CONSIDERAZIONI SUL PIANO COLAO

CONSIDERAZIONI SUL PIANO COLAO

IL PIANO COLAO

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Considerazioni sul Piano Colao

Il cosiddetto Piano Colao altro non è che un Rapporto elaborato per il Presidente del Consiglio dei Ministri da un Comitato di esperti chiamati dallo stesso primo ministro.

Lo stesso Rapporto ha avuto più stesure, sino alla definitiva (di cui forniamo una sintesi con semaforo ad indicare le misure apprezzabili e quelle meno), elaborata dopo avere fatto propri anche i rilievi del Presidente del Consiglio e dei Ministri interessati.

Il Comitato ha ribadito a Villa Doria Pamphili a Roma, durante i cosiddetti Stati Generali, i punti che riguardano gli interventi da adottare per “un’Italia più forte, resiliente ed equa”.

Su richiesta del Presidente del Consiglio dei Ministri il Comitato ha concentrato le proprie attività sull’elaborazione delle raccomandazioni relative a iniziative atte a facilitare e a rafforzare la fase di rilancio post epidemia Covid-19, sino al 2022.

In realtà nel cd Decreto Rilancio non è stato inserito praticamente nulla del Piano Colao e tra il Rapporto e la sua pratica attuazione c’è ancora la differenza che esiste tra una relazione a un disegno di legge e gli articoli che compongono le norme dispositive di una legge.

Peraltro bisogna ricordare che sono stati esclusi dalle “riflessioni” del Comitato gli interventi che riguardano aree già presidiate da altri comitati, quale ad esempio la Scuola, nonché riforme che richiedono tempi significativi di elaborazione e un alto grado di competenze specialistiche, quali ad esempio quelle della Giustizia civile, della

Fiscalità e del Welfare.
Si può dire, quindi, che i settori che più necessitano di

Riforme – a partire dalla riforma fiscale che è alla base della riallocazione delle risorse del bilancio pubblico da destinare ai settori d’intervento – non sono stati nemmeno considerati dal Rapporto Colao.

Per elaborare le proprie proposte il Comitato, oltre che far leva sulle competenze e le professionalità in esso rappresentate, ha condotto un’attività “serrata” di consultazione e confronto con ben oltre 200 esponenti del mondo economico e sociale, nonché con rappresentanti della Commissione europea e di numerosi Ministeri, ricevendo e analizzando oltre 500 contributi scritti.

Poiché le proposte adottate dal Comitato, oltre ad essere elaborazioni del mondo accademico, sono proprio le stesse che giungono dalla variegata rappresentanza dell’universo delle professioni e dell’imprenditoria, cioè dal mondo del fare, di cui Forza Italia è il principale interprete in Parlamento, va da sé che la gran parte delle proposte appaiono condivisibili.

Allo stesso tempo però molte delle proposte del Piano Colao mal si coniugano con quelle delle forze che sostengono il Governo.

Ed è proprio per questa ragione sembra sia stata convocata la consultazione ulteriore, gli “Stati generali” per cercare di fare sterzare verso sinistra le indicazioni del rapporto Colao.

Quindi, al momento è difficile prevedere una traduzione in norme del lungo ed apprezzabile rapporto del Comitato presieduto da Vittorio Colao.

Il comitato

Il Comitato di esperti in materia economica e sociale, Iniziative per il rilancio “Italia 2020-2022”: Enrica Amaturo, Donatella Bianchi, Marina Calloni, Elisabetta Camussi, Roberto Cingolani, Vittorio Colao, Riccardo Cristadoro, Giuseppe Falco, Franco Focareta, Enrico Giovannini, Giovanni Gorno Tempini, Giampiero Griffo, Maurizia Iachino, Filomena Maggino, Enrico Moretti, Riccardo Ranalli, Marino Regini, Linda Laura Sabbadini, Raffaella Sadun, Stefano Simontacchi, Fabrizio Starace.

Gli obiettivi del Comitato

Se “non sprecare una crisi” è diventato un luogo comune universale di ogni momento di difficoltà, “trasformare i costi del rilancio in investimenti per il futuro” è per gli italiani un obbligo di lealtà e un dovere innanzitutto nei confronti delle giovani generazioni.

Per questo, l’obiettivo ultimo da perseguire nella fase di ripresa dopo il lockdown è quello di potenziare le infrastrutture economiche e sociali del Paese, e investire le risorse disponibili, oltre che nelle misure di sostegno immediato a persone e mondo produttivo, in azioni trasformative che rendano l’Italia:

  • –  Più resiliente a futuri shock di sistema
  • –  Più reattiva e competitiva rispetto alle trasformazioni industriali e tecnologiche in corso

– Più sostenibileedequaperlimitareglieffettideglishock sulle fasce più vulnerabili della popolazione e scongiurare un indebolimento strutturale dei fattori “primari” dello sviluppo (capitale economico, capitale umano, capitale sociale e capitale naturale).

IL RAPPORTO COLAO

Sintesi e semaforo (verde, giallo e rosso)
I. Intervenire urgentemente per sostenere la sopravvivenza e la

ripartenza delle imprese

1. Occupazione e ripartenza delle imprese

i. Escludere il “contagio Covid-19” dalla responsabilità penale del datore di lavoro per le imprese non sanitarie e neutralizzare fiscalmente, in modo temporaneo, il costo di interventi organizzativi.

ii. Utilizzare la fase attuale per un’attenta e profonda osservazione dello smart working e delle dinamiche ad esso connesse per identificare elementi con cui migliorare la normativa vigente

iii. Consentire (in deroga temporanea al Decreto Dignità) il rinnovo dei contratti a tempo determinato in scadenza almeno per tutto il 2020.

2. Liquidità di sopravvivenza alle imprese

i. Rinnovare, se necessario, le misure straordinarie per garantire liquidità alle imprese
ii. Liquidare i crediti delle aziende verso la PA e valutare pagamenti anticipati per i lavori pubblici, al fine di agevolare in particolare le PMI

iii. Rendere più agevole la compensazione orizzontale dei debiti con i crediti fiscali, nonché prevedere la compensazione dei debiti con i crediti liquidi ed esigibili verso la PA, anche tramite la costruzione di una piattaforma informatica. Differire il saldo imposte 2019 e il primo acconto 2020

iv. Promuovere un codice di comportamento per il pagamento

rapido dei fornitori (ad es. a 30 giorni) al fine di riattivare la circolazione dei flussi di liquidità soprattutto a favore delle imprese piccole e deboli negozialmente.
v. Estendere il decreto liquidità al factoring pro-soluto e al reverse factoring come garanzia della filiera

vi. Modificare il decreto liquidità per permettere il sostegno finanziario anche alle imprese con esposizioni UTP che presentano possibilità concrete di risanamento
vii. Monitorare i livelli di effettiva erogazione di liquidità alle PMI e, dove necessario, semplificarne i processi di rilascio.

