1 miliardi a decorrere dall’anno 2021;

  • si estende a cinque mesi il termine entro il quale sono vietate le procedure di licenziamento;

  • per i contratti a tempo determinato, i termini per il rinnovo o la proroga dei contratti sono estesi, in deroga alla normativa vigente, fino al 30 agosto 2020.

  • I percettori degli ammortizzatori sociali e del Redito di Cittadinanza (RdC) potranno stipulare con i datori di lavoro del settore agricolo contratti a termine di durata non superiore a 30 giorni, rinnovabili per ulteriori 30, senza subire la perdita o la riduzione dei benefici percepiti, nel limite di un reddito lordo di 2.000 euro nel 2020.

  • contrastare il lavoro irregolare. I datori di lavoro possono concludere un contratto di lavoro subordinato con i cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale ovvero dichiarare la sussistenza di un rapporto di lavoro irregolare.

Sostegno alle famiglie (stanziamento complessivo di circa 5,4 miliardi con impatto sull’indebitamento netto per circa 4,5 miliardi):

  • A sostegno dei genitori lavoratori, a seguito della chiusura dei servizi educativi scolastici, è prevista la possibilità di usufruire di un congedo parentale straordinario per 30 giorni aggiuntivi, con un’indennità al 50 per cento del trattamento retributivo fino al 31 luglio 2020. (possibilità di chiedere un contributo economico statale straordinario per il pagamento di servizi di cura dei figli a domicilio, ‘Bonus baby-sitting’, nel limite massimo di 1.200 euro (aumentato fino a 2.000 euro per il personale del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) e le Forze dell’Ordine) utilizzabile anche per il pagamento di rette per la frequenza di centri estivi e di servizi integrativi per l’infanzia.

  • Estesa, per tutto il 2020, la platea di potenziali beneficiari della Carta della Famiglia ( famiglie con almeno tre figli conviventi e minori di 26 anni di età.)

  • Equipara a malattia il trattamento economico dei periodi di trascorsi in sorveglianza attiva o in permanenza domiciliare fiduciaria dai lavoratori del settore privato (circa 0,4 miliardi, con impatto su indebitamento netto pari a circa 0,3 miliardi).

  • Incrementato di 24 giorni complessivi il numero di giorni di permesso ex L. n. 104/1990 (circa 1,2 miliardi, con impatto su indebitamento netto stimato in circa 0,9 miliardi).

  • Il lavoro agile sarà la modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa nelle pubbliche amministrazioni.

  • 100 euro non tassabile ai lavoratori con reddito annuo lordo fino a 40.000 euro che, nel mese di marzo, abbiano svolto la propria prestazione sul luogo di lavoro (non in smart working).

  • Il ‘Bonus IRPEF’ di 80 euro per il 2020 e il trattamento integrativo fino a 100 euro introdotto spettante a partire dal 1 luglio 2020 ai lavoratori dipendenti, sono riconosciuti al lavoratore anche nel periodo in cui lo stesso abbia fruito delle misure a sostegno del lavoro connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19.

  • Si istituisce il Reddito di Emergenza (REM) destinato ai nuclei familiari in difficoltà e finora esclusi dagli attuali sussidi. (Lo stanziamento complessivo per il REM è di 955 milioni nel 2020)

  • Rifinanziamento, estensione ai lavoratori autonomi e semplificazione dell’utilizzo del fondo per mutui prima casa, eliminando la condizione legata al reddito ISEE.

  • Incremento del Fondo per le non autosufficienze di 90 milioni per l’anno 2020, e del Fondo per l’assistenza delle persone con disabilità grave prive di sostegno familiare per 20 milioni per il 2020.

  • sostegno alla liquidità e al credito per permettere alle imprese di fronteggiare l’emergenza e mantenere la propria capacità produttiva e di esportazione.

  • Moratoria sui prestiti.

  • Potenziamento del Fondo Centrale di Garanzia per le PMI, anche per la rinegoziazione dei prestiti esistenti.

  • Incremento delle risorse della sezione speciale del Fondo per le PMI dedicata all’imprenditoria femminile.

  • Garanzia dello Stato (per un ammontare di 500 milioni) a favore di CDP

  • Istituzione di un nuovo Fondo per la Promozione e il rifinanziamento (350 milioni) del Fondo 394/81, che eroga finanziamenti a tasso agevolato per la realizzazione di una serie di programmi per l’internazionalizzazione delle imprese.

  • Introduzione di un sistema di coassicurazione, in base al quale gli impegni derivanti dall’attività assicurativa di SACE sono assunti dallo Stato per il 90 per cento e dalla stessa società per il restante 10 per cento.

  • È stato introdotto un contributo a fondo perduto a favore dei soggetti esercenti attività d’impresa e di lavoro autonomo, titolari di partita IVA, con fatturato nell’ultimo periodo d’imposta inferiore a 5 milioni e che abbiano subito una caduta dei ricavi superiore ad un terzo in aprile in confronto allo stesso mese del 2019.

Per supportare il rafforzamento patrimoniale delle società di capitali di medie dimensioni che non operino nei settori bancario, finanziario e assicurativo sono introdotte tre misure:

  • ai soggetti che effettuano conferimenti in denaro partecipando all’aumento del capitale sociale spetta un credito d’imposta pari al 20 per cento dell’investimento.

  • un credito d’imposta pari al 50 per cento delle perdite eccedenti il 10 per cento del patrimonio netto, al lordo delle perdite stesse, fino a concorrenza del 30 per cento dell’aumento di capitale effettuato;

  • l’incentivo spetta alle imprese con un ammontare di ricavi superiore a dieci milioni e con un numero di occupati inferiore a 250. Viene istituito un fondo per il sostegno e il rilancio del sistema economico-produttivo italiano, denominato Fondo Patrimonio PMI finalizzato a sottoscrivere entro il 31 dicembre 2020 obbligazioni o titoli di debito di nuova emissione emessi dalle società;

  • per le grandi imprese, Cassa depositi e prestiti S.p.a. viene autorizzata alla costituzione di un patrimonio destinato, denominato ‘Patrimonio Rilancio’ le cui risorse saranno impiegate per il sostegno e il rilancio del sistema economico produttivo italiano.

Al fine di ridurre le spese che le imprese avrebbero dovuto comunque affrontare anche in regime di chiusura di attività e favorire il processo di investimento nella continuità aziendale:

  • si istituisce un credito d’imposta nella misura del 60 per cento dell’ammontare mensile del canone di locazione di immobili a uso non abitativo destinati allo svolgimento dell’attività lavorativa

  • si riduce la spesa sostenuta dalle utenze elettriche connesse

  • si costituisce un Fondo per il trasferimento tecnologico finalizzato alla promozione di iniziative e investimenti delle start-up innovative

  • viene potenziata la capacità dei piani di risparmio a lungo termine (PIR) di convogliare risparmio privato verso il mondo delle imprese

  • si proroga dal 30 giugno al 31 dicembre 2020 il termine di consegna dei beni strumentali nuovi ai fini della maggiorazione dell’ammortamento (cd. Superammortamento)

  • si prevede un credito di imposta pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020, per un massimo di 80.000 euro, per l’adeguamento degli ambienti di lavoro e un credito d’imposta in misura pari al 60 per cento delle spese sostenute nel 2020 per la sanificazione degli ambienti di lavoro e l’acquisto di dispositivi di protezione individuale, spettante fino a un massimo di 60.000 euro per ciascun beneficiario.

Misure in ambito di adempimenti fiscali e di imposizione tributaria:

  • Soppressione degli aumenti di IVA.

  • Esenzione dal versamento del saldo dell’IRAP dovuta per il 2019 e della prima rata dell’acconto dell’IRAP dovuta per il 2020 per i contribuenti con un volume di ricavi o compensi compresi tra 0 e 250 milioni;

  • Esenzione dal versamento della prima rata dell’IMU in scadenza il 16 giugno 2020 per i possessori di alberghi e pensioni nonché di immobili destinati ad ’agriturismo, villaggi turistici, stabilimenti balneari e altri del settore;

  • Esonero dal pagamento della tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP), dal 1° maggio fino al 1° novembre 2020, per le imprese di pubblico esercizio, titolari o richiedenti concessioni di suolo pubblico;

  • Riduzione IVA sui beni necessari al contenimento e gestione dell’epidemia: dal 22 per cento al 5 per cento su beni e dispositivi medici e di protezione individuale come ventilatori polmonari, mascherine e altri presidi per la sicurezza dei lavoratori. Fino al 31 dicembre 2020, la vendita degli stessi beni assoggettata ad aliquota zero;

  • Detrazione nella misura del 110 per cento delle spese sostenute tra il 1° luglio 2020 e il 31 dicembre 2021 per specifici interventi volti ad incrementare l’efficienza energetica degli edifici (ecobonus), la riduzione del rischio sismico (sismabonus) e per interventi ad essi connessi relativi all’installazione di impianti fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici;

  • sospensione o la proroga di alcuni pagamenti o scadenze fiscali;

  • viene prorogato dal 31 maggio al 31 agosto 2020 del periodo di sospensione delle attività dell’agente della riscossione;

  • si introducono alcune modifiche alla disciplina degli indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA) per adeguare la normativa.

Altre misure hanno riguardato il settore bancario e assicurativo ed in particolare:

  • Sottoscrizione semplificata dei contratti bancari.

  • Incentivo alle imprese bancarie e industriali a cedere i loro crediti incagliati o deteriorati mediante la conversione delle loro Attività Fiscali Differite (DTA) in crediti di imposta;

  • Disposizioni in materia di GACS per agevolare eventuali modifiche del regolamento dei titoli o dei contratti concordate tra le parti dell’operazione;

  • Rafforzamento dei Confidi per le micro imprese.

Numerose sono state inoltre le misure per il sostegno alle imprese operanti nel settore dei trasporti.

Il turismo è probabilmente il settore maggiormente penalizzato dalla crisi. Di seguito le misure adottate:

  • Tax credit vacanze per il 2020 è riconosciuto un credito di imposta per le famiglie che abbiano un reddito ISEE fino a 40 mila euro.

  • Fondi istituiti per il sostegno del settore turistico e culturale.

  • Il MIBACT è autorizzato a spendere 100 milioni per il 2020 per indennizzare musei e luoghi della cultura statali delle mancate entrate da bigliettazione.

  • misure specifiche per il sostegno all’editoria come il credito d’imposta per gli investimenti pubblicitari e per i servizi digitali, nonché misure di ristoro per gli edicolanti.

Per il settore agricolo e della pesca i decreti hanno previsto diverse azioni di sostegno, oltre a quelle specifiche relative al mercato del lavoro (CIG e RdC), tra le quali alcune sono:

  • Aumento dal 50 al 70 per cento della percentuale degli anticipi spettanti alle imprese che hanno diritto ad accedere ai contributi PAC.

  • Stanziamento di 100 milioni, al fine di assicurare la continuità aziendale delle imprese agricole, della pesca e dell’acquacoltura

  • 350 milioni a favore di ISMEA per la concessione di garanzie in favore delle imprese agricole e della pesca.

  • Istituzione del ‘Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi’, con una dotazione di 500 milioni, finalizzato all’attuazione di interventi di ristoro per i settori che hanno maggiormente risentito della crisi.

MISURE IN MATERIA DI ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA

il D.L. n.22/2020 che disciplina le operazioni relative alla chiusura dell’anno scolastico e all’avvio del nuovo anno. In corrispondenza della sospensione delle attività didattiche, i docenti hanno assicurato comunque le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando strumenti informatici o tecnologici a disposizione. Per assicurare una ripresa dell’attività scolastica in condizioni di sicurezza e in modo adeguato alla situazione epidemiologica il Governo ha introdotto importanti misure a tutela degli studenti, del personale ATA, del corpo docente e dei dirigenti. Tra queste:

  • Incremento del fondo per il funzionamento delle istituzioni scolastiche di 331 milioni per il 2020.

  • Istituito il ‘Fondo per l’emergenza epidemiologica da COVID-19’ (400 milioni nel 2020 e 600 milioni nel 2021) al fine di contenere il rischio epidemiologico in relazione all’avvio dell’anno scolastico 2020/2021.

  • ai soggetti pubblici e privati che gestiscono in via continuativa i servizi educativi del sistema integrato è erogato un contributo complessivo di 65 milioni nell’anno 2020 a copertura della riduzione o del mancato pagamento delle rette. Inoltre, sono stanziati 70 milioni a copertura della riduzione o del mancato pagamento delle rette per le scuole primarie e secondarie paritarie.

  • E’ istituito il ‘Fondo per le esigenze emergenziali del sistema dell’Università’ al fine di sostenere l’accesso da remoto a banche dati ed a risorse bibliografiche, per l’acquisto di dispositivi digitali o piattaforme digitali per la ricerca o la didattica a distanza e per altre esigenze legate all’emergenza epidemiologica.

