Decreto Semplificazioni. Responsabilità erariale e penale dei funzionari e amministratori pubblici. Dal crucifige al laissaz faire.

Decreto Semplificazioni. Responsabilità erariale e penale dei funzionari e amministratori pubblici. Dal crucifige al laissaz faire.

Decreto semplificazioni: responsabilità erariale e penale dei funzionari e amministratori pubblici

Dal crucifige al laissaz faire

page1image52020448

Il Decreto Legge n. 76 del 16 luglio 2020, il cd. “decreto semplificazioni”, al suo capo IV (artt. dal 21 al 23), introduce norme che hanno lo scopo di facilitare l’azione amministrativa limitando l’area della responsabilità erariale e penale, con l’idea, forse fondata, che le decisioni dei pubblici funzionari italiani siano spesso paralizzate dal timore di incorrere in sanzioni patrimoniali o penali.

Si tratta di un orientamento politico-giuridico, di taglio irenico, che segue e sconfessa la stagione del “terrore” che ha avuto nella legge “spazzacorrotti” la sua apoteosi repressiva.

L’art. 21, al primo comma, introduce un principio che apparirebbe pleonastico: in tema di responsabilità erariale la prova del dolo richiede la dimostrazione della volontà dell’evento dannoso (l’art. 1 della legge 20/2014 limita le ipotesi di responsabilità erariale ai soli casi di dolo e colpa grave).

In realtà, la giurisprudenza contabile, talora, ha ritenuto che l’indagine circa la sussistenza del dolo, per la responsabilità erariale, fosse da limitarsi all’accertamento della coscienza e volontarietà della condotta e non fosse da estendersi alla coscienza e volontarietà dell’evento (cioè del risultato della condotta) come è regola invece nel processo penale.

Dunque, d’ora in poi, l’azione di responsabilità nei confronti del pubblico funzionario sarà sottoposta a più stringenti vincoli probatori, ma solo per quanto riguarda le condotte dolose: le condotte colpose, che prevedono la non volontarietà dell’evento dannoso, verranno giudicate con il metro probatorio consueto.

La conseguenza, un po’ paradossale, sarà che il funzionario che abbia agito in stato di colpa grave sarà chiamato a rispondere del danno causato, non così chi abbia agito in stato di dolo qualora non si sia provata l’intenzionalità in relazione all’evento.

Al suo comma secondo, l’art. 21 del D.L. in esame, stabilisce una temporanea limitazione di responsabilità in capo ai funzionari che danneggino la P.A.: per le condotte tenute dalla data di entrata in vigore del decreto, fino al 31 luglio 2021, l’azione di responsabilità sarà limitata alle sole condotte dolose.

Fino allo spirare del termine in questione, quindi, i pubblici funzionari, o dipendenti, potranno liberamente agire con imperizia, imprudenza o negligenza senza rischiare di incorrere in ipotesi di responsabilità erariale. Sono esclusi, dalla zona franca, i casi di danni cagionati da omissioni o da inerzia del soggetto agente. Per i funzionari, dunque, sarà più pericolosa la colpevole inerzia che la decisione connotata da colpa grave.

Per quanto riguarda, invece la responsabilità penale dei pubblici ufficiali e degli incaricati di pubblico servizio, l’art.23 del D.L., ha introdotto importanti modifiche alla formulazione del reato di abuso d’ufficio, anche in questo caso con lo scopo di comprimere gli spazi di rischio penale e di favorire il dinamismo delle amministrazioni.

Recita l’art. 23 citato:

Art. 23. Modifiche all’articolo 323 del codice penale

1.All’articolo 323, primo comma, del codice penale, le parole “di norme di legge o di regolamento,” sono sostituite dalle seguenti: “di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità” (vedi, in appendice, il vecchio ed il nuovo testo dell’art. 323 c.p.)

Come si evince dal testo del Decreto, le uniche violazioni penalmente rilevanti saranno quelle relative a inosservanza di norme contenute in leggi o in atti equivalenti e non saranno più punibili le violazioni (dolose) di norme regolamentari.

Non si può non tacere, per restare nella ratio del reato in questione, che sono spesso proprio i regolamenti a contenere le norme più dettagliate alle quali i soggetti, investiti di responsabilità pubbliche, devono conformarsi, e che spesso le leggi rinviano proprio a successivi regolamenti per specificare le condotte da tenersi. Si pensi all’importanza dei regolamenti comunali, edilizi, del personale degli enti pubblici, per non parlare dello stesso regolamento di esecuzione del codice degli appalti.

Forse depenalizzare la dolosa inosservanza delle norme regolamentari costituisce un cambio di rotta, in tema di politica criminale, impensabile anche per una maggioranza che ci ha abituato a repentini ed incoerenti colpi di timone.

Appendice:

323. Abuso d’ufficio – Vecchia formulazione.

Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di norme di legge o di regolamento, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.
Salvo che il fatto non costituisca un più grave reato, il pubblico ufficiale o l’incaricato di pubblico servizio che, nello svolgimento delle funzioni o del servizio, in violazione di specifiche regole di condotta espressamente previste dalla legge o da atti aventi forza di legge e dalle quali non residuino margini di discrezionalità, ovvero omettendo di astenersi in presenza di un interesse proprio o di un prossimo congiunto o negli altri casi prescritti, intenzionalmente procura a sé o ad altri un ingiusto vantaggio patrimoniale ovvero arreca ad altri un danno ingiusto è punito con la reclusione da uno a quattro anni.

La pena è aumentata nei casi in cui il vantaggio o il danno hanno un carattere di rilevante gravità.

page6image52117504

Ufficio Studi Gruppo Forza Italia-Berlusconi Presidente-UDC Senato della Repubblica Tel. 06/67062963 – 4574 – 5645 – 5649

No Comments

Sorry, the comment form is closed at this time.