3. Riduzione impatto contenziosi post-crisi

i. Prevedere per legge la ripartizione del rischio tra locatore e conduttore nella forma di presunzione o, in alternativa, l’incentivazione (tramite riduzione di IMU e TARI) della rinegoziazione dei canoni commerciali e dei finanziamenti correlati (ad es. mutui ipotecari)

ii. Disincentivare, ove possibile, il ricorso alle procedure concorsuali (concordati preventivi e fallimenti) per evitare il conseguente blocco ex lege del pagamento ai fornitori e la conseguente sottrazione di liquidità e risorse al sistema. Nello specifico, evitare che il debitore ricostituisca il valore dell’azienda solo a scapito dei creditori

iii. Sospendere per il 2020 i vincoli al ripianamento delle perdite delle imprese pubbliche (e del trasporto pubblico in particolare) ed evitare il ricorso al concordato preventivo e all’amministrazione straordinaria (che impedirebbe il pagamento dei fornitori e rallenterebbe l’esecuzione degli investimenti).

4. Rafforzamento capitalizzazione delle imprese

i. Creare incentivi per gli aumenti di capitale, rendendo l’ACE più attrattiva, introducendo una Super-ACE per le imprese che investono in tecnologia green e semplificandone la deliberazione

ii. Ridurre tempi e costi delle procedure di aumento di capitale per le società quotate
iii. Favorire una strutturale riallocazione del risparmio verso PMI/società non quotate
iv. Incentivare strumenti di capitale (ad es. azioni di risparmio a termine con limite al rendimento massimo o strumenti finanziari partecipativi di capitale) con la sottoscrizione dei quali 7 il capo-filiera possa patrimonializzare per alcuni anni fornitori e distributori e facilitarne l’accesso a liquidità (tramite credito bancario, factoring, etc.) e a capitali esterni
v. Prevedere, in situazioni di emergenza e per imprese di dimensioni maggiori di 50M€, interventi temporanei, selettivi e individuali/specifici di capitalizzazione da parte di soggetti pubblici (ad es. CDP).

5. Incentivo all’adozione di sistemi di tax control framework anche attraverso l’estensione del dialogo preventivo con l’amministrazione finanziaria.
Introdurre la non applicabilità delle sanzioni amministrative e penali per le società (italiane ed estere identificate in Italia) che (i) siano in regime di cooperative compliance o (ii) implementino un modello di presidio del rischio fiscale (Tax Control Framework) o (iii) segnalino e documentino adeguatamente operazioni caratterizzate da un rischio di natura fiscale.

II. Ridurre significativamente l’economia sommersa per liberare risorse e garantire concorrenza equa

6. Emersione lavoro nero. Favorire l’emersione attraverso opportunità di Voluntary Disclosure ai fini della regolarizzazione, prevedendo un meccanismo di sanatoria e incentivazione riducendo contribuzione cuneo fiscale, nonché sanzioni in caso di falsa dichiarazione o mancato perfezionamento delle procedure di emersione.

7. Emersione e regolarizzazione contante derivante da redditi non dichiarati

i. Introdurre la Voluntary Disclosure sul contante e altri valori derivanti da redditi non dichiarati (anche connessa all’emersione del lavoro nero) a fronte del pagamento di un’imposta sostitutiva e dell’impiego per un periodo minimo di tempo (ad es. 5 anni) di una parte significativa dell’importo in attività funzionali alla ripresa (ad es. investimento nel capitale dell’impresa del soggetto che fa la Voluntary Disclosure, o investimento in social bond nominativi o altri strumenti analoghi). Condizionare gli effetti premiali in ambito penale a specifici requisiti di coerenza

ii. Promuovere un’iniziativa presso le istituzioni europee competenti per mettere rapidamente fuori corso le banconote in Euro di maggior taglio (500 e 200).

8. Regolarizzazione e rientro dei capitali esteri. Favorire la regolarizzazione e il rientro di capitali detenuti illegalmente all’estero, tramite estensione della Voluntary Disclosure del punto precedente al rientro/regolarizzazione dei capitali all’estero (imposte e obbligo di reinvestimento parziale).

9. Passaggio a pagamenti elettronici

i. Incentivare l’utilizzo dei pagamenti elettronici (PA, esercizi commerciali e soprattutto servizi e prestazioni) tramite: deduzioni/detrazioni dall’IRPEF, lotterie instantwin, credito d’imposta per gli esercenti e accordi con il sistema bancario per riduzione delle commissioni

ii. Rendere effettive ed eventualmente inasprire le sanzioni per gli esercizi commerciali e servizi privi di POS o con POS non funzionante
iii. Scoraggiare l’uso del contante per ammontari rilevanti attraverso la riduzione dei limiti ai pagamenti in contanti nonché disincentivi al ritiro e all’utilizzo degli stessi (ad es. anticipo fiscale a valere sui prelievi di contante).

III. Modernizzare il tessuto economico e produttivo del Paese, aumentandone il livello di innovazione e la sostenibilità

Incentivare l’innovazione 9

10. Innovazione tecnologica e proprietà intellettuale.

Incentivare l’innovazione tecnologica delle imprese con il ripristino e il potenziamento delle misure di super-ammortamento e iper- ammortamento previste da Industria 4.0 prevedendo una durata pluriennale degli incentivi (5 anni). Inoltre, aumentare i limiti per gli investimenti previsti peri crediti R&D, ampliare il regime del patent box a ulteriori beni immateriali e incrementare il beneficio previsto (anche ai fini di incentivare il re-shoring ad alto valore aggiunto).

11. Innovazione energetica e sostenibilità. Incentivare gli investimenti nella transizione energetica/sostenibilità delle filiere italiane e finanziare gli investimenti in innovazione per lo sviluppo di tecnologie a bassa emissione, per ottemperare alle nuove direttive Europee (Green Deal).

12. Sostegno a Start-up innovative. Rafforzare le misure di sostegno alle start-up e PMI innovative con incremento delle agevolazioni fiscali per l’investimento da parte di individui, società e fondi specialistici (detassazione proventi e aumento dell’ammontare di detrazione e deduzione) e con l’aumento dimassimali previsti per gli investimenti annui.