  • Risorse aggiuntive sono state destinate al fine di allargare la platea degli studenti universitari con l’esenzione totale o parziale del contributo onnicomprensivo annuale ed altri benefici per il diritto allo studio. Per i dottorandi titolari di borse di studio, possibilità di presentare richiesta di proroga non superiore a due mesi, mentre per gli assegnisti di ricerca è prevista la possibilità di prolungare il proprio assegno per il periodo di tempo corrispondente alla eventuale sospensione dell’attività di ricerca, nei limiti delle risorse disponibili per i rispettivi progetti.

  • stabilizzazione di 16 mila insegnanti e l’assunzione di 4000 nuovi ricercatori.

Per il sostegno al Mezzogiorno e lo sviluppo delle aree sottoutilizzate sono adottate le seguenti misure:

  • A decorrere dal 1° febbraio 2020 e per gli anni 2020 e 2021, le risorse Fondo Sviluppo e Coesione dei cicli programmatori 2000-2006, 2007-2013 e 2014-2020 possono essere in via eccezionale destinate ad ogni tipologia di intervento a carattere nazionale, regionale o locale connessa a fronteggiare l’emergenza sanitaria, economica e sociale.

  • L’aumento delle anticipazioni del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020 con la possibilità di richiedere il 20 per cento delle risorse assegnate ai singoli interventi, qualora questi ultimi siano dotati di progetto esecutivo approvato.

  • Si incrementano le risorse del ‘Fondo di sostegno alle attività economiche nelle aree interne’ per 60 milioni nel 2020 e 30 milioni in ognuno degli anni 2021 e 2022.

  • Il credito di imposta per gli investimenti nelle attività di ricerca e sviluppo nel Mezzogiorno passa dal 12 al 25 per cento per le grandi imprese, dal 12 al 35 per cento per le medie imprese e dal 12 al 45 per cento per le piccole imprese con un onere complessivo di 48,5 milioni per ciascuno degli anni dal 2021 al 2023.

  • I beneficiari della misura ‘Resto al Sud’ potranno usufruire di un contributo a fondo perduto a copertura del fabbisogno di capitale circolante pari a: i) 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale; ii) 10.000 euro per ciascun socio dell’impresa beneficiaria costituita in forma societaria, fino ad un importo massimo di 40.000 euro.

  • Si stanziano inoltre 100 milioni per il 2020, di cui 20 riservati ad interventi per il contrasto alla povertà educativa, per il sostegno al terzo settore nelle Regioni del Mezzogiorno e 20 milioni per il 2021.

I.4 RACCOMANDAZIONI DEL CONSIGLIO E STRATEGIA DI CRESCITA SOSTENIBILE

Nel Country Report 2020 sull’Italia la Commissione Europea affronta le principali vulnerabilità del Paese che risiedono nell’elevato debito pubblico e nella bassa crescita della produttività (il debito pubblico pari al 134,8 per cento del PIL sia nel 2018 che nel 2019 rappresenta un rilevante squilibrio macroeconomico di medio-lungo termine). In conseguenza degli squilibri macroeconomici sopra descritti, a luglio 2019 il Consiglio Europeo ha fissato le raccomandazioni per l’Italia che riguardano quattro aree principali di azione:

RACCOMANDAZIONE 1. Si raccomanda di perseguire la riduzione del rapporto debito/PIL, la revisione della spesa pubblica e la riforma della tassazione, nonché di non invertire precedenti riforme in materia pensionistica e di ridurre la spesa pensionistica.

RACCOMANDAZIONE 2. Si raccomanda di proseguire: nel contrasto al lavoro sommerso e nel miglioramento delle politiche attive del lavoro, sia come sostegno alla ricerca di lavoro, sia come potenziamento del sistema di formazione; nel sostegno all’occupazione femminile e alla famiglia; nel miglioramento della qualità dell’istruzione con investimenti mirati, in particolare, al rafforzamento delle competenze digitali.

RACCOMANDAZIONI 3 e 4. Si raccomanda l’aumento delle risorse per la ricerca, l’innovazione, la digitalizzazione e le infrastrutture, l’efficienza della Pubblica Amministrazione, la gestione delle aziende partecipate dalla PA, il funzionamento della giustizia e la promozione della concorrenza nel settore privato.

RACCOMANDAZIONE 5. Si raccomanda di favorire la ristrutturazione dei bilanci delle banche e migliorare l’accesso delle imprese ai mercati finanziari.

  1. SCENARIO MACROECONOMICO

II.1. SINTESI DEL QUADRO MACROECONOMICO

All’inizio del 2020 le prospettive per lo scenario internazionale apparivano in graduale miglioramento. Su tale scenario si è innestata l’emergenza sanitaria legata alla pandemia da COVID-19. Nel 2019 l’economia italiana è cresciuta dello 0,3 per cento, in rallentamento rispetto all’anno precedente. Con la diffusione dell’emergenza sanitaria, a partire dal mese di marzo 2020, tutti gli indicatori disponibili tracciano una brusca inversione di rotta. Nel primo trimestre il PIL è calato del 5,3 per cento sul trimestre precedente e del 5,4 per cento nei confronti del primo trimestre 2019 con riduzioni tendenziali dell’8,8 per cento degli investimenti fissi lordi e del 7,5 per cento delle esportazioni. ci si attende un parziale recupero del PIL già a partire dal terzo trimestre, che si prolungherà fino alla fine dell’anno. Nello scenario tendenziale, per il 2020 si stima che l’economia registrerà una caduta del PIL reale di otto punti percentuali in termini grezzi. Per il 2021 si prospetta un parziale recupero del PIL reale pari a +4,7 per cento.

II.2 IMPATTO MACROECONOMICO DEL GREEN AND INNOVATION DEAL

Il Piano Green and Innovation Deal (GRIND) ha l’obiettivo di portare il Paese verso la crescita economica e occupazionale garantendo la sostenibilità della finanza pubblica attraverso stanziamenti di ingenti risorse nella Legge di Bilancio per il 2020 (L. n. 160/2019), destinate ad investimenti pubblici e alla promozione di quelli privati con particolare attenzione alla sostenibilità ambientale, all’efficientamento e al rinnovo degli edifici pubblici e privati, nonché all’innovazione tecnologica.

I maggiori stanziamenti verrebbero impegnati per investimenti pubblici diretti ed incentivi per i privati:

  • gli investimenti pubblici diretti sono gli interventi infrastrutturali a carico delle Amministrazioni pubbliche, come ad esempio, la manutenzione della rete viaria e le misure orientate alla messa in sicurezza del territorio;

  • le misure indirette riguardano i) incentivi agli investimenti privati, ovvero, i fondi per il Green New Deal; ii) crediti di imposta e altri incentivi per le imprese11; iii) bonus fiscali per riqualificazione del patrimonio immobiliare12. Per il calcolo degli investimenti privati attivati dal programma si sono adottate le seguenti ipotesi: i) un effetto leva pari a cinque delle risorse stanziate per il Green New Deal sugli investimenti13; ii) un incremento degli investimenti privati derivato endogenamente dalla variazione degli incentivi alle imprese14; (iii) un impatto delle detrazioni fiscali sugli investimenti in linea con quanto previsto nella relazione tecnica alla Legge di Bilancio. L’aumento degli investimenti pubblici e privati rafforzerebbe il sistema produttivo, portando una maggiore competitività e l’aumento delle esportazioni. Allo stesso tempo, la maggiore domanda avrebbe un effetto positivo sulle importazioni, generando un lieve peggioramento del saldo della bilancia commerciale nell’orizzonte di simulazione.

L’aumento degli investimenti pubblici e privati rafforzerebbe il sistema produttivo, portando una maggiore competitività e l’aumento delle esportazioni. Allo stesso tempo, la maggiore domanda avrebbe un effetto positivo sulle importazioni, generando un lieve peggioramento del saldo della bilancia commerciale.

  1. LA STRATEGIA DI RIFORMA NELLE AREE PRIORITARIE E L’ATTUAZIONE DELLE RACCOMANDAZIONI SPECIFICHE (CSR)

L’emergenza sanitaria ha spinto il Governo a varare tempestivamente una serie di misure di sostegno all’economia al fine di ritornare ad una crescita sostenuta ed inclusiva e dare impulso alla produttività. Sarà necessario attivare un piano, di medio-lungo termine, ambizioso e credibile di riforme strutturali, mirato a innalzare il potenziale di crescita e ponendo attenzione alle istanze sociali e ambientali.

Il Programma è organizzato su cinque ambiti di riforma, strettamente collegati fra loro e allineati con la Strategia annuale di crescita sostenibile 2020 (ASGS 2020) e le Raccomandazioni indirizzate dal Consiglio all’Italia (CSR) nel luglio 2019 e all’Area Euro (CSR-Area Euro) nel dicembre 2019.

UN NUOVO SISTEMA FISCALE PRO-CRESCITA

Fisco: Con la legge di bilancio 2020 è stato compiuto un passo verso l’alleggerimento della pressione fiscale sterilizzando 23,1 miliardi di aumenti dell’IVA e delle accise originariamente previsti per gennaio 2020 e finanziando il taglio del cuneo fiscale sul lavoro, successivamente attuato con il D.L. n.3/2020.18.Attraverso il D.L. “Rilancio”, il Governo ha deciso di disattivare anche tutti gli aumenti di IVA e accise previsti a titolo di clausola di salvaguardia. Anche le raccomandazioni della Commissione Europea insistono su una revisione della tassazione al fine di trasferire l’onere fiscale dal lavoro ad altre voci.

Costo del lavoro: In Italia, l’elevato cuneo fiscale – pari in media al 48 per cento del costo del lavoro19- rappresenta un carico strutturale che richiede interventi diretti a favorire sia maggiori margini di competitività alle imprese, sia ad offrire una retribuzione proporzionata e dignitosa al lavoratore. La Legge di Bilancio per il 2020 ha istituito un apposito Fondo con una dotazione di 3 miliardi nel 2020 (5 miliardi a partire dal 2021) per aumentare l’importo netto che i lavoratori ricevono in busta paga, a parità di costo per il datore di lavoro. Con il D.L. di fine gennaio20 sono stati stanziati i tre miliardi per il 2020 per la riduzione del cuneo fiscale sugli stipendi dei lavoratori dipendenti; tali risorse sono state destinate a rideterminare l’attuale ‘Bonus IRPEF’ di 80 euro aumentandone l’importo ed estendendo la platea dei percettori. Infatti, a partire dal primo luglio 2020, il Bonus IRPEF salirà fino ad un massimo di 100 euro netti al mese e verrà corrisposto fino ad un reddito annuo complessivo pari a 40.000 euro, con un allargamento della platea dei percettori, che passerà da 11,7 a 16 milioni di lavoratori.

Il prossimo passo consisterà in una riforma complessiva della tassazione diretta e indiretta, finalizzata a disegnare un fisco equo, semplice e trasparente per i cittadini, che riduca in particolare la pressione fiscale sui ceti medi e le famiglie con figli e acceleri la transizione del sistema economico verso una maggiore sostenibilità ambientale e sociale.

WEB tax. Da gennaio 2020, una Web tax si inserisce nell’ambito delle misure fiscali orientate a perseguire obiettivi di efficienza e di equità e riguarda le imprese digitali, spesso multinazionali, con un fatturato rilevante nel Paese che sostanzialmente oggi sfuggono all’imposizione.

SPENDING REVIEW

Per quanto concerne la revisione della spesa il Governo intende avviare una nuova fase della spending review che tragga spunto dalla crisi attuale per riallocare ed efficientare la spesa anche alla luce dei guadagni di produttività realizzabili attraverso la digitalizzazione e lo snellimento delle procedure burocratiche.

CONTRASTO ALL’EVASIONE

La riduzione del tax gap rappresenta un obiettivo prioritario del Governo attraverso l’attuazione delle misure finalizzate a garantire maggiore efficacia dell’azione di contrasto all’evasione fiscale già introdotte con precedenti provvedimenti e che stanno dispiegando i loro effetti. Tra queste, si ricordano l’introduzione degli indici sintetici di affidabilità (ISA), la previsione dell’obbligo generalizzato della fatturazione elettronica e della trasmissione telematica dei corrispettivi. Più di recente, il decreto legge 26 ottobre 2019, n. 124, collegato alla Legge di Bilancio per il 2020, ha previsto misure per inasprire le pene per i grandi evasori, contrastare l’illecita somministrazione di manodopera e l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie (evadendo così l’IVA e non versando le ritenute sui redditi dei lavoratori), rafforzare gli strumenti di contrasto alle frodi nel settore dei carburanti e per contrastare l’evasione e l’illegalità nel settore dei giochi. Agendo contemporaneamente sulle due leve – azioni di policy ed efficientamento delle performance dell’Amministrazione finanziaria – sarà possibile ridurre il tax gap.