Sviluppare le competenze per aumentare la produttività

13. Competenze gestionali e assunzioni specialistiche.

Incentivare reskilling manageriale per stimolare l’adozione delle competenze necessarie ad adattare i sistemi produttivi alle nuove esigenze post-Covid, attraverso defiscalizzazioni temporanee per la partecipazione a formazione gestionale e per l’assunzione di competenze esterne (inclusi neolaureati) nelle PMI.

14. Riqualificazione disoccupati/CIG. Incentivare la riqualificazione della forza lavoro e dei disoccupati finanziata attraverso fondi specializzati (ad es. “fondo nuove competenze”) prevedendo:

i. Incentivi alle imprese (ad es. defiscalizzazione di spese di formazione, riduzione del cuneo fiscale)
ii. Incentivi ai lavoratori (ad es. abolizione divieto di cumulo additivo tra retribuzione e trattamento di cassa integrazione, co- finanziamento acquisto di PC, condizionalità dei sussidi)

iii. Utilizzo di programmi formativi di qualità (permettendo in via emergenziale il ricorso a partnership pubblico-privato ove necessario)
iv. Sistema di valutazione della qualità dei programmi di formazione (ad es. esiti della formazione su benessere, occupazione e reddito dei lavoratori coinvolti).

15. Piattaforme formative pubblico-private per filiere produttive. Promuovere lo sviluppo di progetti di qualificazione professionale “di filiera” pubblico-privato, basati su alleanze tra agenzie formative, istituti tecnici, università ed imprese, consentendo agli enti formativi la possibilità di accedere astrumenti negoziali nazionali (ad es. mutuando l’esperienza degli strumenti negoziali pubblici per R&S, come i contratti di sviluppo/accordi di innovazione, da traslare in campo formativo).

Rafforzare le PMI e le filiere

16. Reti, Filiere e Aggregazioni

i. Potenziare e agevolare l’utilizzo di strumenti collaborativi e aggregativi (ad es. Reti d’impresa, Associazioni Temporanee d’impresa, etc.)
ii. Incentivare le aggregazioni (ad es. defiscalizzazione della 11 quota di maggior reddito derivante dall’aggregazione, ammortamento del goodwill riveniente dalla fusione), con ulteriori agevolazione per le aggregazioni di imprese in crisi (riduzione cuneo fiscale).

17. Sostegno Export. Sostenere il rilancio dell’export italiano con un piano volto a minimizzare gli impatti dell’emergenza Covid-19 sul sistema di credito (ad es. estendendo e rafforzando le azioni di SACE a supporto dei crediti per export) e sul sistema fieristico, a comunicare l’eccellenza settoriale e valutare incentivi all’export di carattere più generale.

18. Reshoring. Incentivare il re-insediamento in Italia di attività ad alto valore aggiunto (ad es. R&D strategico, produzione in settori ad alta componente tecnologica) e/o produttive rafforzando in tal modo il sistema Paese e la sua competitività (ad es. tramite decontribuzione dei relativi lavoratori, incentivi agli investimenti produttivi, maggiorazione ai fini fiscali del valore ammortizzabiledelle attività rimpatriate). Valutare l’estensione del regime a tutti i nuovi insediamenti produttivi in Italia.

Sostenere lo sviluppo di una economia sostenibile

19. Terzo Settore. Sostenere le imprese sociali (comprese le cooperative sociali) attraverso:

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i. La piena attuazione della Riforma del Terzo Settore, in particolare per la parte relativa alle agevolazioni fiscali
ii. Il sostegno all’accesso e alla diffusione di strumenti di finanza sociale italiani e europei

iii. La facilitazione di processi aggregazione per tutti gli enti non profit.

4.2 Infrastrutture e Ambiente, volano del rilancio

Gli sviluppi infrastrutturali devono privilegiare senza compromessi la sostenibilità ambientale, favorendo la transizione energetica e il “saldo zero” in termini di consumo del suolo, in linea con gli obiettivi del Green Deal europeo.

 Piano straordinario di rilancio delle infrastrutture.
urgente rimuovere gli ostacoli esistenti all’effettiva e rapida realizzazione delle opere, soprattutto quelle di carattere strategico.

  •   Infrastrutture per le telecomunicazioni. È necessario un intervento sistematico per ridurre il divario digitale e rendere il Paese totalmente e universalmente connesso, permettendo così l’ampia diffusione tra aziende e privati delle tecnologie innovative
  •   Infrastrutture energetiche e idriche e salvaguardia del patrimonio ambientale. Inoltre, è urgente accompagnare il Paese nella transizione energetica da fonti fossili a fonti rinnovabili, così da raggiungere gli ambiziosi target fissati a livello nazionale e internazionale. Per migliorare la sostenibilità del Paese è altresì necessario accelerare le iniziative per il passaggio all’economia circolare.
  •   Infrastruttureperitrasportielalogistica.èquindinecessario un importante intervento per garantire l’efficienza del sistema dei trasporti, accelerando la transizione verso una logistica a basso impatto ambientale, come quella ad alta

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velocità su ferro delle merci. Inoltre, il trasporto pubblico locale, oggi estremamente eterogeneo e spesso legato a veicoli e sistemi di gestione datati, richiede incentivi e investimenti nell’ottica della riduzione dell’inquinamento edel passaggio alla mobilità elettrica.

 Infrastrutture sociali. È dunque necessario che le infrastrutture sociali rientrino nel più ampio piano di rilancio infrastrutturale, anche attraverso modalità di investimento 13 pubblico-privato.

IV. Identificare chiaramente le infrastrutture “di interesse strategico” e creare un presidio di esecuzione che garantisca la rimozione di ostacoli alla loro realizzazione

20. Realizzazione infrastrutture strategiche. Regolare con un regime ad hoc l’implementazione delle infrastrutture “di interesse strategico”, identificate come le reti di telecomunicazioni, le infrastrutture energetiche e per la salvaguardia dell’ambiente e per la messa in sicurezza del territorio, e le infrastrutture di trasporto/logistica, attraverso leggi/protocolli nazionali di realizzazione non opponibili da enti locali.

21. Unità di presidio infrastrutture strategiche. Pianificare una rapida esecuzione di tali infrastrutture “di interesse strategico”, attraverso una unità di presidio ministeriale responsabile della rapida esecuzione degli investimenti previsti.

22. Codice degli Appalti. Semplificare l’applicazione del codice degli appalti ai progetti di natura infrastrutturale
i. Applicare tel quel alle infrastrutture “di interesse strategico” le Direttive europee

ii. Integrare le Direttive europee per le sole porzioni in cui esse non sono auto-applicative

iii. Rivedere parallelamente la normativa in un nuovo codice, basato sui principi delle Direttive europee.

23. Semplificazione PA. Sburocratizzare i processi con la PA, formalizzando tramite ricevuta telematica la formazione del silenzio-assenso e vietando la richiesta di documenti specifici (da parte della PA) laddove l’autocertificazione è accettabile.

24. Investimenti concessioni. Negoziare un’estensione delle concessioni equilibrata e condizionata ad un piano di investimenti espliciti e vincolanti (ad es. nei settori autostrade, gas, geotermico e idroelettrico), coerenti con le macro-direttive del Green Deal europeo.

V. Accelerare la realizzazione delle infrastrutture di telecomunicazioni

25. Piano Fibra Nazionale

i. Sviluppare un piano per il completamento della copertura nazionale della rete in fibra
ii. Estendere la logica di gara per lo sviluppo di un’unica rete in fibra ottica a tutte le aree oggi senza impegni cogenti di copertura (c.d. B grigie, C/D senza impegni cogenti, etc.), sostenendone parzialmente i costi con finanziamenti governativi e imponendo al fornitore vincente condizioni cogenti di realizzazione nonché garanzia di accesso competitivo a pari condizioni tecnico/operative a tutti gli operatori.

26. Cablaggio PA. Pianificare l’installazione di accessi in fibra in tutti gli edifici della PA, con particolare attenzione a scuole e strutture socio-sanitarie e amministrazioni locali per rendere possibile il passaggio a servizi digitali ai cittadini, smart working degli impiegati e accesso universale a Dati della PA.

27. Sviluppo Reti 5G. Adeguare i livelli di emissione elettromagnetica in Italia ai valori europei, oggi circa 3 volte più alti e radicalmente inferiori ai livelli di soglia di rischio, per accelerare lo sviluppo delle reti 5G. Escludere opponibilità locale se protocolli nazionali sono rispettati.

28. Sussidio Digital Divide. Concedere voucher per sostenere 15 l’accesso alla banda larga delle fasce meno abbienti della popolazione, focalizzato sulla migliore tecnologia disponibile localmente e differenziato tra fibra e altre tecnologie.

VI. Accelerare la realizzazione di infrastrutture energetiche e idriche, e predisporre un piano di salvaguardia del patrimonio ambientale

29. Sblocco e accelerazione investimenti operatori del settore energetico. Sbloccare le autorizzazioni per i significativi investimenti privati già approvati (finanziati e a budget) dagli operatori dei settori energetico e idrico

i. Individuare i progetti chiave che necessitano di un’accelerazione degli investimenti
ii. Effettuare interventi specifici di tipo normativo/regolatorio per determinati sotto-settori (ad es. nel campo della distribuzione del gas e del repowering degli impianti di produzione di energia rinnovabile).

30. Efficienza e transizione energetica e tecnologie energetiche innovative
i. Definire un piano a lungo termine di decarbonizzazione ed esplicito obiettivo di carbon neutrality, come da linee guida europee e sul modello di altri Paesi

ii. Istituire un percorso privilegiato per gli interventi di transizione energetica

iii. Incentivare l’efficienza energetica e la transizione energetica (ad es. produzione/autoproduzione di energia rinnovabile) di imprese, PA locale e centrale e privati attraverso interventi autorizzativi, regolatori e fiscali
iv. Incentivare nuove tecnologie emergenti a supporto della transizione energetica

31. Economia circolare d’impresa. Adeguare norme, incentivi e fondi relativi al trattamento di rifiuti e scarti per favorire l’attivazione di progetti di economia circolare a livello aziendale: i. Incentivare adeguatamente la gestione e conversione dei rifiuti sotto tutte le forme “waste- to” (-material, -energy, -fuel, – hydrogen, -chemical)

ii. Semplificare e revisionare le normative esistenti al fine di rendere efficace la gestione dell’End of Waste
iii. Favorire il recupero e riutilizzo delle plastiche, non solo imballaggi.

32. Gestione rifiuti e acque reflue. Definire e finanziare investimenti infrastrutturali nel ciclo dei rifiuti urbani e industriali e nella depurazione e riutilizzo delle acque reflue, con particolare attenzione a quei comuni che rientrano in procedura di infrazione UE.

33. Infrastrutture idriche. Incentivare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria delle infrastrutture idriche: i. Definire modalità decisionali cogenti fra Ministeri e Regioni competenti per individuare il reperimento di investimenti e incentivando lo sblocco di investimenti già individuati, già finanziati ma non ancora attuati/ avviati (in particolare nel Sud Italia)

ii. Ripensare il metodo tariffario per incrementare da un lato l’attrattività per gli operatori del comparto, mantenendo dall’altro l’accessibilità, anche economica, al bene pubblico

iii. Rafforzare i meccanismi di riscossione dei crediti di tutta la filiera idrica.

34. Bacini idrici. Finanziare interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria per lo sfruttamento dei bacini idrici, per valorizzarne l’utilizzo in agricoltura e per la transizione 17 energetica.

35. Verde e dissesto idrogeologico

i. Definire un piano di investimento finalizzato ad aumentare e preservare le aree verdi, il territorio e gli ecosistemi nazionali ii. Contrastare il consumo di suolo e il conseguente dissesto idrogeologico – ad es. inserendo obiettivi di conservazione e ripristino del capitale naturale in tutte le strategie e politiche che comportano un maggior consumo del suolo.

VII. Finanziare la riconversione sostenibile delle infrastrutture di trasporti e logistica

36. Trasporto pubblico locale. Incentivare il rinnovo del parco mezzi del Trasporto Pubblico Locale (TPL) verso mezzi a basso impatto, primariamente elettrico, ibrido biocombustibili)
i. Aumentare le risorse previste nel Piano Nazionale Mobilità Sostenibile, valutando anche l’estensione dei fondi a strumenti PPP

ii. Definire obiettivi di rinnovo a livello nazionale

37. Trasporto privato. Incentivare il rinnovo dei mezzi pesanti privati con soluzioni meno inquinanti
i. Incentivare lo sviluppo capillare di infrastruttura per mobilità sostenibile)

ii. Incentivare il rinnovo dei mezzi pesanti privati (ad es. navi, camion) con tecnologie alternative meno inquinanti (ad es. GNL) iii. Promuovere la conversione verso i carburanti di nuova generazione meno inquinanti

38. Ciclabilità. Pianificare investimenti e finanziamenti a favore della Ciclabilità

39. Porti e ferrovie. Predisporre un piano “intermodale” su scala nazionale per la logistica merci

VIII. Coinvolgere investimenti privati per finanziare infrastrutture sociali

40. Edilizia abitativa. Sostenere un piano di investimenti finalizzato a potenziare un’offerta abitativa economicamente accessibile, socialmente funzionale ed ecosostenibile

41. Edilizia sociale. Investire nell’ammodernamento dell’edilizia sociale

4.3 Turismo, Arte e Cultura, brand del Paese

In assenza di azioni tempestive ed efficaci – qui più che in altri comparti dell’economia – è probabile non solo che molte aziende debbano rapidamente chiudere, ma anche che la capacità economica del settore venga compromessa per anni.