SOCIETÀ PARTECIPATE

E’ emersa la necessità di una rivisitazione del Testo Unico per individuare appropriati criteri di misurazione della capacità gestionale delle aziende pubbliche, finalizzati ad assicurare obiettivi di recupero di efficienza, tali da riflettersi positivamente sulla valorizzazione delle partecipazioni detenute dai soci pubblici. Si intende anche consolidare la collaborazione con l’Autorità Nazionale Anticorruzione, l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e la Corte dei Conti, pur nel rispetto delle relative competenze.

VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO

Le politiche di valorizzazione sono articolate in funzione della natura dei cespiti e della tipologia di strumento e coinvolgono tutti i livelli istituzionali, sia in ambito centrale sia locale. Accanto alle valorizzazioni dirette, che sono attuate tramite cessione sul mercato o conferimento a fondi immobiliari, vengono quindi condotte operazioni di gestione più efficiente di beni immobili in uso (razionalizzazione degli spazi, locazioni) e vengono trasferiti alle Amministrazioni Regionali e Locali beni immobili statali non più utili per finalità istituzionali. In relazione alle valorizzazioni dirette (cessione sul mercato o conferimento a fondi immobiliari), sulla base del Piano straordinario di dismissioni, previsto dalla Legge di Bilancio per il 2019 e adottato con Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (DPCM) del 10 luglio 2019, l’Agenzia del Demanio sta proseguendo nella alienazione degli immobili inclusi nel Programma di dismissioni immobiliari individuati con Decreto ministeriale 28 giugno 2019.

POLITICHE ATTIVE DEL LAVORO E CENTRI PER L’IMPIEGO

Come rilevato dagli ultimi dati diffusi dall’ISTAT, ad aprile 2020 il tasso di occupazione si colloca al 57,9 per cento, in diminuzione di 1,1 punti percentuali rispetto ad aprile 2019.

Il calo dell’occupazione si concentra nei rapporti di lavoro a tempo determinato e nel lavoro indipendente, che rappresentano i primi effetti della emergenza COVID-19. Di conseguenza, il tasso di inattività si è attestato ad aprile 2020 al 38,1 per cento, il massimo da giugno 2011 e con un incremento di 4,0 punti rispetto ad aprile 2019.

Con riferimento alla fascia 15-24 anni, tra febbraio e aprile 2020 il numero di inattivi è cresciuto di 224 mila unità e il tasso di inattività ha raggiunto il 78,6 per cento, il massimo dall’inizio della serie mensile nel 2004 con un incremento di 5,4 punti rispetto ad aprile 2019. Il tasso di disoccupazione si è ridotto ad aprile 2020 al 6,3 per cento, 3,9 punti percentuali in meno rispetto ad aprile 2019. La fascia di età 15-24 anni registra ad aprile 2020 un tasso di disoccupazione del 20,3 per cento con una riduzione di 10,1 punti percentuali rispetto ad aprile 2019.

L’attuazione del piano straordinario di potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro (CPI), costituisce una priorità politica del Programma di Governo e si sostanzia in un piano di investimenti per la riqualificazione della rete di servizi per il lavoro e dei servizi sociali. Ciò avverrà principalmente attraverso il potenziamento delle unità di personale dei centri per l’impiego (sono previste 11.600 assunzioni nel triennio) oltre a interventi di carattere infrastrutturale. E’ evidentemente necessario che i territori si dotino di nuove ed adeguate sedi; ma in un quadro così dinamico, investimenti sono necessari anche nella formazione del personale, nei sistemi informativi, nella costituzione di una Rete nazionale di Osservatori sul mercato del lavoro, nella comunicazione ai cittadini sui servizi offerti dai CPI.

Al 1° marzo 2020, 65.302 percettori del RdC – pari al 20 per cento dei beneficiari che hanno sottoscritto un Patto di Servizio presso i centri per l’impiego – sono stati assunti. Il 62 per cento circa dei contratti sottoscritti è risultato a tempo determinato e il 18 per cento a tempo indeterminato. Il restante 20 per cento risulta essere stato assunto con ‘altri contratti’, nei quali rientrano la somministrazione, le collaborazioni ed altre fattispecie di breve durata. La distribuzione per titolo di studio evidenzia come i beneficiari del RdC con al massimo la licenza media – pari al 67 per cento di coloro che vengono inviati ai centri per l’impiego – rappresentano oltre la metà di coloro che hanno sottoscritto un contratto di lavoro.

Il Governo proseguirà nella sperimentazione avviata sull’assegno individuale di ricollocazione come misura di politica attiva del lavoro erogata sul territorio tramite la rete pubblica-privata dei servizi per il lavoro. Tra le misure di inclusione sociale e protezione del lavoro, il cd. ‘Decreto Rider” prevede l’estensione dell’ambito di applicazione della disciplina dei rapporti di lavoro subordinato e delle tutele assistenziali e previdenziali ai rapporti di collaborazione con prestazioni personali e continuative, organizzate mediante le piattaforme digitali.

CONTRATTAZIONE DECENTRATA E RIORDINO DEI LIVELLI DELLA CONTRATTAZIONE

Le misure di sostegno alla contrattazione collettiva di secondo livello si inseriscono in un più ampio progetto di rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale e di integrazione dei diversi ambiti e livelli di negoziazione anche al fine di contrastare il dumping contrattuale. In tale ottica si colloca anche la proposta di istituzione di un salario minimo quale strumento di sostegno del potere d’acquisto dei salari e vettore di protezione e rafforzamento della contrattazione collettiva nazionale nei settori più deboli e a basso tasso di sindacalizzazione nei quali strutturalmente non opera la contrattazione di secondo livello.

Anche al fine di monitorare il mercato del lavoro sarà, inoltre, istituito l’osservatorio nazionale del mercato del lavoro. Sempre attraverso il dialogo con le parti sociali e istituzionali verranno, inoltre, promossi diversi interventi in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro tra i quali rientra la realizzazione di un piano straordinario lanciato con l’istituzione, a settembre scorso, di un apposito tavolo di lavoro30 sul tema. L’obiettivo è quello di dare completa attuazione e aggiornare il Testo Unico per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro specialmente nella fase di riapertura post pandemia. Le esigenze sanitarie emerse durante la crisi pandemica hanno evidenziato la necessità di una rimodulazione dell’orario di lavoro e dell’introduzione di nuove modalità di svolgimento della prestazione lavorativa che concilino le esigenze sanitarie, di flessibilità e di produttività (cfr. par. I.3). Per rispondere a tali esigenze è stato incentivato il lavoro agile e istituito il ‘Fondo Nuove Competenze’ che consente alle parti sociali di stipulare specifiche intese di rimodulazione dell’orario con cui quota parte dell’orario di lavoro viene destinata a specifici percorsi formativi. Le ore non lavorate e destinate alla formazione sono a carico della finanza pubblica ivi compresi gli oneri contributivi e previdenziali e la remunerazione dei formatori.

POLITICHE PER L’ELIMINAZIONE DEI DIVARI DI GENERE

Tra gli obiettivi prioritari definiti dal Governo rientrano le politiche a favore del rafforzamento della partecipazione delle donne al mercato del lavoro e il rispetto del principio costituzionale della parità di genere nelle retribuzioni.Tali misure verranno rafforzate con una estensione triennale dello sgravio contributivo, potenziandolo nelle aree dove maggiore è il fenomeno di un basso livello di occupazione femminile (come annunciato nel Piano per il Sud 2030). Tra gli obiettivi del Governo rientra, inoltre, il rafforzamento degli strumenti di trasparenza retributiva esistenti in Italia (art. 46 del Codice delle Pari Opportunità, di cui al D.Lgs. 198 del 2006) al fine di eliminare i divari retributivi (gender pay gap) dovuti alle discriminazioni di genere, anche in linea con la recente indicazione della Commissione Europea, contenuta nella nuova “Strategia europea per l’uguaglianza di genere 2020-2025”, di introdurre misure vincolanti a favore della trasparenza retributiva entro il 2020. proseguiranno, altresì, gli interventi volti a promuovere la piena partecipazione delle donne ai processi decisionali e più in generale alla vita economica e politica.

SISTEMA SCOLASTICO E VALORIZZAZIONE DELLA FORMAZIONE

La necessità di assicurare a tutti gli studenti la prosecuzione dell’anno scolastico ha fatto sì che la didattica a distanza sia divenuta l’oggetto privilegiato di attenzione operativa, da realizzare. La necessità di offrire agli studenti di tutte le scuole del territorio nazionale l’opportunità di fruire di didattica a distanza riducendo il più possibile il digital divide, ha imposto una dettagliata azione di interventi che si sono concretizzati nel garantire – attraverso specifiche azioni di finanziamento – l’acquisto di strumenti tecnologici, una maggiore connettività, l’incremento di personale tecnico nelle scuole del primo ciclo di istruzione e la pianificazione di nuova formazione per il personale docente.

Entro due anni, tutte le scuole statali superiori e medie dell’intero territorio nazionale saranno connesse con collegamenti in fibra ottica a Gbps, necessari per l’adozione di forme sistemiche di teledidattica. Lo stesso è previsto per le scuole primarie e quelle dell’infanzia ricadenti nelle cosiddette ‘aree bianche’. La connettività sarà gratuita per 5 anni e sarà inclusa la manutenzione delle reti.

Sono previsti inoltre voucher per le famiglie che saranno di due tipologie in base alla fascia di reddito di appartenenza: è previsto infatti un contributo massimo di 200 euro per connessioni veloci per le famiglie con ISEE sopra i 20.000 euro e un contributo massimo di 500 euro per connessioni veloci e per l’acquisto di tablet e pc per le famiglie con ISEE sotto i 20.000 euro.

Il Governo ha individuato aree ad esclusione sociale caratterizzata da povertà educativa minorile e dispersione scolastica, nonché da un elevato tasso di criminalità minorile. Queste aree rientrano nelle azioni previste dalla programmazione PON Scuola 2014-2020 che si intende

Tra le azioni intraprese per rispondere alla sfida emergenziale, si segnala che sono state potenziate le risorse per il Piano scuole – nell’ambito del Piano banda ultralarga – passando a 400 milioni dai 200 stanziati in precedenza, e sono stati previsti interventi per rafforzare la connettività delle scuole portando in più di potenziare anche nella prossima programmazione (2021-2027).

In relazione alle dotazioni strutturali, vi sono grandi problemi di sicurezza dal punto di vista dell’edilizia scolastica nelle zone interessate dalle calamità naturali, ma anche in tutte le altre Regioni italiane. Per assicurare la messa in sicurezza del patrimonio edilizio il Governo ha reperito importanti risorse che coadiuveranno anche lo sviluppo delle progettazioni.

L’Italia è considerata un Paese all’avanguardia nell’ambito del G20 avendo aperto la strada ad un modello di inclusione trasversale, cioè la possibilità che le diversità nelle abilità non siano un problema dal punto di vista dell’inclusione e dell’integrazione. Tuttavia, le problematiche in questo senso sono molte: cattedre di sostegno scoperte, comunità scolastiche non formate all’inclusione in senso trasversale, insegnanti di sostegno non formati in quell’ambito e quindi in attesa di poter entrare di ruolo nella cattedra di riferimento.

Al fine di assicurare agli studenti con disabilità una maggiore continuità didattica, saranno intraprese misure per aumentare il numero degli insegnanti di sostegno di ruolo anche attraverso la stabilizzazione di una quota considerevole dei posti di sostegno, da realizzare attraverso un allargamento dei posti in organico di diritto, riducendo quindi in egual misura quelli in organico di fatto, anche con l’intento di limitare il ricorso a posti in deroga. I corsi di specializzazione sul sostegno saranno banditi continuativamente e annualmente, e saranno intraprese iniziative formative atte a far acquisire ai docenti a tempo indeterminato competenze in materia di didattica e metodologia inclusiva. Per affrontare tale problematica è stato riattivato l’Osservatorio sull’inclusione e sono stati stanziati 5 milioni non soltanto per la formazione degli insegnanti di sostegno ma anche per la formazione del personale scolastico in generale.

Proprio perché la scuola è un’istituzione, si deve arrivare a garantire il tempo pieno in tutta Italia e condizioni agevoli nelle classi. Classi soprannumerarie, strutture fatiscenti, numeri eccessivi e ragazzi con disabilità senza un sostegno formato si scontrano con l’obiettivo necessario di innovazione. Verranno intraprese azioni rivolte alla promozione e diffusione delle metodologie che superino la lezione frontale e privilegino una partecipazione diretta degli studenti nella costruzione del sapere.

Risulta decisiva l’istituzione di percorsi di abilitazione ordinamentali all’insegnamento per la scuola secondaria di primo e secondo grado che mettano a frutto le pregresse esperienze di collaborazione tra istituzioni scolastiche e accademiche, ma che soprattutto siano preordinati al raggiungimento, da parte degli aspiranti, di un preciso standard formativo pedagogico, didattico, disciplinare, anche con riferimento alla capacità di utilizzo delle tecnologie per l’informazione e la comunicazione per la didattica. Da questo punto di vista, un esempio di eccellenza è offerto dai corsi di laurea in Scienze della Formazione primaria, preordinati all’abilitazione per la scuola dell’infanzia e primaria, che da oltre vent’anni offrono la possibilità di sperimentare il valore delle sinergie tra preparazione accademica e sperimentazione sul campo concreto della realtà delle classi.