Con queste premesse, le iniziative proposte dal Comitato riguardano quattro obiettivi:

 La difesa della stagione turistica 2020 e della percezione internazionale dell’Italia per il rilancio del 2021.

 Una nuova governance e strategia per il turismo, per garantire la valorizzazione e la gestione ottimale di un settore che presenta complessità

 La valorizzazione e lo sviluppo dell’offerta del Paese
 Una forte valorizzazione del patrimonio artistico e culturale

IX. Sostenere la stagione turistica 2020, compatibilmente con quanto permesso dalla tutela della situazione sanitaria

42. Piano di difesa stagione 2020.

i. Consentire diversi livelli di apertura delle attività e diverse tempistiche di riapertura a seconda del grado di prevalenza di rischio (a livello locale/granulare), e sbloccare coerentemente la mobilità interregionale (dove possibile) per permettere il turismo nazionale

ii. Definire i livelli di rischio sanitario locale in modo conforme alle linee guida europee
iii. Comunicare in modo tempestivo i dati epidemiologici su base granulare, non solo agli enti nazionali ed europei preposti nonché al pubblico

iv. Allineare la definizione dei protocolli e del “load factor” dei trasporti (in particolare per quello aereo) ai livelli europei.

43. Protezione del settore e dell’occupazione. Sviluppare piano di difesa dei livelli occupazionali e della sostenibilità economica degli operatori del settore
i. Dare agevolazioni e defiscalizzazioni per le attività del 2020-2021, incentivando gli operatori ad aprire in modo da preservare sia l’avviamento sia l’occupazione

ii. Prevedere per legge una ripartizione del rischio tra locatore e conduttore nella forma di presunzione, o in alternativa incentivazione (tramite riduzione di IMU e TARI) della rinegoziazione dei canoni commerciali

iii. Estendere alcune tipologie di concessioni in scadenza (ad es. spiagge), per evitare che un orizzonte temporale dell’attività economica troppo ristretto disincentivi gli investimenti (ad es. in protocolli sicurezza) e si traduca in mancate riaperture

iv. Istituire un “fondo Covid” per sostenere economicamente musei, attività culturali e dello spettacolo, parchi e aree protette che hanno perso ricavi

v. Coordinare appena possibile una campagna di comunicazione e promozione che posizioni l’Italia allo stesso piano di attrattività delle destinazioni comparabili, con particolare focus sulle misure per la sicurezza del turista

vi. In caso di mancata apertura nell’immediato, incentivare gli operatori ad intraprendere attività di riqualificazione e ristrutturazione nel periodo di chiusura.

X. Definire una strategia di medio-lungo termine per il turismo e aumentare l’efficacia della governance del settore

44. Presidio Turismo Italia. Creare un presidio governativo speciale focalizzato sul recupero e rilancio del settore nel prossimo triennio con l’obiettivo di assicurare coordinamento governativo orizzontale e territoriale verticale nel periodo di rilancio

i. Focalizzare l’unità/presidio governativo sul turismo come settore economico per tutta la ripresa, con condivisi obiettivi per area e territorio
ii. Creare un coordinamento permanente con tutti gli attori coinvolti (Ministeri, strutture diplomatiche, Regioni, ENIT, associazioni di categoria, operatori dei diversi comparti) con meccanismi di regolare condivisione delle informazioni e delle linee guida

iii. Aumentare la capacità di spesa e assegnare obiettivi espliciti di crescita settoriale e di immagine nel medio termine.
iv. Lanciare e coordinare un’unità di data/analytics sul Turismo, a beneficio sia del presidio sia degli attori del comparto, per sostenere con rapidità e accuratezza le azioni di rilancio.

45. Piano Turismo Italia. Pianificare un miglioramento strutturale di qualità, sicurezza e competitività del Turismo in Italia
46. Piano comunicazione Turismo Italia. Rafforzare il ruolo delle strutture periferiche coinvolte nel settore

XI. Valorizzare e sviluppare l’offerta turistica del Paese

47. Incentivi a miglioramenti strutturali. Incentivare tramite finanziamenti a tasso ridotto e crediti fiscali la riqualificazione delle strutture ricettive

48. Incentivo al consolidamento del settore turistico. Sostenere la creazione di reti di impresa e aggregazioni

49. Miglioramento qualità del sistema ricettivo. Avviare iniziative che aumentino l’uniformità e innalzino la qualità e dell’offerta
i. Pianificare e lanciare una revisione degli standard di qualità delle strutture ricettive

ii. Valorizzare e utilizzare per uso turistico beni immobiliari di valore storico e artistico

50. Promozione e commercializzazione prodotti turistici.
i. Rafforzare un piano di promozione mirato e coordinarlo per il sistema Paese
ii. Sviluppare, in coordinamento con l’unità di data/analytics del presidio, un’infrastruttura digitale per la promozione e commercializzazione dell’offerta.

51.

52. Trasporti turistici. Migliorare l’accessibilità del turismo italiano, investendo nei collegamenti infrastrutturali

Sviluppo nuovi prodotti turistici.
Valorizzare il potenziale inespresso dell’offerta del Paese Sviluppare nuovi prodotti turistici focalizzati su “verticali” i.ii. specifici

53. Formazione turistica. Migliorare l’offerta formativa del turismo
i. Rafforzare l’offerta formativa degli ITS del Turismo, tramite l’aumento del peso degli stage lavorativi e la revisione dei programmi in modo da poter rispondere all’evoluzione del mercato

ii. Sviluppare programmi di formazione permanente per insegnanti e operatori del settore gestiti e condotti da grandi catene internazionali
iii. Rafforzare il metodo di valutazione dell’operato degli enti formativi, affinché sia possibile stimare l’effetto causale della formazione sull’apprendimento e gli sbocchi lavorativi degli studenti.