Allo scopo di valorizzare al meglio la dirigenza scolastica e di sostenerla e accompagnarla per tutto l’arco della carriera professionale, si procederà alla riconfigurazione dell’attuale modello di valutazione e formazione in servizio in base all’esperienza condotta sui territori.

Nuove misure sono allo studio al fine di accelerare il processo di digitalizzazione attraverso l’implementazione di ambienti di apprendimento innovativi forniti di adeguate soluzioni tecnologiche e di dispositivi digitali per la didattica, il potenziamento della formazione dei docenti, del personale scolastico e degli studenti sulle tematiche dell’innovazione digitale, l’adozione di metodologie didattiche innovative integrate con le nuove tecnologie. L’innovazione digitale rappresenta un elemento essenziale a supporto del processo di semplificazione, dematerializzazione, ridefinizione e miglioramento dell’attività amministrativa non solo delle istituzioni scolastiche autonome, ma anche dell’Amministrazione centrale. Saranno intraprese azioni per ridurre il carico di lavoro delle istituzioni scolastiche, attraverso la razionalizzazione: i) delle numerose piattaforme di rilevazione con le quali si interagisce con l’Amministrazione centrale; ii) delle procedure di gestione della carriera del personale, implementando un sistema unico che contempli la gestione del dipendente dal momento in cui entra nell’amministrazione; iii) delle procedure di mobilità ordinaria e straordinaria; iv) della formazione continua fino alla cessazione dal servizio.

Per quanto riguarda l’obiettivo della sostenibilità verranno realizzate una serie di iniziative – alcune già avviate – in collaborazione con le imprese, ad esempio sul bilancio energetico scolastico, sulla formazione degli studenti alle nuove tecnologie rinnovabili, sull’utilizzo dei finanziamenti e delle risorse per la ex alternanza scuola-lavoro, sui nuovi percorsi di orientamento nelle scuole che abbiano una traiettoria green e di sostenibilità ambientale.

Infine, sarà cruciale lottare contro il precariato e introdurre un sistema di reclutamento più lineare.

Dopo 16 anni, viene anche aperto un nuovo concorso per i docenti di religione cattolica. Il bando darà un peso all’esperienza pregressa di lavoro, riconoscendo un punteggio al servizio svolto e prevedendo una riserva di posti.

Si agirà anche sul personale ausiliario internalizzando i servizi di pulizia e gli altri servizi ausiliari nelle scuole di ogni ordine e grado e stabilizzando il personale addetto.

Riguardo all’Alta Formazione Artistica e Musicale (AFAM), l’obiettivo è di preservare, potenziare e valorizzare questa istituzione, traghettandola definitivamente verso un’organizzazione stabile di qualificato livello terziario, al fine di consentirne un radicale rinnovamento nel rispetto della sua prestigiosa storia e peculiarità disciplinare.

Per quanto riguarda la formazione professionale, l’obiettivo è quello di rendere sempre più sinergici i sistemi d’istruzione e formazione con il mercato del lavoro, migliorandone la qualità, attraverso i processi di riconoscimento di tutte le competenze, l’adeguamento dei curricula, favorendo il passaggio dei giovani dal sistema dell’istruzione al mondo del lavoro anche attraverso la valorizzazione di sistemi di apprendimento come quello duale o il potenziamento dell’istituto dell’apprendistato. L’obiettivo è quello di ridurre fenomeni quali l’abbandono e la dispersione scolastico/formativa, favorendo l’accesso dei giovani alla formazione e al lavoro, in coerenza con le vocazioni individuali e le esigenze del mercato del lavoro.

PIANO STRUTTURALE E INTEGRATO DI POLITICHE FAMILIARI- FAMILY ACT

L’Italia è afflitta ormai da diversi anni da un quadro generale di severa crisi demografica. In termini di fecondità, con 1,29 figli per donna, il nostro Paese si attesta ben al di sotto della media di 1,56 dell’Unione Europea. Il Governo ha approvato un disegno di legge, il Family Act, che delega il Governo ad adottare misure per il sostegno e la valorizzazione della famiglia. Gli interventi del Governo devono essere diretti a sostenere, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica, la natalità con un supporto economico non riservato ai primi anni di vita, bensì protratto fino a quando il giovane acquisirà l’indipendenza economica dalla famiglia d’origine. Le misure devono estendersi sia ai dipendenti pubblici sia ai dipendenti privati e ai lavoratori autonomi, tanto più che, ad oggi, risulta che le lavoratrici autonome prive di qualsiasi tutela di maternità sono le prime ad abbandonare il mondo del lavoro alla nascita del figlio. Sarà necessario avviare una riflessione congiunta con tutti i soggetti coinvolti, dallo Stato ai soggetti privati, alle Casse Previdenziali. In tale contesto, un ruolo importante può essere svolto non solo dallo Stato ma anche da tutte quelle strutture di volontariato che appartengono al terzo settore e che insieme alle istituzioni potrebbero intervenire e supportare i genitori in una fase così delicata. Il Governo, quindi, ha il dovere di sostenere la madre lavoratrice e il padre lavoratore con modalità flessibili di impiego, affinché il rientro al lavoro non sia solo transitorio e disincentivare, per quanto possibile, l’abbandono del mercato del lavoro. In questa ottica si colloca la proposta di investire nel sostegno alla natalità con il Family Act e la promozione di un modello di famiglia paritario, ad esempio attraverso l’estensione del congedo di paternità almeno a 10 giorni, la predisposizione di agevolazioni fiscali per la cura e la formazione dei figli e l’introduzione di incentivi fiscali alle aziende perché, dopo la maternità, sia favorito il rientro della donna al proprio lavoro e, infine, la riorganizzazione dei contributi economici per le famiglie.

In risposta all’emergenza COVID-19, il Governo ha messo al centro dei suoi interventi d’urgenza la tutela ed il sostegno delle famiglie maggiormente in difficoltà. In particolare, è stato introdotto un congedo straordinario per la cura dei figli durante il periodo di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado. Il congedo può essere fruito da uno solo dei genitori oppure da entrambi, ma non negli stessi giorni e sempre nel limite complessivo, sia individuale che di coppia, di 30 giorni per nucleo familiare.

Inoltre, in alternativa al congedo straordinario, è stata prevista la possibilità di usufruire di un ‘Bonus baby-sitting’, che può essere fruito, dal 5 marzo al 31 luglio 2020, dai dipendenti di aziende private, dai lavoratori autonomi e dai lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS, entro il limite massimo di 1200 euro, oppure dai lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico o privato accreditato, nonché personale del comparto sicurezza, difesa e soccorso pubblico impiegato per esigenze connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, entro il limite massimo di 2.000 euro.

Sempre in ambito di misure per il contenimento del contagio da COVID-19, il Governo ha disposto che per il 2020 possano ottenere la ‘Carta della famiglia’ tutte le famiglie con almeno un figlio a carico in tutto il territorio nazionale. La carta permette di usufruire di sconti su acquisti nei negozi e sul web delle attività commerciali convenzionate.

Infine, il Governo è intervenuto ampliando la possibilità di cedere gratuitamente prodotti non più commercializzati o non idonei alla commercializzazione, con particolare riferimento a quelli volti alla cura dei figli, quali giocattoli, personal computer, tablet, e reader e altri dispositivi per la lettura in formato elettronico.

AMMORTIZZATORI SOCIALI E SISTEMA PREVIDENZIALE

Riguardo agli strumenti di sostegno alla disoccupazione e alla crisi d’impresa, uno degli obiettivi è di favorire un migliore utilizzo dei fondi europei in termini di efficacia ed efficienza finanziaria, anche al fine di ridurre le disparità economiche e sociali che caratterizzano le Regioni del Mezzogiorno. L’intervento del Governo è anche volto a cogliere pienamente, nel rispetto degli obiettivi di finanza pubblica, le opportunità offerte dall’introduzione del nuovo meccanismo di sostegno comunitario SURE (Support to mitigate Unemployment Risks in an Emergency) di mitigazione del rischio di disoccupazione, finanziato attraverso l’emissione di obbligazioni comunitarie. Per quanto riguarda la previdenza, il Governo ha già intrapreso un confronto con le parti sociali in vista della conclusione della sperimentazione di ‘Quota 100’, che la legislazione vigente fissa per fine 2021, e valuterà le scelte in materia alla luce della sostenibilità anche di lungo periodo del sistema previdenziale e del debito pubblico garantendo al contempo il rispetto per l’equità intergenerazionale e il conseguimento degli obiettivi di finanza pubblica.

POLITICHE DI CONTRASTO ALLA POVERTÀ

L’ottica è quella di guidare la famiglia verso l’affrancamento dalla condizione di povertà, assicurare strumenti uniformi a livello nazionale e costruire progettualità innovative che accompagnino i cittadini verso l’inclusione sociale. Questo spiega la necessità, descritta in precedenza, di concentrare l’attenzione sul rafforzamento dei centri per l’impiego, sulle politiche attive del lavoro e sull’operatività piena dei servizi sociali dedicati. Per rendere più dignitosa la condizione dei lavoratori con salari sotto la soglia di povertà e per aggredire i fenomeni di dumping salariale, come già menzionato il Governo proporrà, compatibilmente con gli obiettivi di finanza pubblica, una graduale introduzione di un salario minimo orario. Un’attenzione particolare verrà rivolta anche alla salvaguardia dei livelli occupazionali e alle misure di sostegno al reddito dei lavoratori nelle aree di crisi industriale complessa.

POLITICHE DI CONTRASTO AL LAVORO SOMMERSO

Proseguirà l’azione di contrasto al lavoro sommerso, mediante il monitoraggio delle misure adottate e l’attuazione di ulteriori interventi contro il caporalato. Un passo significativo in questo senso è stato fatto con le norme del D.L. ‘Rilancio’ volte a favorire l’emersione di rapporti di lavoro irregolari. Nella stessa direzione, di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori, vanno le misure contenute nel D.L. ‘fiscale’, per contrastare la convenienza fiscale (in termini di IVA e mancato versamento di ritenute) della somministrazione illecita di manodopera.

POLITICHE PER LE PERSONE CON DISABILITÀ

Con DPCM 21 novembre 2019 è stato varato il primo Piano per la Non autosufficienza, relativo al triennio 2019-2021. Per la realizzazione del Piano sono destinati oltre 1,7 miliardi nel triennio. Tra le misure messe in campo dal Governo, un impatto positivo in materia di disabilità potrà derivare dal disegno di legge delega sulla disabilità (già previsto quale collegato alla Legge di Bilancio per il 2020) che, nel disciplinare in modo organico i profili connessi alla tutela e all’inclusione sociale delle persone con disabilità, disegnerà una serie di interventi e misure a loro favore.

RIQUALIFICAZIONE DELLE POLITICHE ABITATIVE: IL PROGRAMMA PER LA RINASCITA URBANA

Gli interventi nel settore della casa mirano a: i) dare risposte alla domanda di alloggi sociali, a canoni più bassi di quelli del mercato, potenziando sia l’offerta in locazione da parte dei privati sia di edilizia residenziale pubblica; ii) dare continuità alle risorse destinate al sostegno all’accesso alle abitazioni in locazione e alla morosità incolpevole; iii) stabilire obiettivi di buona organizzazione e di risanamento del patrimonio immobiliare pubblico da perseguire attraverso l’aggiornamento dell’anagrafe del patrimonio e degli assegnatari. Il Programma di recupero di alloggi di edilizia residenziale pubblica di proprietà di Comuni ed ex IACP, in corso di attuazione, ha destinato 815 milioni fino al 2029 per interventi di efficientamento energetico e tecnologico.

Inoltre, il D.L. ‘Rilancio’ ha previsto l’estensione anche agli IACP dei nuovi incentivi fiscali al 110 per cento per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021 per gli interventi di efficientamento energetico (Ecobonus), per la messa in sicurezza in chiave antisismica (Sisma bonus), per l’installazione di pannelli fotovoltaici e colonnine per la ricarica di veicoli elettrici.

Il Piano denominato ‘Rinascita Urbana’ (di cui alla Legge di Bilancio per il 2020) in quanto ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare’, introduce importanti innovazioni. Gli obiettivi del nuovo Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare rispondono alle seguenti finalità: i) riqualificazione e incremento del patrimonio destinato all’edilizia residenziale sociale; ii) rigenerazione del tessuto socio-economico; iii) incremento dell’accessibilità, della sicurezza dei luoghi e della funzionalità di spazi e immobili pubblici; iv) miglioramento della coesione sociale e della qualità della vita dei cittadini.

Gli stanziamenti saranno erogati attraverso un Fondo denominato appunto ‘Programma innovativo nazionale per la qualità dell’abitare’, con una dotazione complessiva in termini di competenza e cassa pari a 853,81 milioni.