XII. Valorizzare il patrimonio artistico e culturale, attraendo capitali privati e competenze per migliorarne accessibilità e fruibilità

54. Attrazione capitali privati. Sviluppare un piano integrato di attrazione dei capitali per rafforzare la dotazione dedicata ad Arte e Cultura
i. Potenziare incentivi fiscali e strumenti di promozione internazionale per sollecitare donazioni e sponsorizzazioni

ii. Lanciare fondi di impact-investing dedicati ad Arte e Cultura italiana

55. Riforma modelli di gestione enti artistici e culturali

i. Affrancare le strutture dai vincoli gestionali attuali e favorire iniziative di sviluppo pubblico-privato
ii. Sviluppare nuovi sistemi di incentivi per le aziende titolari di concessioni al fine di premiare le gestioni virtuose.

56. Potenziamento competenze museali

i. Creare una rete selezionata di grandi musei pubblici e privati, 23 siti archeologici e luoghi della cultura
ii. Permettere agli enti coinvolti la possibilità di assumere responsabilità di “capofiliera” dell’arte, coinvolgendo nelle loro attività formative collezioni italiane minori

iii. Strutturare un processo di valutazione regolare degli enti

57. Potenziamento competenze di artigianato specialistico.

Accrescere le professionalità specialistiche del settore con percorsi di formazione universitaria, creando un archivio digitale delle competenze specifiche e incentivando lo sviluppo di progetti imprenditoriali.

4.4 Pubblica Amministrazione, alleata di cittadini e imprese

La PA ha l’imperativo di trasformarsi per essere finalmente vista come un vero alleato.
quattro macro aree:
• superamento della burocrazia difensiva, la revisione del codice degli appalti per allinearlo agli standard europei, la riaffermazione dei processi di autocertificazione e di silenzio- assenso, la promozione dell’e-Procurement

• forte accelerazione della trasformazione digitale
• deciso investimento nel capitale umano della PA
• investimento significativo sulla digitalizzazione della sanità pubblica

XIII. Realizzare interventi urgenti di semplificazione e velocizzazione delle procedure

58. Superamento della “burocrazia difensiva”. Intervenire per riformare la responsabilità dei funzionari e dirigenti pubblici per danno erariale

59. Trasparenza sulle prestazioni della PA Rafforzare la misurazione end-to-end delle prestazioni delle pubbliche amministrazioni

60. Codice degli Appalti. Rivedere il Codice dei contratti pubblici

61. Autocertificazione e silenzio-assenso. Ampliare gli ambiti di applicabilità di autocertificazione e meccanismi di silenzio- assenso
i. divieto di richiedere i documenti specifici laddove l’autocertificazione è contemplata

ii. Confermando l’inasprimento delle pene per le dichiarazioni mendaci.

62. e-Procurement. Promuovere l’e-procurement a tutti i livelli 63. Dati per statistica e ricerca scientifica. Rimuovere gli

ostacoli all’utilizzazione di dati amministrativi

XIV. Accelerare la digitalizzazione di tutta la PA

64. Piano Digitalizzazione PA. Incentivare, affiancare e supportare tutte le amministrazioni, anche locali, nel processo di trasformazione digitale

65. Progetto Cloud PA. Lanciare e finanziare il piano di migrazione al cloud

  1. Sviluppare e lanciare la strategia architetturale ICT della PA
  2. Redigere un piano di migrazione e assegnare il relativo

budget di progetto pluriennale

iii. Migrare in cloud i servizi essenziali della PA centrale al Polo 25 Strategico Nazionale (PSN) e incentivare la migrazione (a carico
del centro) di quelli della PA locale (entro breve, ad es. 3 anni)
iv. Mettere in sicurezza e razionalizzare i data center rimanenti non in cloud e/o trasferire i servizi non essenziali in cloud pubblico (Cloud Service Provider su territorio nazionale, controllato da società a maggioranza italiana)

v. Rendere obbligatori meccanismi di interoperabilità delle banche dati della PA.

66. Rafforzamento cyberdifesa. Dotare l’Italia di un sistema di cyberdifesa di eccellenza
i. Prevedere un forte incremento di risorse umane qualificate e investimenti su infrastrutture e dotazioni tecnologiche degli organismi preposti (comparto intelligence, Polizia postale e delle comunicazioni, Difesa, principalmente)

ii. Creare un regime personale speciale per i tecnici specializzati all’interno delle amministrazioni per permettere maggiore, rapidità ed efficacia di reclutamento di risorse scarse sul mercato e altamente contese.

67. Piano Competenze Procurement ICT. Trasformare le modalità di acquisto dei servizi ICT della PA, attraverso una nuova un’unità dedicata di procurement di servizi ICT
Nello specifico:

i. Lanciare unità dedicata (in Consip o in Ministero per l’Innovazione) per poter gestire acquisti e forniture in modi e tempi coerenti con lo sviluppo rapido della categoria

ii. Creare Centro di competenza ICT per definire le specifiche tecniche delle forniture IT e monitorare andamenti di mercato

iii. Formare buyer ICT on competenze adeguate sia su elementi tecnico-qualitativi, sia su gestione fornitori e performance contrattuale.

XV. Rafforzare e valorizzare il capitale umano della P.A

68. Piano Risorse Umane PA. Trasformare le modalità di reclutamento del personale PA che abbia le seguenti funzioni:

i. Mappatura fabbisogno di competenze per ogni amministrazione sulla base di richieste e bisogni espressi e trend attesi e coordinamento politiche di assunzione

ii. Razionalizzazione delle prove preselettive generiche a favore di un focus sulle competenze più competitive e su modalità di test più specifiche sulle competenze ricercate
iii. Differenziare i bandi evitando la prevalenza dei profili giuridico-amministrativi. Migliorare l’efficienza nella gestione dei concorsi pubblici di grande portata e la definizione delle prove dei concorsi.

69. Formazione continua PA. Formulare un nuovo piano di formazione per la PA

70. Revisione modelli di lavoro. Rivedere le modalità di lavoro, attraverso la diffusione dello smart working nella pubblica amministrazione

71. Rafforzare la formazione del middle-management pubblico
i. Identificare nelle diverse amministrazioni le figure di midolle management più suscettibili di beneficiare di interventi formativi di tipo manageriale

ii. Avviare iniziative formative mirate al middle management della PA, introducendo incentivi anche non monetari (incarichi, autonomia decisionale, iniziative strutturate di mentoring e coaching).