SANITÀ

La Legge di Bilancio per il 2020 ha confermato l’incremento di risorse significative per la sanità, pari a 2 miliardi per il 2020 e 1,5 per il 2021 ed ha abolito il super ticket a partire dal 1° settembre 2020, immettendo a questo scopo risorse aggiuntive rispetto a quelle del Fondo Sanitario Nazionale. Inoltre, i decreti emanati per fronteggiare la crisi sanitaria hanno previsto numerose misure per il potenziamento del Sistema Sanitario Nazionale.

Il Governo prevede di intervenire, da un lato, sui contratti statali di formazione medico-specialistica e sulla valorizzazione degli specializzandi all’interno delle reti assistenziali. L’assistenza sul territorio sarà potenziata grazie all’apporto dell’infermiere di famiglia o di comunità.

Il Governo intende utilizzare il nuovo sistema di garanzie, che ha terminato la fase sperimentale nel 2019, atto ad introdurre una nuova metodologia per il monitoraggio dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA). Lo strumento permetterà di valutare la miglior ripartizione regionale delle risorse del Fondo Sanitario Nazionale.

Il fabbisogno di interventi infrastrutturali in ambito sanitario è pari a 32 miliardi37. Alla luce di questi dati, il Governo si è impegnato a portare avanti il programma pluriennale di investimenti in edilizia e tecnologie sanitarie per la riqualificazione del patrimonio edilizio e tecnologico pubblico e la realizzazione di residenze sanitarie assistenziali in coerenza con i protocolli di sostenibilità e di efficienza in materia di green economy.

Con il D.L. ‘Rilancio’ (DL 34/2020) si è migliorata strutturalmente l’offerta del servizio sanitario in area critica (ulteriori 3.500 posti letto di terapia intensiva e 4.225 posti letto di terapia sub intensiva). Sono state finanziate le opere necessarie a separare i percorsi dei pazienti al pronto soccorso oltreché la realizzazione di centrali operative territoriali per la presa in carico del paziente COVID-19 e, più in generale, del paziente fragile.

Il potenziamento del personale medico e infermieristico in corso deve essere accompagnato da investimenti in tecnologie, processi e digitalizzazione con l’obiettivo di ammodernare la presa in carico del paziente e la sua gestione lungo tutto il percorso di cura.

Si ritiene di fondamentale importanza l’attivazione di un percorso di diffusione dell’utilizzo della tecnologia nell’ambito dei servizi sanitari in particolare:

  • servizi di telemedicina e teleassistenza, da implementare in modo uniforme e omogeneo sul territorio nazionale, per garantire l’accesso rapido e tempestivo alle cure del paziente al domicilio;

  • cartelle cliniche elettroniche a supporto dei medici di medicina generale e dei medici ospedalieri e ambulatoriali, per garantire la raccolta strutturata dei dati sulla continuità di cura del paziente;

  • piattaforme tecnologiche di intelligenza artificiale, quali strumenti essenziali per raccogliere, analizzare e scambiare dati con operatori sanitari e pazienti;

  • diagnostica point-of-care con sistemi di diagnosi rapida;

  • piattaforme per l’empowerment dei pazienti per l’educazione sanitaria dei cittadini.

Sarà inoltre necessario avviare un percorso di sensibilizzazione ed educazione alla digitalizzazione sanitaria, soprattutto in favore delle fasce di età più giovani, ad esempio attraverso campagne di formazione presso gli istituti scolastici, e per i cittadini/pazienti anziani.

La ricerca sanitaria è fondamentale per garantire una sanità che risponda ai bisogni di assistenza e cura. Tale attività di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, è svolta dagli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS), ospedali di eccellenza a rilievo nazionale che effettuano prestazioni assistenziali di alta specialità. Ad oggi risultano costituite sei Reti tematiche: Alleanza Contro il Cancro (ACC), Rete Neuroscienze e Neuroriabilitazione (RIN), Rete Cardiologica, Rete IDEA – Rete Italiana salute dell’Età Evolutiva, Associazione Rete Aging e Rete Apparato Muscolo Scheletrico (RAMS).

Un aspetto importante delle strategie di sviluppo della ricerca sanitaria e in generale nel settore Scienze della Vita è promuovere il dialogo tra sistema pubblico della ricerca e imprese.

Verrà, inoltre, potenziato il nuovo sistema informativo sanitario che supporterà le Regioni e il Ministero della Salute nell’esercizio delle loro competenze.

Alcuni interventi riguarderanno, infine, la politica farmaceutica, come la revisione del prontuario farmaceutico nazionale, l’avvio di una riflessione sui tetti di spesa farmaceutica per una sua possibile rimodulazione, l’avvio di un dialogo con Parlamento e associazioni di categoria.

La redazione di un quadro economico che riporti per macro-voci l’andamento dei conti della Sanità, punta a fornire una sintesi delle principali voci dei dati ufficiali degli ambiti operativi sanitari unitamente ai relativi importi economici: una ‘finestra aperta’ in cui poter guardare attraverso gli attuali ed accessibili metodi di comunicazione.

SPORT

Lo sport oltre al ruolo di strumento di benessere psicofisico e di prevenzione, è fondamentale per quello educativo e formativo. Lo sport è anche una importante alternativa per i contesti socialmente a rischio (famiglie disagiate, anziani, disabili). Le misure sinora adottate, tra le quali quelle previste dal Fondo Unico a sostegno del potenziamento del movimento sportivo italiano, che destina risorse al finanziamento di progetti a sfondo sociale, nonché quelle a favore degli investimenti sull’impiantistica sportiva previsti dal Fondo Sport e Periferie.

GIUSTIZIA

Con riferimento all’Italia, le analisi empiriche hanno dimostrato che la lunga durata dei processi ha prodotto effetti negativi sulla partecipazione delle imprese alle catene globali del valore e sulla loro crescita dimensionale. Inoltre, le inefficienze del sistema giudiziario peggiorano le condizioni di finanziamento anche per le famiglie, oltre che incidere negativamente in termini di ritardi sulla consegna di opere pubbliche.

A dicembre scorso il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge delega per la riforma del processo civile, con l’obiettivo di realizzare una maggiore semplicità del procedimento, al tempo stesso adottando alcune misure acceleratorie dirette ad assicurare la ragionevole durata del processo. L’attuazione di tali misure appare rispondere alla fondamentale esigenza di garantire una giustizia più efficiente.

A febbraio 2020 inoltre, il Consiglio dei Ministri ha approvato un disegno di legge recante deleghe al Governo per l’efficienza del processo penale e disposizioni per la celere definizione dei procedimenti giudiziari pendenti presso le Corti d’Appello.

È indispensabile implementare ulteriormente le politiche di digitalizzazione già avviate per assicurare l’efficienza del sistema ma anche il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori della giustizia. Verrà completata l’estensione della piattaforma del Processo Civile Telematico agli Uffici della Suprema Corte di Cassazione e agli Uffici del Giudice di Pace; ugualmente si completeranno i programmati interventi per la realizzazione del Processo Penale Telematico, mediante la reingegnerizzazione dei sistemi per procedere al maggior numero di adempimenti possibili in modalità telematica.

Per quanto riguarda la Corte di Cassazione, all’esito della positiva sperimentazione avviata a settembre 2019, da maggio 2020 sarà in esercizio il sistema del deposito telematico con valore legale degli atti, sia per gli avvocati, sia per i magistrati, con possibilità di consultazione del fascicolo telematico (per i ricorsi è già attiva dal maggio scorso) e del pagamento telematico dei diritti di cancelleria.

Per gli Uffici del Giudice di Pace Civile, esaurita la formazione del personale, sono già attivati con decreto ministeriale di riconoscimento del valore legale delle notifiche il 50 per cento degli uffici. Quanto al Giudice di Pace penale, secondo quanto previsto dal D.L. 18/2020, le notifiche penali telematiche sono obbligatorie ed attive dal mese di aprile 2020.

All’esito della adozione dei decreti-legge 11/2020, 18/2020 e 28/2020 è stata prevista la possibilità di tenere udienze a distanza sia nel settore civile che nel settore penale, dotando il personale di magistratura ed amministrativo di strumenti di videoconferenza. Con i medesimi provvedimenti di urgenza è stato previsto altresì, per un tempo limitato ma nella prospettiva di una applicazione a regime, il deposito telematico degli atti introduttivi del processo civile anche innanzi alla Corte di Cassazione nonché la possibilità per i difensori di procedere in via telematica al deposito delle memorie, delle istanze, della documentazione da investigazione difensiva e di ogni altro documento ritenuto utile nell’ambito delle indagini preliminari. Contestualmente alle predette misure, al personale amministrativo in smart working è stata messa a disposizione una piattaforma di accesso remoto ai sistemi amministrativi quali il protocollo, il sistema di contabilità e di gestione delle spese di giustizia.

Proseguono le attività volte alla realizzazione di un unico sistema penale telematico che prevede come primi interventi il deposito da parte dei difensori, la consolle del magistrato penale e l’estensione del sistema di gestione documentale anche agi uffici di secondo grado ed alla Corte di Cassazione

Si sta lavorando per il superamento della PEC nel settore civile e nel settore penale, nell’ottica di semplificazione degli adempimenti connessi, offrendo all’utenza la possibilità di effettuare il deposito di documenti anche attraverso altre tecnologie.

Quanto alle misure volte a prevenire e a contrastare il fenomeno della corruzione, verrà portata a pieno regime la disciplina della legge 3 del 2019 in chiave di ulteriore valorizzazione e più ampia diffusione della cultura della trasparenza.

Proseguirà incessante la lotta alle organizzazioni mafiose e alla criminalità organizzata transnazionale, specie attraverso l’acquisizione di patrimoni illeciti e la diffusione dei modelli normativi di contrasto, prevedendo anche l’inasprimento delle pene per gli evasori e rendendo più trasparenti le transazioni commerciali.

Si lavorerà anche per la revisione delle misure di contrasto a fenomeni illeciti in ambito agro-alimentare, che si ripercuotono gravemente sulla salute pubblica. È infatti fondamentale, in un contesto di crisi socio-sanitaria, garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti agroalimentari del nostro Paese attraverso la costante azione di prevenzione, controllo e vigilanza della filiera, anche sull’importazione da Paesi extra UE.

Si prevede, peraltro, l’introduzione di nuovi reati, molti dei quali di salvaguardia anche dell’ambiente e della salute pubblica come il disastro sanitario o l’immissione nel mercato di prodotti potenzialmente nocivi per i consumatori.

Prosegue l’attenzione al fenomeno carcerario, che si articolerà anche attraverso l’implementazione di significativi e funzionali interventi di edilizia penitenziaria, sia attraverso la riqualificazione degli spazi esistenti sia attraverso l’incremento dei posti detentivi, in modo da conseguire un triplice ordine di benefici: il miglioramento delle condizioni di lavoro degli operatori; il miglioramento delle condizioni di vita dei detenuti; l’innalzamento del livello generale di sicurezza. L’edilizia penitenziaria dovrà tenere debitamente conto anche delle esigenze delle detenute madri, mediante una rivisitazione della rete nazionale degli istituti a custodia attenuata che possa soddisfare quanto più possibile il principio di territorialità.

Nel progetto di rilancio complessivo del sistema carcerario, centrale è il ruolo del Corpo di Polizia Penitenziaria, ove il completamento della relativa pianta organica, che risente di un totale di 3764 scoperture, rappresenta un fattore indispensabile per la piena funzionalità degli istituti. Nell’immediato, si è provveduto con la recente immissione in ruolo di 811 nuovi agenti ed entro l’anno è prevista l’assunzione di ulteriori 938 unità. Si dovrà provvedere ad ulteriori coperture, anche in via straordinaria, per il complesso delle qualifiche funzionali. Contestualmente, al fine di ridurre, in prospettiva, i margini di disagio lavorativo e incrementare in maniera incisiva le condizioni di benessere degli operatori penitenziari e del sistema carcere nel suo complesso, i provvedimenti in materia di riordino dei ruoli e delle carriere del personale delle Forze di polizia consentiranno di valorizzare e affinare le funzioni degli addetti mediante una riorganizzazione che prevede anche l’istituzione di apposite direzioni generali dedicate alla Polizia penitenziaria.

SEMPLIFICAZIONI E CAPACITÀ AMMINISTRATIVA

Le complicazioni burocratiche rappresentano infatti un costo insostenibile per i cittadini e per le imprese e rendono il nostro Paese poco appetibile agli occhi degli investitori. Verrà predisposto un pacchetto di azioni rapide in materia. Verrà avviata una fase di riordino e di codificazione per riuscire a semplificare quella normativa che oggi risulta sovrapposta e frammentata. Si partirà dalla normativa sull’anticorruzione e la trasparenza per la quale è stata già istituita una commissione ad hoc di esperti. In questo ambito rientra anche il lancio di strumenti come la piattaforma ‘ParteciPA’ e del portale unico delle consultazioni (‘consultazioni.gov.it’), necessari non solo per raccogliere informazioni ed elementi conoscitivi, ma anche per valutare gli effetti ex post delle decisioni già adottate.