72. PA Verde. Predisporre una direttiva alle pubbliche 27 amministrazioni per migliorare la gestione delle risorse

XVI. Investire sull’ammodernamento digitale della sanità pubblica

73. Piano di digital health nazionale. Sviluppare un Ecosistema Digitale Salute a livello nazionale

74. Monitoraggio sanitario nazionale

i. Sviluppare – a supporto del piano di digital health – una strategia e architettura di gestione dei dati sanitari a livello nazionale, garantendo la disponibilità di dati omogenei, di buona qualità e in tempo reale per scopi di monitoraggio non individualizzato

ii. Dotarsi di adeguate capacità di elaborazione e di sintesi, anche al fine di identificare nuovi focolai di contagio o altri fenomeni di rilevo nazionale
iii. Creare un sistema di “early warning” basato sull’infrastruttura di Tessera Sanitaria (che già collega in tempo reale tutti gli operatori sanitari italiani) integrata con le infrastrutture delle altre amministrazioni.

4.5 Istruzione, Ricerca e Competenze, fattori chiave per lo sviluppo

XVII. Modernizzare i sistemi di istruzione e di ricerca al fine di adeguarli a standard europei e internazionali

75. Modernizzazione del sistema della Ricerca.
i. Aggiornare i raggruppamenti disciplinari e le classi di laurea favorendo l’interdisciplinarità della formazione e della ricerca
ii. Modificare il dottorato di ricerca in modo da renderlo conforme agli standard internazionali
iii. Semplificare alcuni aspetti della gestione dei fondi di ricerca competitivi
iv. Sviluppare un contratto nazionale dedicato per i ricercatori/docenti.

76. Poli di eccellenza scientifica. Creare poli di eccellenza scientifica internazionale, facendo leva sulla pluralità di “missioni” delle università e del diverso grado di qualità della ricerca delle loro strutture interne

77. Supporto ai ricercatori.
i. Incentivazione fiscale per mobilità ricercatori verso sedi disagiate
ii. Sviluppo percorsi di carriera maggiormente competitivi
iii. Incentivi alla mobilità familiare e incentivi fiscali per favorire il bilanciamento di genere.

78. Spinta alla formazione su nuove competenze. Lanciare un programma didattico sperimentale per colmare gap di competenze i. Disegno di percorsi di formazione digitali e/o blended dedicati agli insegnanti

  1. Realizzazione dei percorsi didattici progettati
  2. Monitoraggio, valutazione e adeguamento in funzione degli esiti.

79. Partnership per upskilling. Predisporre e lanciare un piano di iniziative di upskilling (co-finanziate da pubblico e privato), facendo leva sul settore privato per supportare insegnanti, cultura e scuola

i. Campagna di donazioni per potenziamento delle strutture educative ad es. PC/supporti informatici per didattica a distanza (“Adotta una classe”)
ii. Programma nazionale coordinato di “aggiornamento 29 educatori” per 20 sabati/anno attraverso partecipazione di grandi aziende high-tech, enti di ricerca e università (“Impara dai migliori”)

iii. Organizzazione da parte di aziende e donatori di una serie di concorsi tipo Hackathon per giovani studiosi (scuole superiori) su temi di grande rilievo tecnologico, sociale e culturale. (“Gara dei talenti”).

XVIII. Potenziare la capacità di inclusione del sistema di istruzione superiore al fine di migliorarne l’equità e di contrastare le disuguaglianze di classe, di genere, etniche e territoriali

80. Diritto alle competenze.
i. Maggiore sostegno economico alle famiglie a medio-basso reddito
ii. Facilitazione dei percorsi di accesso alle risorse per il diritto allo studio universitario (bando unico nazionale e vincolo di erogazione anticipata delle borse)
iii. Sostegno alla residenzialità studentesca (ad es. voucher, riconversione di strutture alberghiere inutilizzate)

81. Orientamento giovani.
i. Orientamento alle scelte (Career Education), precoce e multidisciplinare

ii. Consulenza di carriera e di vita personale (Career and Life Counseling), nella scuola superiore e nelle università.

82. Inclusione studenti con disabilità. Rafforzare i processi e gli strumenti di inclusione degli studenti con disabilità con soluzioni immediate per garantire l’accessibilità delle piattaforme comunicative ed i relativi contenuti, i sostegni educativi in presenza, le dotazioni strumentali per le famiglie che ne siano prive.

XIX. Superare il disallineamento fra domanda e offerta di competenze

83. Istruzione terziaria professionalizzante.
i. Lanciare una campagna di comunicazione sugli esiti occupazionali altamente positivi degli ITS
ii. Incentivare alcune università a specializzarsi in ‘lauree professionalizzanti’ quale loro mission prioritaria, mediante un trasferimento della stessa somma pro capite attribuita agli ITS e un’assegnazione di punti organico aggiuntivi
v. Prevedere per le lauree professionalizzanti una gestione distinta e autonoma rispetto a quella degli altri corsi universitari.

84. Education-to-employment. Lanciare una piattaforma digitale di education-to-employment su scala nazionale, focalizzata in ambiti definiti in base all’offerta e sussidiata da accordi pubblico/privati

i. Corsi di formazione sviluppati dalle aziende sulla base delle competenze di cui hanno bisogno, sia gratuiti sia a pagamento
ii. “Menu” di corsi di formazione cu rat o/va lidato/strutturato in “percorsi formativi” da manager e/o docenti dei relativi ambiti applicativi

iii. Iscrizione/accesso alla piattaforma disponibile per chiunque sia interessato, e registrazione del completamento dei corsi con visibilità alle aziende interessate. Voucher a copertura del costo per chi completa con successo

iv. Raccomandazione/obbligatorietà del superamento di un set minimo di percorsi formativi quale condizione per beneficiare di sussidi (ad es. reddito di cittadinanza).

85. Formazione ordini professionali. Rafforzare la formazione 31 continua per gli ordini professionali, progettando corsi trasversali
fra i diversi ordini su tematiche comuni relativi a organizzazione
del lavoro, nuove competenze green, digitale, etc. per favorire lo scambio di competenze e massimizzare la velocità di apprendimento.

XX. Potenziare le attività di ricerca e innovazione, aiutando l’incontro fra domanda e offerta di conoscenze

86. Applied PhD. Innovare il dottorato di ricerca creando un percorso di “applied PhD” per formare le figure professionali a più elevata specializzazione per il mercato del lavoro, prendendo così le distanze dalla concezione del dottorato solo come addestramento alla carriera accademica che permane in Italia.