Si procederà inoltre alla implementazione e al miglioramento della legislazione in tema di prevenzione dei fenomeni corruttivi e di trasparenza nelle Pubbliche Amministrazioni.

Per promuovere una Pubblica Amministrazione snella e aperta, il Governo intende partire dalle persone e dall’organizzazione del lavoro. Il Governo promuoverà un complessivo aggiornamento e ammodernamento delle procedure concorsuali, teso anche a velocizzare e semplificare la presentazione della documentazione concorsuale e dei titoli attraverso un supporto tecnologico dedicato (‘Portale del reclutamento’); si incentiveranno forme di selezione più snelle svolte mediante un uso diffuso di procedure telematiche finalizzate al reclutamento, in tempi ridotti, delle professionalità richieste.

La digitalizzazione deve diventare un volano del processo di riforma, sia dal punto di vista dell’efficienza, sia dal punto di vista dell’efficacia, per migliorare i servizi. Inoltre, per tenere conto delle esigenze dei Comuni, soprattutto di quelli più piccoli, sono stati definiti nuovi criteri per concedere più flessibilità nelle capacità assunzionali in base a fattori non solo economici ma anche di popolazione. Verranno promosse delle campagne di comunicazione e di promozione istituzionale per avvicinare i giovani alla macchina amministrativa e rendere la carriera pubblica più appetibile. In quest’ottica rientra l’avvio e l’implementazione del portale unico dei concorsi.

La diffusione dello smart working favorirà inoltre la conciliazione tra i tempi di vita privata e quelli lavorativi, rendendo anche più economica e più green la modalità di lavoro e, più in generale, migliorerà il benessere organizzativo, cui concorreranno anche altre misure nell’ambito del lavoro pubblico.

In via immediata e con ripercussioni di tipo sistemico si intende intensificare l’applicazione del principio ‘once only’, un principio vigente nel nostro ordinamento ed espressamente richiamato dal D.L. 19 maggio 2020, n.34 (D.L. ‘Rilancio’): le Pubbliche Amministrazioni non devono chiedere al cittadino e all’impresa dati e documenti che già possiedono o possono reperire da altre Pubbliche Amministrazioni.

LIBERALIZZAZIONI

In Italia la crescita della produttività è insoddisfacente soprattutto nel settore dei servizi, in cui è necessario migliorare l’efficienza allocativa anche attraverso un alleggerimento della regolamentazione di svariati comparti, fra cui, ad esempio, la distribuzione di carburanti e le reti 5G.

Carburanti

Razionalizzazione e ammodernamento delle reti di distribuzione, come più volte segnalato anche dall’Autorità per la Concorrenza.

Telecomunicazioni e 5G

Sarebbe auspicabile uniformare l’iter autorizzativo da seguire in caso di realizzazione di impianti di telecomunicazione, definendo chiaramente le procedure e i moduli da utilizzare e chiarendo le disposizioni che possono dar luogo a dubbi interpretativi e applicativi idonei a rallentare gli investimenti. La rimozione degli ostacoli ingiustificati allo sviluppo delle reti 5G consentirà di promuovere la concorrenza nei mercati delle comunicazioni elettroniche, con ricadute positive sui livelli di servizio erogati ai consumatori e alle imprese, nonché sulla competitività dell’Italia a livello internazionale

Autonomia differenziata e deflazione del contenzioso costituzionale

Appare anche importante cercare di sfruttare al massimo le risorse che si renderanno disponibili per gli investimenti infrastrutturali sul territorio, cercando di eliminare, sui progetti di interesse nazionale, quei vincoli e colli di bottiglia che ne hanno limitato e ritardato l’effettiva realizzazione nel passato. Ulteriore obiettivo è proseguire nella definizione delle iniziative (normative o concertative) finalizzate alla riduzione del contenzioso costituzionale avente ad oggetto le leggi delle Regioni e delle Province autonome, anche mediante l’introduzione di strumenti normativi di conciliazione e prevenzione dei conflitti.

Innovazione e digitalizzazione della PA

Per cogliere i benefici della quarta rivoluzione industriale, è necessario attuare fin da subito iniziative sistemiche per lo sviluppo del digitale e della tecnologia in ogni settore, fornendo ai lavoratori le competenze per ‘i lavori del futuro’ e formando le nuove generazioni per prepararle al mondo che li aspetta. La strategia di innovazione affonda le radici negli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (SDGs) delle Nazioni Unite, dalla quale nascono le tre sfide principali che il Governo si è posto nel Piano di azione 2025. Il Piano prevede che tali sfide verranno realizzate attraverso 20 azioni chiave per trasformare il Paese, che vanno dalla identità digitale, all’open innovation nella Pubblica Amministrazione, al procurement per l’innovazione, all’intelligenza artificiale al servizio dello Stato anche nella gestione di beni demaniali.

L’intervento più radicale e innovativo riguarda la creazione dell’applicazione ‘io.italia.it’ (Progetto IO), che cambierà radicalmente il modello di interazione tra cittadino e Pubblica Amministrazione. La realizzazione del ‘Progetto IO’ consente di garantire la centralità del cittadino che potrà ricevere messaggi, documenti e notifiche delle scadenze, chiedere informazioni e certificati, impostare le proprie preferenze e pagare la Pubblica Amministrazione in maniera semplice e intuitiva. Il Governo ha definito tre direttrici di intervento per realizzare gli obiettivi dell’Agenda digitale: i) l’inclusione digitale per i cittadini, le imprese e la PA; ii) la costituzione di un ecosistema culturale, regolamentare ed economico capace di supportare lo sviluppo di imprenditoria innovativa e iii) l’attrazione degli imprenditori stranieri e la contaminazione tra le attività imprenditoriali, di ricerca e sperimentazione. Per maggiori dettagli su tali direttrici e le specifiche iniziative che verranno sviluppate si veda il focus dedicato in Appendice.

SUPPORTO ALL’EXPORT E INTERNAZIONALIZZAZIONE

Il post-pandemia richiederà di rafforzare o estendere il supporto agli IDE (investimenti diretti esteri) che subiranno un calo consistente.

Occorre:

  1. indirizzate a creare condizioni più attrattive sia per investitori stranieri sia per quelli nazionali attraverso una revisione della politica industriale e della filiera produttiva;

  2. screening di investimenti stranieri per ragioni di sicurezza nazionale, messo in atto da diversi Paesi.

Il piano straordinario di 716 milioni, varato a marzo 2020 ha proprio il fine di sostenere le imprese all’estero in questa fase congiunturale attraverso il sostegno al credito, alle campagne straordinarie di comunicazione, alla copertura dei costi delle imprese che non potranno partecipare alle Fiere (fino a marzo 2021). Infine, 20 milioni saranno destinati alla promozione di mercati virtuali. L’impegno del Governo è quello di assicurare anche strumenti adeguati a sostenere l’internazionalizzazione del sistema produttivo italiano. Tra le misure che soddisfano questa esigenza, rientrano le risorse stanziate in Legge di Bilancio per il potenziamento del Piano straordinario per la promozione del ‘Made in Italy’ e l’attrazione degli investimenti in Italia.

Nel quadro del supporto all’export e all’internazionalizzazione, occorrerà altresì promuovere anche specifiche filiere, tra cui la Difesa e l’agroalimentare. Nell’ambito UE va rafforzata l’esigenza della negoziazione con i Paesi terzi a vantaggio comune dei Paesi Membri e con la possibilità di agire sul controllo dell’import per controbilanciare il potere negoziale dei Paesi terzi. Per questo motivo la sicurezza alimentare va rafforzata attraverso un adeguato riconoscimento ai servizi veterinari e igiene alimenti delle ASL, Regioni, Ministero della Salute con un rafforzamento delle dotazioni organiche.

In relazione alla Difesa andranno sostenute le potenzialità dell’industria italiana dell’Aerospazio, della Difesa e della Sicurezza, la cui produzione è significativamente destinata per quasi il 70 per cento ai mercati esteri, sia verso l’area UE che verso l’area extra-europea.

Anche la promozione della lingua e della cultura italiane rappresenta un asse portante della politica estera, poiché rafforza l’influenza dell’Italia e assicura preziosi strumenti di dialogo. A questo fine la Legge di Bilancio per il 2020 ha incrementato le risorse del Fondo per il potenziamento della promozione della cultura e della lingua italiane all’estero.

ACCESSO AL CREDITO E SISTEMA BANCARIO

Il Governo intende creare le condizioni affinché si realizzi un sistema finanziario moderno, efficiente e trasparente. In questi anni, le banche si stanno riallineando ai valori di patrimonializzazione medi europei, prevalentemente facendo ricorso a risorse private (per oltre 70 miliardi dall’inizio della crisi finanziaria del 2007).

Per quanto riguarda i crediti in sofferenza (Non Performing Loans – NPL), le banche ne hanno dismesso una quota rilevante: è proseguita infatti nel 2019 la riduzione della consistenza degli stessi con vendite pari a 31 miliardi.

Il sostegno al credito ha costituito uno degli assi portanti dell’azione di Governo. Con i decreti ‘Cura Italia’ e ‘Liquidità’ ha approntato un consistente numero di interventi ampliando l’accesso a canali di raccolta del capitale privato alternativi a quello bancario. Si tratta di interventi capaci di mobilitare credito all’economia per cumulati 750 miliardi. Tramite il sistema bancario è stato dato supporto a famiglie, micro, piccole e medie imprese, mentre per le PMI si è operato tramite lo strumento del Fondo Centrale di Garanzia e sono state concesse altre garanzie pubbliche.

Per finanziare le realtà imprenditoriali medio grandi i decreti di emergenza hanno previsto la possibilità di aumentare le provviste alle banche tramite apposite garanzie statali a CDP. Inoltre, è stata data la possibilità a SACE di fornire garanzie a istituti finanziari che eroghino nuovi finanziamenti alle imprese e di potenziare il sostegno all’esportazione e all’internazionalizzazione, con possibilità di coprire tra il 70 e il 90 per cento dell’importo finanziato, a seconda delle dimensioni dell’impresa. I finanziamenti saranno concessi anche in cofinanziamento con il sistema bancario, con quota CDP tra i 5 e i 50 milioni e durata fino a 18 mesi.

Altri interventi mirano a semplificare l’accesso al credito e si rivolgono anche alle famiglie; tra questi la sottoscrizione semplificata dei contratti bancari o le semplificazioni per l’accesso al Fondo per mutui prima casa. La sospensione delle rate per i mutui prima casa è riferita ad una platea di potenziali beneficiari ampliata, in quanto vengono ammessi alla sospensione mutui di importo fino a 400.000 mila euro (la soglia precedente era 250.000 euro), nonché i mutui concessi per il tramite del Fondo di garanzia per l’acquisto dei mutui prima casa, gestito da CONSAP spa.

AGROALIMENTARE E SICUREZZA ALIMENTARE

Il settore in aggregato supera il 15 per del PIL e ha risentito fortemente della chiusura di tutto il canale logistico e produttivo anche a livello internazionale, con una frenata delle esportazioni. Il Governo è impegnato in tal senso sia a livello europeo sia sul piano interno. In Europa sono state chieste e poste in essere azioni di emergenza, attraverso la semplificazione degli oneri burocratici legati alla politica agricola comune. Al contempo, sul piano interno sarà necessario adeguare le norme sul lavoro in agricoltura per dare competitività alle imprese e al sistema, tutelare i lavoratori e favorire le filiere italiane. In questa direzione vanno gli sui contratti di filiera e di distretto che hanno già attivato risorse pubbliche e private per 1 miliardo di investimenti, il Fondo Competitività che interviene per favorire l’approvvigionamento di mais, legumi e soia, il Fondo grano che destina 40 milioni al rafforzamento dei produttori agricoli e dell’industria della semola e della pasta.

A questi si aggiungono il Fondo da 100 milioni del DL Cura Italia, istituito come prima risposta per favorire la continuità aziendale, ed ulteriori interventi, tra i quali l’istituzione di un Fondo a tutela delle filiere in crisi con una dotazione pari a 500 milioni, a ristoro dei danni subiti dal settore agricolo, della pesca e dell’acquacoltura presenti nel DL Rilancio ottenendo dall’UE importanti deroghe per salvaguardare le imprese. Nel settore, interi comparti sono stati duramente colpiti dalla crisi, a partire dal florovivaismo, che ha registrato un vero e proprio crollo di ordini e fatturato; il lattiero-caseario e la zootecnia, che hanno scontato anche l’aumento dei mangimi e dei costi di produzione; il settore vinicolo, messo in crisi dalla chiusura di tutti i ristoranti e dalla frenata dell’export. Anche sul fronte della pesca e dell’acquacoltura si sono registrate perdite di reddito importanti e per questo sono state attivate alcune misure iniziali e sono state ottenute dall’UE importanti deroghe per salvaguardare le imprese di pesca.