87. Agenda di cooperazione università-imprese. Rafforzare la cooperazione fra università e imprese per orientare ricerca e sviluppo verso grand challenges e favorire la crescita di un sistema nazionale dell’innovazione

4.6 Individui e famiglie, in una società più inclusiva ed equa

La promozione del benessere individuale e collettivo è uno degli obiettivi fondamentali delle politiche pubbliche, così come la rimozione delle cause delle diseguaglianze e delle discriminazioni, esplicitamente richiamata nell’art. 3 della Costituzione.

XXI. Potenziare il welfare inclusivo e territoriale di prossimità, per promuovere resilienza individuale e coesione sociale

88. Presidi di welfare di prossimità. Creare presidi di welfare di prossimità nelle aree metropolitane e nelle città con più di 50.000 abitanti

89. Supporto psicologico alle famiglie. Fornire supporto psicologico, attraverso “pacchetti” di colloqui, a famiglie e individui direttamente impattati dal Covid-19, allo scopo di prevenire e ridurre sindromi depressive ed i connessi costi sociali e sanitari.

90. Organizzazioni di cittadinanza attiva. Rafforzare il ruolo delle organizzazioni di cittadinanza attiva per promuovere la tutela dei diritti, la cura dei beni comuni materiali o immateriali, il sostegno a persone in condizioni di difficoltà o di emarginazione.

91. Progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati. Potenziare i progetti terapeutico-riabilitativi individualizzati e di vita indipendente sostenuti da Budget di Salute, quale risposta ai bisogni di cura e di emancipazione delle persone fragili

92. Servizi Territoriali sociosanitari. Recuperare la funzione dei Servizi Territoriali per la Salute Mentale e le Dipendenze Patologiche, di sostegno alla resilienza della popolazione e di inclusione sociale di persone con disagio psichico e dipendenze patologiche, attraverso investimenti mirati sul piano delle risorse umane e della formazione.

93. Politiche del lavoro per le persone con disabilità. Sistematizzare politiche del lavoro per le persone con disabilità, attraverso la proposta di misure ad hoc e di azioni di inclusione: istituzione di un albo nazionale tutor per il sostegno al lavoro delle persone con disabilità, sistematizzazione degli istituti legislativi
già esistenti, istituzione di un report periodico unico sui lavoratori con e senza disabilità, etc. 33

XXIII. Promuovere la parità di genere

94. Stereotipi di genere. Sviluppare e realizzare un programma di azioni diversificate sul piano culturale contro gli stereotipi di genere che agiscano sulla eliminazione degli ostacoli alla piena e libera espressione femminile.

  1. Sostegno e sviluppo dell’occupazione femminile
  2. Valutazione di impatto di genere (VIG).
  3. Conciliazione dei tempi di vita e sostegno alla

genitorialità
i. Lanciare un piano nazionale per lo sviluppo di nidi pubblici e privati (0-3 anni) per la maggioranza dei bambini, per migliorare la conciliazione dei tempi di vita, sostenere il desiderio di maternità e paternità e diminuire le disuguaglianze tra bambini

ii. Razionalizzare il sistema dei trasferimenti monetari alle famiglie in direzione di misure che accompagnino la crescita dei bambini fino alla maggiore età, attraverso l’introduzione di un assegno unico che assorba le detrazioni fiscali per i figli a carico, l’assegno al nucleo familiare, il bonus bebè, l’assegno al terzofiglio

iii. Introdurre tra i servizi di welfare erogabili a livello territoriale dalla Pubblica Amministrazione, dalle organizzazioni datoriali e dagli Ordini Professionali, la competenza del Work- Life Balance che mira a promuovere la compatibilità del lavoro con la vita personale e famigliare

iv. Agevolare l’ampliamento degli strumenti di welfare aziendale orientati a fornire supporto alla genitorialità, attraverso la detassazione delle relative spese e delle somme erogate dalle aziende.

98. Interventi per le donne vittime di violenza

i. Introdurre un contributo di libertà e incentivi all’assunzione per le donne italiane e immigrate che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza
ii. Incentivare la collaborazione interistituzionale e con i centri anti-violenza. Raddoppiare le case rifugio e rafforzare i centri anti-violenza pubblici e privati

XXIV. Promuovere risorse e opportunità per bambini, ragazzi e giovani

99. Fondo di contrasto alla povertà alimentare minorile. 100. Child Guarantee. Finanziare un programma di contrasto

alla povertà minorile.

101. Dote educativa.
102. Servizio Civile. Estendere il Servizio Civile

5. CONCLUSIONI

Il piano di rilancio sviluppato dal Comitato è stato elaborato in ciascuna delle sei aree di lavoro per bilanciare efficacia in tempi rapidi e profondità di trasformazione. Realizzarlo può consentire all’Italia di:

oMigliorare drasticamente l’efficienza e l’efficacia della PA

o Ridurre significativamente l’economia sommersa e l’evasione fiscale

o Rafforzare la competitività delle imprese e l’attrattività turistica del Paese

oDiminuire le diseguaglianze di genere, sociali e territoriali

o Uscire dalla fase di rilancio post Covid-19 con un tasso di crescita economica quanto meno in linea con i partner europei.

Tali risultati permetterebbero di affrontare la crescita del debito pubblico prevista nel prossimo biennio da una posizione più solida e sostenibile anche dal punto di vista finanziario
Molti degli interventi proposti – e ancor più le riforme segnalate come essenziali per il Paese, quali quelle della Giustizia, della Fiscalità e del Welfare – non sono semplici da attuare, e in diversi casi sono già stati tentati in passato senza impatto duraturo. Bisogna quindi coniugare realismo ed elevate ambizioni, pragmatismo e visione per il futuro, anche beneficiando dell’esperienza derivante dai fallimenti di precedenti tentativi nella medesima direzione.
Proprio in considerazione della mole degli investimenti possibili nel prossimo quadriennio e della necessità di operare su tutti i fronti in parallelo, il Comitato ritiene essenziale adottare un approccio rigoroso nella valutazione ex-ante ed ex-post di ogni decisione governativa per il rilancio, come indicato nel capitolo di approfondimento della PA. Affrontare l’insieme degli interventi dei prossimi due anni richiede uno sforzo di coordinamento senza precedenti: mantenere un confronto con le istituzioni europee anche da questo punto di vista sarà indispensabile per massimizzare le probabilità di successo.

Ufficio Studi Gruppo Forza Italia Berlusconi Presidente-UDC Senato della Repubblica Tel. 06/67062963 – 4574 – 5645

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