TURISMO E PATRIMONIO CULTURALE

Il settore, assai colpito dalla crisi attuale, verrà rilanciato attraverso misure mirate al sostegno della intera filiera economica e del patrimonio culturale del Paese. La crisi derivante dall’emergenza sanitaria da COVID-19 ha colpito in misura imponente il settore, che dev’essere sostenuto e rilanciato: a tal fine, il Governo metterà in campo un impegno importante per sostenere il turismo e tutta la filiera associata.

Obiettivi da perseguire anche tramite una integrazione sempre più intensa tra turismo e fruizione del patrimonio culturale e paesaggistico, valorizzando, in particolare, i borghi, le aree interne, i cammini e gli itinerari culturali. A tal fine è necessario coinvolgere le Regioni e gli Enti Locali e potenziare il ruolo dell’ENIT, in modo da realizzare un’azione organica di promozione del sistema Paese, risolvendo in un contesto coordinato gli elementi di frammentazione che in passato hanno interessato il settore.

Dovranno essere proseguite le azioni di consolidamento del ruolo strategico dei musei, di promozione dello sviluppo di reti museali e di sostegno degli archivi, delle biblioteche e degli istituti culturali. Per la fruizione, in particolare, di questo patrimonio costituisce una priorità politica un uso più ampio e consapevole delle tecnologie digitali, al fine di assicurare la piena accessibilità da parte del pubblico nel rispetto delle prioritarie esigenze di tutela. Inoltre, nel contesto conseguente alla grave emergenza sanitaria, dovranno essere incrementate le possibilità di fruizione anche a distanza con i necessari interventi di digitalizzazione e predisposte, con l’ausilio dei mezzi telematici, ulteriori misure di accesso programmato.

La diffusione a rete dei servizi ferroviari passeggeri di lunga percorrenza, con il nuovo disegno dell’Alta Velocità di Rete (AVR), permetterà di ampliare la connettività del sistema secondo modalità efficaci e coerenti con la struttura multipolare del territorio italiano, nonché con le esigenze di connessione delle Regioni più periferiche del Mezzogiorno e delle aree interne.

Gli interventi volti alla digitalizzazione del patrimonio culturale, il monitoraggio della gestione dei siti UNESCO italiani e la sperimentazione di card digitali per usufruire di beni e attività culturali sono alcune delle azioni da realizzare per promuovere lo sviluppo della cultura.

Occorre investire nell’arte e nell’architettura contemporanee e nelle imprese culturali e creative. Tali settori, che hanno sin qui mostrato segnali di elevata espansione, potranno essere sostenuti non solo con misure specifiche, ma anche mediante la definizione di una nuova disciplina normativa. Dovranno essere potenziate, infine, le iniziative dirette a promuovere la moda e il design e le azioni a sostegno della fotografia, già realizzate nel periodo 2014-2018. Particolare rilievo dovrà essere garantito, in questi settori, alla promozione del Made in Italy, anche con il coinvolgimento degli Istituti italiani di cultura all’estero.

Nei settori dello spettacolo, del cinema e dell’audiovisivo, dopo il superamento dell’emergenza sanitaria, occorrerà dare nuovo impulso alla promozione della produzione artistica nazionale, anche con misure volte a dare impulso a una maggiore attrattività a livello internazionale.

SOSTEGNO AGLI INVESTIMENTI PUBBLICI E PRIVATI

E’ necessario intraprendere politiche che consentano di ampliare gli incentivi e le risorse al fine di ripristinare un livello adeguato di investimenti e di infrastrutture. Nella Legge di Bilancio per il 2020 il Fondo per gli investimenti delle Amministrazioni Centrali (sono stati allocati 20,8 miliardi dal 2020 al 2034), il Fondo per il Green New Deal (4,24 miliardi per il periodo 2020-2023, si veda il paragrafo successivo) e il Fondo per rilancio degli investimenti per lo sviluppo sostenibile e infrastrutturale dei Comuni (4 miliardi dal 2025 al 2034). A tali fondi si aggiungono, per citare i più rilevanti, i contributi assegnati ai Comuni per investimenti in progetti di rigenerazione urbana (8,5 miliardi nel 2021-2034) e per messa in sicurezza degli edifici e del territorio (8,8 miliardi nel 2021-2034), nonché alle Regioni (circa 3,3 miliardi nel 2021-2034) per interventi di viabilità e messa in sicurezza nonché per lo sviluppo di sistemi di trasporto pubblico.

Nella Legge di Bilancio per il 2020 e nel Decreto fiscale, il Governo si è impegnato per rafforzare gli investimenti privati in un orizzonte temporale di medio periodo, prevedendo incentivi per circa 3,2 miliardi nel triennio (di cui 850 milioni di risorse aggiuntive destinate al Mezzogiorno), cui si sommano altri 2,1 miliardi per contribuire con garanzie pubbliche alla realizzazione di investimenti privati per le piccole e medie imprese.

Inoltre, nel D.L. ‘Rilancio’ il Governo ha rafforzato il sistema degli incentivi fiscali in materia di riqualificazioni energetica, messa in sicurezza antisismica degli edifici, installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici, elevando al 110 per cento le aliquote di detrazione sull’ecobonus e sul sismabonus.

In campo infrastrutturale, edilizio, urbanistico ed ambientale, l’ottenimento di interventi correttamente programmati e realizzati – insieme allo svolgimento dei piani di manutenzione per garantire le funzioni da svolgere – porta indiscutibilmente ad una gestione economica corretta e sostenibile a tutti i livelli.

GREEN AND INNOVATION NEW DEAL

Con la manovra di bilancio, è stato lanciato un Green and Innovation Deal nazionale che collega l’aumento delle risorse per gli investimenti pubblici e per il sostegno agli investimenti privati agli obiettivi della sostenibilità ambientale e sociale, dell’innovazione e dell’economia circolare, nella convinzione che queste sfide siano anche un forte volano per la crescita e l’aumento della produttività. E’ stato lanciato con l’istituzione di un Fondo destinato ad operazioni finanziarie da parte del MEF, principalmente la concessione di garanzie e, per le stesse finalità, la partecipazione indiretta in capitale di rischio e/o debito, anche di natura subordinata. Il Fondo è orientato a creare un effetto leva, attirando finanziamenti di natura pubblica e privata per investimenti verdi ed ha una dotazione di 470 milioni per il 2020, di 930 milioni per il 2021 e di 1.420 milioni per ciascuno degli anni 2022 e 2023, per un ammontare complessivo di 4,24 miliardi per il periodo.

Sugli edifici della Pubblica Amministrazione Centrale verrà attuato un piano di efficienza energetica in linea con l’obiettivo di risparmio energetico nazionale, con interventi correttivi sugli involucri edilizi e gli impianti nonché attraverso interventi volti alla digitalizzazione della gestione energetica degli immobili.

INFRASTRUTTURE E TRASPORTI

La strategia di fondo punta all’integrazione delle infrastrutture di trasporto, di quelle energetiche, delle tecnologie digitali non solo sul piano della sostenibilità ambientale, ma anche su quello del soddisfacimento di una nuova domanda quale la micromobilità elettrica e la mobilità ‘dolce’ (non motorizzata) per gli spostamenti urbani.

Nella fase post-emergenza saranno inoltre accelerate le iniziative legate alla mobilità ‘dolce’, al rinnovo del materiale rotabile nella prospettiva della innovazione tecnologica e delle modalità di trazione più sostenibili. Per quanto riguarda la mobilità sostenibile, si sta provvedendo alla ripartizione di risorse per incentivare l’interoperabilità e l’integrazione fra le diverse modalità di trasporto, privilegiando l’utilizzo di quelle a basso impatto ambientale e potenziando i sistemi su ferro locale, sia con nuovi investimenti infrastrutturali e tecnologici, sia attraverso il miglioramento della sicurezza delle ex ferrovie concesse, sottoposte tutte dallo scorso anno alla vigilanza dell’Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie (ANSF). A livello nazionale, sarà estesa la rete di alta velocità ferroviaria in tutto il Paese, con particolare riguardo per le Regioni del Sud (Calabria, Basilicata, Puglia e Sicilia). È stato istituito un Fondo per lo sviluppo delle reti ciclabili urbane con una dotazione finanziaria di 150 milioni per il triennio 2022-2024, destinato a finanziare nella misura del 50 per cento la realizzazione di nuove piste ciclabili urbane da parte degli Enti Locali. È di prossima emanazione un decreto di ripartizione di circa 140 milioni con l’obiettivo di aumentare la sicurezza della rete ciclabile urbana ed ampliarla. Il Piano Nazionale Strategico per la Mobilità Sostenibile mette a disposizione di Regioni, Città metropolitane ed Enti Locali oltre 4 miliardi, di cui 2,2 miliardi già assegnati alle Regioni per l’acquisto di nuovi bus ecologici adibiti al trasporto pubblico locale e alle relative infrastrutture, mentre 398 milioni sono assegnati ai 38 Comuni che nel biennio 2018-2019 hanno registrato i più alti livelli di inquinamento da PM10 e biossido di azoto, per l’acquisizione di materiale rotabile ad alimentazione elettrica, a metano e a idrogeno. Si darà ulteriore impulso al processo di attuazione del Piano, anche nella prospettiva di sviluppo della filiera di produzione di autobus ad alimentazione alternativa nel nostro Paese. I contesti urbani vanno ripensati anche in una logica di economia circolare, dando nuovo slancio a forme di sharing (ad esempio car e bike sharing). In questa ottica il DL ‘Rilancio’ contiene numerosi incentivi alla mobilità sostenibile e prevede il finanziamento di progetti per le infrastrutture viarie e le piste ciclabili .

Si procederà all’aggiornamento del Piano Nazionale Aeroporti garantendo una forte integrazione tra gli aeroporti e i loro territori in una logica intermodale, tenendo in ogni caso conto dei vincoli internazionali relativi alla riduzione in atmosfera dei gas serra. Secondo il nuovo assetto regolatorio, i diritti aeroportuali di tutti gli aeroporti, ivi compresi i maggiori scali oggetto di contratti di programma (cd. ‘in deroga’) saranno determinati secondo i modelli tariffari adottati dall’Autorità di Regolazione dei Trasporti e improntati ai principi di correlazione ai costi, pertinenza, ragionevolezza e non discriminazione. Ciò sarà effettuato tenendo conto anche del contesto emergenziale e degli effetti di breve-medio periodo sulla catena del valore.

Rilevanza prioritaria assumeranno anche gli investimenti della rete stradale previsti nell’aggiornamento del contratto di programma 2016-2020 con ANAS e quelli sulla rete ferroviaria inclusi nell’aggiornamento e contratto di programma RFI 2017-2021, e di cui verranno semplificate le modalità di approvazione, riducendo i tempi per la messa a disposizione delle risorse previste. La rete stradale nazionale sarà migliorata al fine di completare le maglie principali con l’obiettivo di garantire maggiore sicurezza nella circolazione e una maggiore funzionalità delle strade. Con specifico riguardo alle concessioni autostradali, si darà ulteriore impulso al processo di revisione, al fine di garantire una maggiore trasparenza, competitività tra gli operatori e il corretto equilibrio tra l’interesse pubblico e l’interesse imprenditoriale, nonché il costante miglioramento del servizio per gli utenti, dando tempestiva attuazione alle delibere dell’Autorità di Regolazione dei Trasporti. La rete autostradale dovrà essere adeguata alla progressiva diffusione dei veicoli elettrici, tramite la dotazione di colonnine per la ricarica veloce.

Di particolare rilevanza sono anche gli investimenti per le infrastrutture idriche che saranno previsti nel Piano Nazionale per gli interventi nel settore idrico, attraverso il quale si intende garantire la sicurezza e la resilienza dell’approvvigionamento idrico per i settori strategici della vita e dell’economia del Paese (idropotabile, irriguo e idroelettrico/industriale).

È stato inoltre varato il Piano straordinario di investimenti infrastrutturali anche per incentivare crescita e lavoro al Sud, promuovendo l’adozione e il coordinamento di vari strumenti di intervento quali contratti istituzionali di sviluppo, Zone Economiche Speciali (ZES) e contratti di rete.

Il Piano operativo agricoltura consentirà anche nel 2020 di proseguire gli investimenti nelle infrastrutture irrigue strategiche per l’agricoltura nazionale, nel finanziamento dei contratti di filiera e di distretto e nella politica forestale nazionale, per la cura di 11 milioni di ettari di boschi.

PIANO NAZIONALE INTEGRATO PER L’ENERGIA E IL CLIMA (PNIEC)

Il Piano rappresenta un importante snodo nella politica energetico-ambientale del Paese. Esso si articola in cinque linee di intervento:

  • accelerazione del processo di decarbonizzazione;

  • miglioramento dell’efficienza energetica;

  • sicurezza energetica da perseguire sia attraverso la riduzione della dipendenza dalle importazioni – tramite l’incremento delle fonti rinnovabili e dell’efficienza energetica, sia tramite la diversificazione delle fonti di approvvigionamento;

  • sviluppo del mercato interno tramite il potenziamento delle interconnessioni elettriche e il market coupling con gli altri Stati Membri, ma si studieranno e svilupperanno anche, vista la posizione geografica dell’Italia, interconnessioni con Paesi terzi, con lo scopo di favorire scambi efficienti; a questi interventi si accompagneranno la riforma del mercato elettrico per integrare le fonti rinnovabili e la completa apertura del mercato al dettaglio di gas ed elettricità;

  • promozione della ricerca, innovazione e competitività nel settore energetico.

L’obiettivo del Piano è quello di realizzare una nuova politica energetica e climatica che assicuri la piena sostenibilità ambientale, sociale ed economica del territorio nazionale e accompagni tale transizione: saranno dunque interessati tutti i settori, dall’industria al civile, dai trasporti all’agricoltura alla difesa.

INNOVAZIONE E COMPETITIVITÀ

Il Governo ha potenziato il Piano ‘Impresa 4.0’, nell’ottica di un passaggio da un Piano annuale a una strategia pluriennale per l’innovazione e la trasformazione digitale (denominata Piano ‘Transizione 4.0’), basata sull’introduzione di un unico strumento di accesso agli incentivi, il credito di imposta, articolato su più finalità: ricerca, sviluppo e innovazione; acquisto di macchinari; innovazione nei processi produttivi; trasferimento tecnologico e formazione. Le nuove misure garantiranno una maggiore competitività, tendendo a premiare maggiormente chi più investe in innovazione sostenibile, ricerca, sviluppo e formazione.

Nel corso del 2020, saranno pienamente operativi gli otto Centri di competenza ad alta specializzazione (Competence Center). Si intende potenziare ulteriormente questi centri e rendere più efficiente il network del trasferimento tecnologico costituito anche da altri centri di trasferimento tecnologico qualificati e dai Digital Innovation Hub delle associazioni datoriali e dai PID (Punti Impresa Digitale) del sistema camerale. L’ambizione deve essere quella di farne la sponda italiana della rete dei Digital Innovation Hub europei sostenuti dal Programma Digital Europe.

Relativamente al Piano Banda Ultralarga, si intende accelerare lo sviluppo dei cantieri nelle cd. aree bianche. Gli interventi della fase II del Piano saranno concentrati nel sostegno alla domanda per l’attivazione di servizi ultraveloci in tutte le aree del Paese e nella diffusione di infrastrutture a banda ultralarga nelle cd. aree grigie a fallimento tecnologico. Dall’adozione del piano strategico Banda Ultralarga a marzo 2015, sono state concluse tre gare – aggiudicate a Open Fiber S.p.a. tra il 2017 e il 2019 – e sono stati ordinati più di 1,3 miliardi di lavori il cui avanzamento è pari a circa il 40 per cento.

La Legge di Bilancio per il 2020 ha incrementato il finanziamento a sostegno degli Important Projects of Common European Interest (IPCEI) sulle catene di valore del futuro già approvati in sede comunitaria, quali la microelettronica e le batterie. Si intende aumentare le risorse a disposizione di tali progetti strategici di interesse europeo e alimentare una ancor più ampia e qualificata partecipazione di imprese italiane, sia capo-filiere che PMI, a questi progetti.

CODICE DEGLI APPALTI

Verranno messe in campo tutte le azioni necessarie per garantire appalti pubblici sostenibili, trasparenti e con tempi certi, anche intervenendo sul complesso delle disposizioni per introdurre, nel rispetto delle direttive comunitarie, gli strumenti di flessibilità che consentano la celerità delle procedure e la semplificazione documentale, nonché l’integrazione dei processi autorizzativi omologhi, attualmente gestiti da enti differenti, rivedendo alcune disposizioni oggi presenti nel Codice degli appalti.

Gli interventi di semplificazione saranno sempre ponderati con l’attenzione alla legalità, al contrasto nei confronti di infiltrazioni criminali negli appalti pubblici e al rispetto dell’ambiente e della sicurezza. Le semplificazioni saranno volte anche ad agevolare la qualità della progettazione e più in generale della capacità delle stazioni appaltanti di agire con maggiore flessibilità.

L’avvio delle attività della Struttura di missione InvestItaliafavorirà l’adozione delle misure di riforma della governance degli investimenti pubblici, sia a livello centrale che locale, nella direzione di un rafforzamento della capacità di programmazione e pianificazione, nonché di accelerazione della spesa.

Il Governo sta inoltre lavorando per consolidare le misure del D.L. 18 aprile 2019, n. 32 (cd. ‘Sblocca Cantieri’) che – a fronte della sperimentazione condotta – si sono rivelate efficaci nel dare impulso al settore degli appalti pubblici.

IV. I FONDI STRUTTURALI E IL PIANO PER IL SUD

IV.1 PIANO PER IL SUD AL 2030

Il ‘Piano Sud 2030 – Sviluppo e coesione per l’Italia’, presentato dal Governo il 14 febbraio 2020, pur elaborato in un altro contesto, presenta caratteristiche tali da renderlo uno strumento valido per guidare il necessario sforzo che dovrà essere prodotto già a partire dalle prossime settimane, nelle Regioni meridionali e nelle aree marginalizzate, per far ripartire il Paese. Si tratta infatti di un’azione coordinata di rilancio degli investimenti, con una prospettiva di medio periodo, per garantire un tempo congruo alla buona programmazione e una portata finanziaria ampia per gli interventi.

L’obiettivo del ‘Piano Sud 2030’, già nel triennio 2020-2022, è la massimizzazione dell’impatto delle misure previste nella Legge di Bilancio per il 2020, che consenta di incrementare gli investimenti pubblici nel Mezzogiorno, senza gravare di maggiori oneri la finanza pubblica, agendo sul riequilibrio della spesa ordinaria in conto capitale e l’accelerazione della spesa aggiuntiva, sia in termini di competenza che di cassa. Tale obiettivo si consegue mediante: i) il riequilibrio delle risorse ordinarie, con l’effettiva applicazione della cd. ‘clausola del 34 per cento‘ (come rafforzata nella Legge di Bilancio); ii) il recupero della capacità di spesa della politica nazionale di coesione (FSC), anche attraverso le opportune riprogrammazioni58); iii) un nuovo impulso all’attuazione della programmazione dei Fondi SIE della programmazione 2014-20.

Le cinque missioni del Piano sono:

  • Un Sud rivolto ai giovani: investire su tutta la filiera dell’istruzione, a partire dalla lotta alla povertà educativa minorile, per rafforzare il capitale umano, ridurre le disuguaglianze e riattivare la mobilità sociale.

  • Un Sud connesso e inclusivo: infittire e ammodernare le infrastrutture, materiali e sociali, come fattore di connessione e di inclusione sociale, per spezzare l’isolamento di alcune aree del Mezzogiorno e l’isolamento dei cittadini in condizioni di bisogno.

  • Un Sud per la svolta ecologica: rafforzare gli impegni del Green Deal al Sud e nelle aree interne, per realizzare alcuni obiettivi specifici dell’Agenda ONU 2030 e mitigare i rischi connessi ai cambiamenti climatici.

  • Un Sud frontiera dell’innovazione: supportare il trasferimento tecnologico e il rafforzamento delle reti tra ricerca e impresa, nell’ambito di una nuova strategia di politica industriale.

  • Un Sud aperto al mondo nel Mediterraneo: rafforzare la vocazione internazionale dell’economia e della società meridionale e adottare l’opzione strategica mediterranea, anche mediante il rafforzamento delle Zone Economiche Speciali (ZES) e i programmi di aiuto all’export e alla cooperazione allo sviluppo.

IV.2 IL CONTRIBUTO DEI FONDI STRUTTURALI EUROPEI

L’Unione Europea ha adottato iniziative legislative volte a rendere l’azione dei fondi strutturali più efficace e tempestiva, attraverso il riconoscimento di maggiore flessibilità nell’uso delle risorse e attraverso la messa a disposizione degli Stati membri di liquidità aggiuntiva con la quale fronteggiare sin da subito i nuovi fabbisogni di spesa. Per quanto riguarda le iniziative da parte italiana, il Governo è intervenuto, da un lato, nel costante raccordo con le istituzioni dell’Unione Europea, per concorrere all’elaborazione delle modifiche proposte dalla Commissione Europea volte a consentire agli Stati membri di disporre della più ampia flessibilità possibile per l’impiego tempestivo dei fondi e, dall’altro, per promuovere, in raccordo con le misure intraprese attraverso le politiche nazionali, una possibile azione di riprogrammazione delle risorse potenzialmente disponibili nell’ambito della programmazione 2014-2020, nel rispetto dei vincoli di destinazione territoriale previsti. In particolare, con tale azione si intendono destinare le risorse non ancora impegnate nell’ambito dei programmi operativi per la copertura di spese nel settore sanitario connesse all’emergenza e per il sostegno alle attività economiche e ai lavoratori, come pure per interventi in favore delle fasce sociali più fragili, particolarmente esposte agli effetti della crisi sanitaria. L’eventuale maggior contributo delle Regioni meridionali alle spese dell’emergenza è compensato con ulteriori risorse aggiuntive assegnate, ai fini del rispetto del principio dell’addizionalità.

IV.3 LA PROGRAMMAZIONE 2021-2027 DEL FONDO PER LO SVILUPPO E LA COESIONE

La Legge di Bilancio per il 2020 ha profondamento modificato i meccanismi di riprogrammazione del Fondo per lo sviluppo e la coesione (FSC), al fine di accelerare la capacità di spesa delle amministrazioni, centrali e regionali. L’obiettivo è di accelerare l’attuazione del FSC già a partire dall’anno in corso per poi raggiungere nel biennio 2021-2022 i livelli di spesa raggiunti nel settennio 2007-2013. In questa prospettiva, occorre dare da subito, continuità al potenziamento della leva nazionale delle politiche di coesione.

La programmazione del FSC 2021-27 assumerà le innovazioni strategiche, organizzative e procedurali finalizzate a rafforzare la leva nazionale delle politiche di coesione, con un rafforzamento del presidio centrale.

  1. LE AREE PRIORITARIE DELL’AGENDA DI GOVERNO E GLI OBIETTIVI DI SVILUPPO SOSTENIBILE (SDGs)

Priorità 1: L’implementazione delle misure strutturali che il Governo ha previsto per realizzare un sistema fiscale a sostegno della crescita permetterà di migliorare gli indicatori di sviluppo sostenibile relativi all’Obiettivo n.8 – ‘‘Lavoro dignitoso e crescita economica’’ in particolare per gli indicatori di crescita sostenibile e l’obiettivo n.17 ‘Partenariati per il conseguimento degli obiettivi’ in particolare in merito all’indicatore relativo al debito pubblico. In quest’area prioritaria si punta ad un triplice scopo: un bilancio sostenibile per rafforzare la credibilità e ridurre il premio di rischio sul debito pubblico; il rafforzamento della capacità fiscale e di riscossione delle entrate delle Amministrazioni pubbliche; un sistema impositivo funzionale alla crescita e all’efficiente allocazione delle risorse in chiave di equità.

Priorità 2: L’implementazione delle misure strutturali relative al mercato del lavoro, scuola e competenze attraverso misure di sostegno all’occupazione, all’uguaglianza di genere e all’istruzione, contribuirà al miglioramento della performance dell’Italia per gli indicatori relativi agli Obiettivi n.4 ‘Istruzione di qualità’, n.5 ‘Uguaglianza di genere’ e n.8 ‘Lavoro dignitoso e crescita economica’ in particolare per gli indicatori dell’area occupazione.

Priorità 3: L’implementazione delle misure strutturali relative alle politiche sociali, al sostegno delle famiglie e al contrasto alla povertà contribuirà al miglioramento degli Obiettivi n.1 ‘Povertà zero’, n.3 ‘Salute e benessere’ e n.10 ‘Ridurre le disuguaglianze’.

Priorità 4: L’implementazione delle misure strutturali atte a sostenere la produttività, la competitività, la giustizia e il settore bancario contribuirà al miglioramento dei risultati nell’Obiettivo n.8 – ‘Lavoro dignitoso e crescita economica’- in particolare per gli indicatori di crescita sostenibile – e dell’Obiettivo n.16 ‘Pace, giustizia e istituzioni forti’, in particolare per quanto riguarda il target relativo all’accesso alla giustizia e alla fiducia nelle istituzioni.

Priorità 5: L’implementazione delle misure strutturali relative alla Priorità 5 contribuirà al raggiungimento degli Obiettivi n.7 ‘Energia pulita e accessibile’, n.8 ‘Lavoro dignitoso e crescita economica’ in particolare per gli indicatori sugli investimenti,n.9 ‘Industria, innovazione e infrastrutture’, n.11 ‘Città e comunità sostenibili’, n.12 ‘Consumo responsabile’, n.13 ‘Azione per il clima’, n.14 ‘Conservazione e uso durevole di mari e risorse marine’ e n.15 ‘Vita in terra’.

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